Qualcuno poi mi deve špiegare pecché quando le donne litigano litigano di špalle

La frase pronunciata da Toni Servillo (si veda questo estratto) è inserita nel film “La Ragazza del Lago” di cui ho parlato in un precedente post. Senza dubbio simpatica, ma tipicamente italiana; una delle tante invenzioni che non rendono giustizia al romanzo “Lo sguardo di uno sconosciuto” di Karin Fossum (1996, titolo originale “Se deg ikke tilbake!”, traduzione di Pierina M Marocco) cui il film, senza riuscirci, si ispira.

Moldova d’Estonia

C’è in Estonia, per l’esattezza nella contea nordorientale Ida-Virumaa, un villaggetto chiamato Moldova.

La Ragazza del Lago

Nei miei ultimi post ho parlato più volte del romanzo “Lo sguardo di uno sconosciuto” di Karin Fossum (1996, titolo originale “Se deg ikke tilbake!”, traduzione di Pierina M Marocco). Nel 2007 da questo libro è stato tratto il film “La Ragazza del Lago“, opera prima del regista romano Andrea Molaioli. La pellicola ha ricevuto numerosi premi nonché una cascata di lodi da parte dei critici.

Dopo aver visto il film (questa notte) mi sono letto una cinquantina di recensioni, dalle quali ho dedotto che praticamente nessuno conosce il romanzo della Fossum.

Trasporre un testo in un film – si sa – non è cosa semplice, ma l’operazione di Andrea Molaioli è a mio avviso un vero disastro. Un po’ come aver assistito alla rappresentazione integrale dell’Aida e successivamente vederne la sua riduzione nel video-clip di tre minuti scarsi per opera di un gruppo punk o rap. Il lavoro della Fossum (la scrittrice è uno dei tre pilastri del krim norvegese*) offre talmente tanti spunti che era difficile non saperne approfittare, eppure il regista italiano è riuscito nell’impresa di rovinare tutto. Le vicende vengono ambientate in Carnia, ma il commissario Giovanni Sanzio (interpretato da Toni Servillo), nella sua esibita extra-friulanità (ed extra-padanità), è completamente fuori luogo rispetto al contesto, e in ogni caso la Carnia e i dintorni di Oslo non sono esattamente la stessa cosa. Man mano che gli eventi si succedono si assiste a uno scollamento progressivo tra vicende filmiche e narrazione letteraria, con l’omissione di moltissimi elementi, anche basilari, e il travisamento di altri. Manca però, sopra ogni cosa, la capacità di caratterizzare la complessa psicologia dei personaggi, che nel romanzo viene dischiusa poco a poco mostrando un mondo ben diverso dall’apparente perfezione che si nota in superficie.
Per dirla con un linguaggio preso a prestito dalla medicina, questo film è un trapianto malriuscito che dà luogo a una inevitabile e fortissima crisi di rigetto.

Un’opera come quella di Karin Fossum avrebbe invece meritato uno studio preliminare e, possibilmente, la realizzazione di una cosidetta fiction televisiva in tre o quattro puntate, come per esempio è stato fatto con “I Cerchi nell’Acqua”**. Il lavoro di Molaioli è invece riduttivo, zoppicante, discontinuo; il film è lento, noioso e a tratti incomprensibile, con un finale incolore e rovinoso.

Mi auguro che prima o poi qualche altro regista sappia restituire il giusto valore a un romanzo di rara bellezza.

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* gli altri due sono Anne Holt e Jo Nesbø

** ne ho parlato qui, qui, qui, qui, qui, qui e qui

La scelta bendata

Alcuni studenti di statistica si apprestano ad acquistare un regalo per un loro amico. Ognuno darà un contributo economico in base alla seguente regola un po’ bizzarra: il primo ragazzo viene bendato e posto davanti a un tavolo su cui sono sparpagliate delle banconote da 5, 10, 20 e 50 euro; lo studente deve poggiare il dito su una banconota, poi su un’altra e un’altra ancora ecc. sino a quando non verranno indicate quattro banconote dello stesso taglio. La somma di tutte le banconote toccate rappresenta il contributo di quello studente; l’operazione è ripetuta per tutti gli studenti. La condizione di massima fortuna (contributo minimo) è quella in cui vengono indicate in sequenza quattro banconote da 5 euro, per un totale di 20 euro. Qual è la condizione di minima fortuna (contributo massimo)?

Velocità media e km palindromi

Il contachilometri dell’automobile di un matematico è progettato per emettere un beep ogni volta che la cifra dei km è un numero palindromo. Il matematico è ora in viaggio su strade secondarie tra Milano e Bologna. All’altezza di Melegnano si ode un beep: il contachilometri segna un parziale di 14.041. Due ore più tardi si ode un altro beep e il matematico si ferma per fare un riposino. Qual è la velocità media mantenuta dall’auto tra Melegnano e il luogo di sosta?

Quanti peri?

Sul mio terreno c’è un certo numero di peri. Nel corso degli ultimi anni la resa di ciascun albero è leggermente calata. Cinque anni fa ogni albero produceva in media un numero di pere pari al numero degli alberi; quest’anno, invece, nel complesso sono state raccolte 640 pere in meno e la media è scesa a 72 pere per albero. Se il numero di alberi non è variato, quanti peri ci sono sul mio terreno?

La proprietà di 567 e 854

I numeri 567 e 854 sono gli unici a godere di una certa proprietà. Guardando alle espressioni riportate qui sotto riuscite a dire di che proprietà si tratta?

5672 = 321.489
8542 = 729.316

Voci precedenti più vecchie

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