Il 31 Agosto 1888 l’assassinio di Mary Ann Nichols

Il 31 Agosto di 123 anni fa veniva ritrovato il corpo di Mary Ann Nichols, una prostituta inglese passata alla storia per essere stata la prima delle cinque vittime accertate di Jack lo Squartatore. Approfitto dell’infelice ricorrenza per ricordare che in Inglese il nome del serial killer è Jack the Ripper.

Logo Google dedicato a Nazik al-Mala’ika

Nazik al-Mala’ika è stata una poetessa irachena considerata un’innovatrice nel suo genere. Le versioni Google di alcuni Stati arabi le hanno dedicato un logo lo scorso 23 Agosto, in occasione degli 89 anni dalla nascita.

Logo Google dedicato alla prima linea di tram portoghese

La prima linea di tram portoghese è stata inaugurata esattamente 110 anni fa (era il 31 Agosto 1901) tra Ribamar (oggi Algés) e Cais do Sodré, nell’area della Grande Lisbona. Google Portogallo (www.google.pt) ha creato per l’occasione un logo molto simpatico.

Logo Google dedicato ad Alois Jirásek

Alois Jirásek è stato uno scrittore e autore di opere teatrali ceco più volte candidato al premio Nobel in letteratura. In patria è ancora oggi ricordato e molto apprezzato soprattutto per alcuni importanti romanzi storici. Nato il 23 Agosto 1851, Google Repubblica Ceca (www.google.cz) lo ha ricordato nello stesso giorno di quest’anno con un logo semplice ma non particolarmente accattivante.

Il problema pensionistico di questo Paese

Anche a costo di sembrare qualunquista credo che il problema pensionistico di questo Paese sia il seguente:

(01) troppa poca gente che lavora
(02) chi lavora lo fa mediamente per troppo poco

Alla fine mi piacerebbe poter applicare un vecchio slogan bertinottiano: lavorare meno, lavorare tutti.

Niente più riscatto degli anni di laurea a fini pensionistici. Mi pare giusto così

Su questo blog lo spazio dedicato alla politica è volutamente poco e si è ulteriormente ridotto nel corso degli ultimi mesi (tanto che non ho nemmeno definito una categoria ad hoc per post con contenuto di questo tipo). Il motivo è che, in questo Paese, la politica non è per nulla una cosa seria, e nemmeno è affrontata seriamente dai mezzi di informazione.

Tra ieri e stamattina mi hanno particolarmente colpito le reazioni a quella parte di correttivi alla manovra finanziaria che prevedono di abolire il riscatto degli anni di laurea a fini pensionistici. Francamente mi pare una delle poche cose davvero giuste contenute nel pacchetto di modifiche presentato dal governo (ci sarebbero anche l’abolizione delle province e il dimezzamento del numero dei parlamentari, ma possiamo scommettere sin da ora che il difficile e lunghissimo percorso costituzionale si tradurrà – se mai accadrà qualcosa – in poco o nulla).

Il provvedimento, in termini economici, è estremamente blando, ma la cosa importante è che mi pare corretto, anzi lo ritengo etico e civile. Non si capisce perché, infatti, in questo Paese i laureati debbano godere di un simile trattamento; è evidente che chi si laurea lo fa per cultura personale e, ragionevolmente, come scelta strategica per poter accedere, una volta entrato nel mondo del lavoro, a un reddito più elevato della media; non vedo dunque alcun motivo per il quale i laureati dovrebbero gravare, anche se solo in parte, sulla collettività. Per quanto piccolo, questo provvedimento mi sembra la giusta eliminazione di un privilegio anacronistico e non più comprensibile.

Di fronte a ciò le reazioni dei giornali e le dichiarazioni di (falso) allarme dei sindacati mi sono parse non mature, non professionali e non degne di un Paese civile. Appunto.

Logo Google dedicato a George Enescu

Il 19 Agosto 1881 nasceva George Enescu, uno dei più importanti musicisti e compositori rumeni (autore, nel 1936, dell’opera Oedipe). Google Romania (www.google.ro) ha celebrato l’evento con un logo di fattura grafica appena sufficiente.

Logo Google dedicato al Giorno dell’Indipendenza dell’Indonesia

Il 17 Agosto di quest’anno Google Indonesia (www.google.co.id) ha dedicato uno dei loghi più brutti di sempre alle celebrazioni dell’indipendenza dai Paesi Bassi avvenuta lo stesso giorno del 1945.

Qual è la Isla Bonita cantata da Madonna?

Si tratta dell’isola corallina di Ambergris Caye in Belize (San Pedro ne è il suo centro principale). Madonna ha contribuito ad aumentarne la fama con il brano omonimo estratto dall’album “True Blue” del 1986.

Canosino arrestato a Stoccolma per aver schiaffeggiato il figlio per strada

Ho appreso poco fa dal TG5 dell 13:00 che un consigliere comunale di Canosa, tal Giovanni Colasante, è stato arrestato a Stoccolma per aver schiaffeggiato il figlio in luogo pubblico; la legge svedese è infatti molto severa (o forse semplicemente giusta) nei confronti di chi usa qualunque forma di violenza, anche leggera, nei confronti dei figli.

Molte bene, e ora speriamo che l’Italiano abbia imparato la lezione. Il miglior affare che può fare la Svezia è rispedirlo subito in Puglia.

La Baia dell’Ambra (Gintaro įlanka) di Juodkrantė

Lungo la Penisola dei Curi (o Penisola di Neringa) si incontra un grazioso villaggio dal nome suggestivo: Juodkrantė (spiaggia nera). All’ingresso del paesino, sulla sinistra (per chi procede in direzione di Nida), noterete la cosiddetta Baia dell’Ambra (Gintaro įlanka), un luogo inconfondibile per la presenza di alcune sculture in legno realizzate direttamente sull’acqua (tra gli artisti segnalo soprattutto Albertas Danilevičius). Il luogo ricorda la scoperta dei primi ritrovamenti d’ambra durante alcune operazioni di dragaggio avvenute nel 1855.

Le dita della mano in Inglese

Vi siete mai chiesti quali sono i nomi delle dita della mano in Inglese? Eccoli (le differenze con le forme toscane sono piuttosto ridotte).

pollice – thumb
indice – index finger (o pointer finger o forefinger)
medio – middle finger
anulare – ring finger
mignolo – little finger (o, in forma colloquiale, pinky o pinkie)

Sul mignolo vedi anche il post precedente.

Il nomignolo del mignolo

In Inglese il mignolo è chiamato little finger, ma negli Stati Uniti e in Scozia sono diffusi due nomignoli curiosi: rispettivamente pinky e pinkie (la pronuncia è la medesima).

Sull’origine di questi termini non sembra esserci accordo; secondo un’interpretazione molto diffusa pinkie (poi americanizzato in pinky) deriverebbe da un significato secondario che questa parola aveva anticamente in Scozia (pinkie era un modo alternativo per indicare una cosa piccola – a tiny thing – e a sua volta l’espressione deriverebbe dal Neerlandese dove, in effetti, ancora oggi il mignolo è detto pink); una seconda interpretazione (presente ad esempio su Wikipedia) farebbe derivare pinkie dalla radice protoindoeropea penk, inequivocabilmente connessa al numero cinque.

Perché la Terra di Francesco Giuseppe si chiama così?

La Terra di Francesco Giuseppe è un gruppo di isole (per la precisione 191) situate a est delle Svalbard. Entrato sotto il dominio russo nel 1926, l’arcipelago è quasi completamente disabitato e rappresenta la parte insulare più a nord dell’intera Eurasia. Il nome fa riferimento a Francesco Giuseppe I, imperatore dell’Austria-Ungheria. La scoperta di queste terre (avvenuta in tempi relativamente recenti, il 30 Agosto 1873) si deve infatti ai due esploratori austriaci Julius von Payer e Karl Weyprecht che per la scelta del nome hanno avuto gioco piuttosto facile. È invece meno noto il fatto che, trattandosi di spedizione privata, l’arcipelago non è mai entrato a far parte dell’impero austroungarico.

Quattro frecce alla polacca

Il commento di Riigi Piirid (vedi qui) al mio post Sull’uso delle frecce in automobile mi fa ricordare una simpatica modalità di utilizzo delle quattro frecce che ho sperimentato soprattutto in Polonia. Data la pessima situazione in cui versano le strade nella patria di Copernico e Chopin capita spesso che ci si trovi bloccati a velocità ridotta dietro a un camion. In corrispondenza del primo tratto rettilineo abbastanza lungo l’autista del mezzo pesante quasi sempre sarà così gentile da segnalarvi con la freccia a destra la possibilità di effettuare un sorpasso in tutta sicurezza; la consuetudine vuole che l’automobilista, a sorpasso avvenuto, ringrazi il camionista facendo lampeggiare le quattro frecce per un paio di secondi. Personalmente lo trovo molto bello ed elegante, e ove possibile cerco di applicarlo anche qui da noi.

Murmansk. Fa crocchette della vittima: arrestato

La vicenda è un nuovo caso di cannibalismo, accaduto questa volta a Murmansk, in Russia. A darne notizia è stata oggi l’agenzia di informazioni RIA Novosti (potete leggere il breve testo in Inglese a questo link). La domanda è la seguente: può il Corriere della Sera fare un titolo (degenere) del genere?

Sull’uso delle frecce in automobile

Qualche settimana fa, durante il tragitto Vilnius – Palanga – Vilnius, riflettevo sulla diversità tra Lituani e cosiddetti Italiani nell’uso automobilistico degli indicatori di direzione. Andare dalla capitale lituana alla rinomata località balneare sul Baltico comporta circa 335 km e almeno tre ore di guida, valori che ovviamente raddoppiano se consideriamo anche il ritorno.

Nel corso del viaggio notavo come il 99,9% dei Lituani usa correttamente gli indicatori di direzione (anche se all’interno delle città più popolose la percentuale si riduce leggermente); per uso corretto intendo che la freccia a sinistra viene azionata qualche secondo prima di iniziare la manovra di sorpasso e che la freccia a destra viene impiegata per segnalare la manovra di rientro. Sempre.

Se ora penso alla tangenziale di Milano (che percorro quattro volte al giorno per un totale di circa 60 km) il quadro è desolante. Almeno il 50% dei guidatori non segnala mai il cambio di corsia; del 50% restante quasi tutti azionano la freccia a sinistra contemporaneamente all’inizio della fase di sorpasso (cosa piuttosto pericolosa) e quasi nessuno utilizza la freccia verso destra per indicare il rientro.

Ne traggo come conclusione che il comportamento dei cosiddetti Italiani si caratterizza per un profondo egoismo: gli indicatori di direzione sono infatti un meccanismo di segnalazione della propria presenza e delle proprie intenzioni di manovra agli altri automobilisti; cosa che ha come scopo la tutela degli altri e ovviamente – di rimando – di sé stessi. Far finta di niente significa non comprendere l’importanza di condividere una serie di valori (in questo caso le regole di guida) e dunque non essere comunità. Di fatto anche guardando le cose da questo punto di vista gli Italiani come popolo non esistono.

Sappiamo davvero lavarci le mani in un bagno pubblico?

Questo post è dedicato alla minoranza degli abitanti della penisola che ha l’abitudine di lavarsi le mani quando si trova in un bagno pubblico.

Pensiamo alla sequenza normalmente seguita:

(01) apertura del rubinetto
(02) insaponatura
(03) lavaggio
(04) risciacquo
(05) chiusura del rubinetto
(06) asciugatura

Se ci pensate bene effettuare le ultime due operazioni nell’ordine riportato sopra vanifica tutto quanto è stato fatto prima: chiudere l’acqua con le mani appena lavate e ancora bagnate è un invito a nozze per i batteri e i germi presenti sul rubinetto. Dunque molto meglio asciugare prima di tutto le mani e poi chiudere il rubinetto usando il fazzoletto di carta appena utilizzato o un pezzo di carta igienica (laddove per esempio vi siate asciugati con un apparecchio ad aria calda automatico). Così facendo si rischia di consumare un po’ di acqua in eccesso (il rubinetto resta a perto per qualche secondo in più), ma una volta tanto non è un fatto così negativo.

Nándorfehérvár e i tanti nomi della Città Bianca

Nel corso della storia l’attuale capitale della Serbia ha avuto molti nomi e quasi tutti, nelle diverse lingue, significavano la stessa cosa: città bianca. È così anche per il nome attuale: Belgrado. Tra i nomi più curiosi c’è Nándorfehérvár, in Ungherese medievale.

4’33” (Four Minutes, Thirty-three Seconds)

Il 29 Agosto di 59 anni fa a Woodstock (New York) il pianista e compositore David Tudor eseguiva per la prima volta il brano musicale 4’33” (Four Minutes, Thirty-three Seconds) di John Cage. Il brano è talmente sperimentale da essere costituito per intero da 273 secondi di silenzio (secondo alcuni un riferimento alla temperatura assoluta).

Su 4’33” è stato scritto moltissimo e il pezzo è stato rieseguito più volte da numerosi artisti (tra cui Frank Zappa). Interessanti le numerose implicazioni dell’opera, prima tra tutte il fatto che 4’33” non è affatto un brano silenzioso: la musica, infatti, è in questo caso quella dei piccoli movimenti volontari e involontari dei musicisti, e se vogliamo, anche del pubblico.

Geniale (ma chi volesse comporre qualcosa di simile sprofonderebbe nel ridicolo).

I segni zodiacali in Inglese

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare i segni zodiacali mantengono anche in Inglese l’antica forma latina. Evitate dunque di tradurre toro con bull o pesci con fish (o peggio ancora fishes), le forme corrette sono taurus e pisces. Ciò che differisce dal Latino è ovviamente la pronuncia.

Riporto di seguito l’elenco completo dei segni.

Aries
Taurus
Gemini
Cancer
Leo
Virgo
Libra
Scorpio
Sagittarius
Capricorn
Aquarius
Pisces

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Post collegati (successivi):

(23/01/2012)
I segni dell’oroscopo cinese in Estone

(27/12/2012)
Le costellazioni in Inglese

I pezzi degli scacchi in Inglese

Vi siete mai chiesti come si chiamano i pezzi degli scacchi in Inglese? Se dovesse capitarvi di giocare con un avversario straniero la cosa potrebbe tornarvi di utilità; tentare una traduzione letterale dell’ultimo minuto rischia infatti di procurarvi una brutta figura, dunque è meglio evitare. Di seguito riporto la terminologia corretta, indicando tra parentesi la traduzione in Toscano dei termini che differiscono nelle due lingue.

pedone – pawn
cavallo – knight (cavaliere)
alfiere – bishop (vescovo)
torre – rook (corvo, cornacchia)
regina – queen
re – king

Leap year

Così viene detto in Inglese l’anno bisestile.

La guerra più breve della storia

Si tratta della guerra anglo-zanzibarina combattuta fra l’Impero Britannico e Zanzibar il 27 Agosto 1896. La sua durata è stata di soli 45 minuti.

Le sculture d’ombra di Tim Noble e Sue Webster

Cosa potreste fare con i vostri rifiuti casalinghi accumulati negli ultimi sei mesi? E con alcuni animali imbalsamati? Diciamo che avete a disposizione sei topi, un visone, otto cornacchie, otto corvi e undici taccole (in tutto sono trentaquattro)… vi viene in mente niente? Tim Noble e Sue Webster, una coppia di artisti inglesi, sono riusciti ad assemblare le carcasse di quei poveri animaletti impagliati montandoli su due aste di acciaio; alla vista nulla più che due masse informi e un po’ macabre, ma la proiezione delle loro ombre rivela un’immagine inattesa: a materializzarsi su una parete sono le teste mozzate di Tim e Sue infilzate da due paletti, e sulla fronte di lui è appoggiato un corvo in atteggiamenti poco rassicuranti. Al di là dell’immagine un po’ forte, l’idea dei due giovani artisti è a suo modo innovativa: dar vita a opere d’arte non tramite oggetti materiali, ma attraverso la proiezione delle loro ombre. Si chiamanno, non a caso, “sculture d’ombra” (shadow sculptures) e quella a cui accennavo prima è intitolata Kiss of Death (2003). I rifiuti menzionati all’inizio del post sono invece stati utilizzati per creare Dirty White Trash (with Gulls) (1998), un’opera la cui ombra raffigura i due artisti seduti schiena contro schiena in una posa rilassata (tra una sigaretta e un bicchiere di vino). Le due realizzazioni di cui sopra sono due esempi di una serie più ampia che potete scoprire direttamente sul loro sito web: www.timnobleandsuewebster.com.

La produzione del duo comprende anche alcune “sculture di luce” (a mio avviso molto meno interessanti) e altri esperimenti, tra cui le opere Masters of the Universe (2000) e The New Barbarians (1997-1999) in cui i due artisti sono raffigurati a grandezza naturale nei corpi di due australopitechi.

Lavori interessanti, sia sul fronte sperimentale che su quello della provocazione. È tuttavia evidente che, passata la sorpresa iniziale, opere di questo tipo rischiano di annoiare per prevedibilità e ripetitività.

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