Impelagarsi in un mare di guai

Qual è l’etimologia di “impelagarsi”? La spiegazione è piuttosto semplice: il verbo deriva dal latino “pelăgus” e dal greco “πέλαγος”, che significano “mare”.

Vizio di forma

Incapacità di resistere al Parmigiano Reggiano.

Italiota esiste

“Italiota”, aggettivo e sostantivo (sia maschile che femminile), esiste. Ma non nel senso contemporaneo di Italiano/italiano + idiota (purtroppo per ora non attestato nei dizionari), ma come denominazione in uso tra i Greci, a partire dal 5° secolo PEV, per designare i coloni greci trapiantatisi in quella che oggi è l’Italia meridionale (Magna Grecia). “Padaniota”, invece, ha solo un’accezione moderna.

Non fare l’idiofono!

Idiofono (pronunciato idiòfono, non idiofòno) è parola poco nota, ma che a me piace molto. Gli idiofoni sono quegli strumenti musicali in cui suono è prodotto unicamente dalla vibrazione del materiale di cui essi sono costituiti, cioè senza l’impiego di corde, membrane o altri dispositivi. Possono essere a percussione, a scuotimento, a pizzico, ad aria, a raschiamento e a frizione.
Esempi? Il triangolo, la campana, il campanaccio, il gong, la marimba, il ghatam, le maracas, i piatti, i legnetti, la frusta, le nacchere, lo scacciapensieri, la celesta, il vibrafono, lo xilofono, la quijada.
Quest’ultimo è di antiche origini africane ed è particolarmente interessante. Quijada è termine spagnolo che significa “mandibola”*; lo strumento, nella sua forma originale, era infatti costituito da una mandibola di asino. Nella sua versione moderna, invece, ha cambiato forma, materiali e anche nome: oggi si parla di vibraslap. Tuttavia è possibile costruirselo anche a casa. Data la difficoltà nel reperire una mandibola d’asino suggerirei di optare per una meno impegnativa mandibola di suocera.

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* in Inglese è chiamato “jawbone”

Poliomielite o poliomelite?

Per molti anni ho pensato che il termine “poliomelite” fosse quello giusto. Ancora oggi l’errore è tuttavia largamente diffuso. Ecco, per esempio, quanto risulta da una semplice analisi delle occorrenze in Google.

poliomielite: 903.000
poliomelite: 217.000

Bambino lebbrifero

L’aggettivo “pestifero” significa alla lettera “portatore di peste”. Per estensione indica anche cosa o persona che arreca grave danno alla salute, che ha effetti nocivi, che è malsana, che ha odore sgradevole. Più raramente viene definita “pestifera” una persona perfida e malvagia. Senza dubbio, però, l’uso più frequente in tempi moderni (e nel mondo occidentale) è quello con significato attenuato e tono scherzoso in riferimento a chi – tipicamente un bambino – è molesto, fastidioso, iperattivo.
Soffermandomi su quest’ultima accezione mi domandavo cosa abbia portato a preferire la peste rispetto ad altre gravi malattie infettive. Si dice che un bambino è pestifero, ma non che è colerifero, lebbrifero, vaiolifero, malarifero, tubercolisifero, poliomielitifero, ecc. Anzi, questi aggettivi non sono nemmeno attestati sui principali dizionari.

Via Leone Sbrana

Per chi non è di Viareggio Leone Sbrana può sembrare un nome alquanto strano per una via. Invece non c’entrano né il re della foresta né il verbo apparentemente associato al felino: Leone Sbrana, come ci dice questa paginetta di Wikipedia, è stato uno scrittore e un uomo politico viareggino; amato al punto tale che nella sua città natale oggi c’è una via a lui dedicata (e non solo quella).

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