Niente più riscatto degli anni di laurea a fini pensionistici. Mi pare giusto così

Su questo blog lo spazio dedicato alla politica è volutamente poco e si è ulteriormente ridotto nel corso degli ultimi mesi (tanto che non ho nemmeno definito una categoria ad hoc per post con contenuto di questo tipo). Il motivo è che, in questo Paese, la politica non è per nulla una cosa seria, e nemmeno è affrontata seriamente dai mezzi di informazione.

Tra ieri e stamattina mi hanno particolarmente colpito le reazioni a quella parte di correttivi alla manovra finanziaria che prevedono di abolire il riscatto degli anni di laurea a fini pensionistici. Francamente mi pare una delle poche cose davvero giuste contenute nel pacchetto di modifiche presentato dal governo (ci sarebbero anche l’abolizione delle province e il dimezzamento del numero dei parlamentari, ma possiamo scommettere sin da ora che il difficile e lunghissimo percorso costituzionale si tradurrà – se mai accadrà qualcosa – in poco o nulla).

Il provvedimento, in termini economici, è estremamente blando, ma la cosa importante è che mi pare corretto, anzi lo ritengo etico e civile. Non si capisce perché, infatti, in questo Paese i laureati debbano godere di un simile trattamento; è evidente che chi si laurea lo fa per cultura personale e, ragionevolmente, come scelta strategica per poter accedere, una volta entrato nel mondo del lavoro, a un reddito più elevato della media; non vedo dunque alcun motivo per il quale i laureati dovrebbero gravare, anche se solo in parte, sulla collettività. Per quanto piccolo, questo provvedimento mi sembra la giusta eliminazione di un privilegio anacronistico e non più comprensibile.

Di fronte a ciò le reazioni dei giornali e le dichiarazioni di (falso) allarme dei sindacati mi sono parse non mature, non professionali e non degne di un Paese civile. Appunto.

8 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Daniela Leschi
    Ago 31, 2011 @ 10:29:11

    Ma siamo pazzi? I miei 27000 euro pagati per il riscatto me li restituisce lei? in un paese civile i diritti acquisiti non si toccano, specie se sono costati fior di quattrini. non so come reagirebbe lei se improvvisamente, da un giorno all’altro, le dicessero che andrà in pensione 4, 5, 6 o addirittura 12 anni più tardi. Ci pensi prima di sparare sentenze a vanvera.
    Daniela Leschi

  2. Nautilus
    Ago 31, 2011 @ 10:41:17

    Far decadere un diritto acquisito è un fatto anticostituzionale e nessuno le toglierà nulla. Ci pensi lei prima di scrivere commenti non pertinenti e usi un linguaggio più consono e moderato. Le sue questioni personali sono certamente importanti, ma non sono utili ai fini della discussione generale oggetto del mio post (che riguarda il futuro prossimo e non il presente e il passato).

  3. Daniela Leschi
    Ago 31, 2011 @ 10:54:53

    Il suo post riguarderà il futuro, ma il provvedimento che si sta discutendo riguarda il passato per tutti e non è un fatto personale.E’ per questo che stiamo protestando e faremo ricorso.Ognuno di noi che ha riscattato i suoi anni di studio ha pagato in base al proprio stipendio cifre altissime (750 euro al mese su uno stipendio di 1500 per tre anni nel mio caso) e dal 2012 non potrà più usufruirne, quindi è retroattiva, si informi. E non varrà neanche sul calcolo della pensione perchè con 40 anni di contributi si raggiunge già il massimo della pensione.

  4. Nautilus
    Ago 31, 2011 @ 11:09:25

    L’argomento è stato trattato questa mattina da alcuni commentatori radiofonici. Allo stato attuale il provvedimento appare retroattivo in quanto scritto con i piedi (e uso un eufemismo). Ragionevolmente verrà modificato in modo da non ledere (ed è giusto) i diritti costituzionali. Se così non sarà (ma non credo) immagino verrà presentata una valanga di ricorsi che non potranno che concludersi positivamente per voi.

    Conosco bene l’esborso necessario al riscatto tanto che in passato mi sono ben guardato dal ricorrervi.

    Ribadisco il fatto che il mio post ha una valenza generale. Giudico il riscatto degli anni di laurea a fini pensionistici non all’altezza di un Paese moderno.

  5. Gianluca
    Ago 31, 2011 @ 13:38:51

    Io personalmente, sono un Medico, ho riscattato “onerosamente” i sei anni del corso di laurea ed a “titolo gratuito” l’anno di militare. Non ho mai ritenuto di andare in pensione prima dei 65 anni, ora ne ho 55, ho fatto il “riscatto” poichè ritenevo che, di fronte agli imprevisti che ci riserva la vita questi sette anni potessero fare la differenza. Inoltre ben difficilmente un Medico andrà in pensione a 65 anni con 40 anni di servizio effettivo. Faccio anzi parte di quella categoria che, già da oggi, può richiedere di restare in servizio sino al compimento del 70° anno di eta’ e se la salute mi assisterà intenderei avvalermi di questa opzione.
    Se il punto è quello di aumentare l’età cui andare in pensione per adeguarla agli standard degli altri paesi ed alla effettiva aspettativa di vita non posso che essere assolutamente in accordo. Se parliamo di equiparare l’età pensionabile tra uomini e donne sono ancora una volta in accordo.
    Tuttavia io e quelli che hanno fatto come me hanno utilizzato legittimamente un meccanismo messoci a disposizione. Avendolo utilizzato a titolo “oneroso”riterrei che una applicazione retroattiva di tale provvedimento andrà a ledere dei “diritti acquisiti” e sicuramente provocherà una valanga di ricorsi che sono certo, essendo ancora l’Italia uno stato di diritto, non potranno non essere accolti.
    Per quanto attiene il servizio militare è pur vero che il riscatto, ai fini pensionistici, è gratuito a domanda, ma è altrettanto vero che durante il militare, chi lo ha fatto, era al servizio dello Stato. Inoltre ai miei tempi solo i maschi prestavano (obbligatoriamente) il servizio di leva; mentre le mie compagne di corso facevano i concorsi io passeggiavo per il Friuli.
    Certo i provvedimenti di legge non possono che riguardare la cornice generale dei problemi, però poi la loro applicazione ricade su un ridda di “casi singoli” ognuno dei quali, peraltro, rappresenta uno o più elettori.

  6. Nautilus
    Ago 31, 2011 @ 14:11:58

    Da quel che ho appreso il provvedimento sarebbe stato ritirato. Come volevasi dimostrare questo non è un Paese serio.

    Con riferimento alla coda del commento di Gianluca faccio notare che, fatta salva la non retroattività di operazioni di questo tipo, il fatto che certe azioni implichino delle conseguenze sui singoli non può essere un freno al cambiamento o una ragione di perpetuo immobilismo.

  7. Riigi Piirid
    Set 01, 2011 @ 08:17:33

    Con la fine di agosto saranno finite anche le “botte di caldo?” dei nostri politici.
    Le tradizionali pazzie estive dei politici italiani (leggi assurde, proposte, smentite, ecc.) mi fanno ricordare un episodio curioso che notai alcuni anni fa. Ero a Roma, zona Tuscolano-Cinecittà (dove ho abitato dal 1993 al 2002); secondo una disposizione comunale ben precisa, il chiosco dei giornali di Via Valerio Publicola, dove mi recavo abitudinariamente, chiuse per ferie il 1° agosto esponendo il cartello “A”, che significava il periodo 1-15 agosto. Il cartello, prestampato e numerato dal Comune, conteneva anche uno spazio che doveva essere compilato a penna dall’esercente che lo esponeva, dove dovevano essere indicati i 2 punti più vicini che erano aperti durante la sua chiusura per ferie. In quello spazio c’era scritto: “Via Stilicone e Via Giulio Agricola. Però è mejo che li giornali in agosto nun li comprate pe’ gnente, perché tanto a ‘sto periodo scrivono solo ca..ate!”
    A difesa del gestore del blog (che comunque non ha bisogno di avvocati), che va apprezzato anche per il coraggio di non aver censurato commenti offensivi e sprezzanti, direi che quando uno parla fuori dal coro ed esprime una propria opinione va sempre applaudito. Chi ama leggere le cose banali magari ed ovvie non si muova dalla home page dell’Ansa, così risparmia anche in pillole calmanti.
    Un punto generale andrebbe sempre tenuto a mente. Nella legge vale il principio generale “tempus regit actum”, ovvero se oggi lo Stato mi permette di fare una cosa che domani non sarà più consentita, nessuno potrà mai agire in maniera retroattiva. Si noti bene che nella giurisprudenza, quando una norma viene accantonata, si parla sempre di “abrogare” (che nell’essenza equivale a chiudere in un cassetto, in modo da non vederla, ma che comunque è lì) e mai di “abolire” (che equivarrebbe a distruggere completamente).
    Riguardo ai toni di alcuni commentatori precedenti, è proprio vero che talvolta, quando manca l’essenza nei concetti che si esprimono, alcuni provano goffamente a compensare sbraitando e cercando la rissa…

  8. Nautilus
    Set 01, 2011 @ 10:07:44

    L’episodio citato è particolarmente simpatico e contribuisce a riportare su toni più tranquilli la discussione.

    Ripensando alla vicenda governativa fatico (ma fatico per davvero) a immaginare come da una riunione ad Arcore durata (ci dicono le cronache) sette ore e in cui erano presenti i massimi esponenti della coalizione di maggioranza sia potuta uscire una proposta di legge in così palese contrasto con la costituzione e, ancor prima, con il buon senso. È evidente che c’è qualcosa che non va e in ogni caso, lo ripeto sino a tediare il lettore, questa non è una dimostrazione di serietà.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...