Il desiderata, il desideratum o i desiderata?

In questo periodo, per lo meno dove lavoro io, sembra che una riunione aziendale non sia considerata degna di questo nome se ogni dieci minuti qualcuno dei partecipanti non citi l’espressione “il nostro desiderata è che…” (pare faccia molto figo). Piccolo particolare: “desiderata” è la forma neutra plurale di “desideratum” (ciò che si desidera), dunque la locuzione corretta non è “il nostro desiderata”, ma “i nostri desiderata”, oppure – se proprio si vuole usare il singolare – “il nostro desideratum”. Possiamo tuttavia guardare il bicchiere mezzo pieno e tirare un sospiro di sollievo per il fatto che (per ora) nessuno dica ancora “la nostra desiderata”.

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16 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. jovawan
    Dic 06, 2012 @ 17:01:36

    Ti ringrazio! Avevo proprio questo dubbio…semrba che anche nell’azienda dove lavoro sia diventato lo sport nazionale!

  2. Nautilus
    Dic 06, 2012 @ 19:51:13

    @ jovawan

    It could be worse, it could be raining 🙂

  3. Lo
    Lug 05, 2013 @ 15:52:54

    ottimo contributo!

  4. Nautilus
    Lug 05, 2013 @ 16:26:23

    @ Lo

    Grazie Lo!

  5. Gio Ve
    Lug 06, 2013 @ 10:09:42

    Solo per aggiungere un dettaglio, mi pare di ricordare che in latino il nominativo neutro plurale di un aggettivo possa sottintendere anche la parola “cose”. Quindi “i desiderata” significa proprio “le cose desiderate”, ovvero “i desiderii”

  6. Marilù
    Set 02, 2013 @ 19:43:24

    Purtroppo in proposito annuncio orribili novità: il mio preside usa iteratamente e senza alcun problema: “la desiderata”, “le desiderata” ovvero, con variatio, “le desiderate”… Non registro alcuna reazione, segno che anche nel suo staff, che include docenti di lettere latine, nessuno lo ama davvero!

  7. Nautilus
    Set 02, 2013 @ 20:26:41

    @ Marilù

    Accidenti! Immagino abbia avuto dei cattivi maestri, il problema è che ricopre un ruolo che – almeno in teoria – dovrebbe essere di grande importanza.

  8. anita
    Set 24, 2013 @ 13:02:51

    ahhhhh è proprio vero che fa figo utilizzare sto termine!!!!!!! adesso ho sentito dire “la nostra desiderata!” nooooooo, aiutoooooo

  9. Stefano
    Apr 10, 2014 @ 15:28:03

    Anche dove lavoro io viene usato in continuazione in ogni mail e in ogni conversazione. Sempre come se fosse al singolare.

  10. Nautilus
    Apr 11, 2014 @ 05:49:20

    @ Stefano

    Nel frattempo io mi sono messo in proprio. Tra i vantaggi c’è il fatto che non devo più partecipare a riunioni inutili, sorbirmi anglicismi vari ed essere nauseato da improbabili architetture linguistiche. Una liberazione!

  11. luca
    Lug 13, 2015 @ 07:27:34

    Sono tutti branco di polli che giocano a fare i manager. Usano termini di cui non conoscono neppure l’origine. la stessa cosa avviene anche nell’azienda dove lavoro io. Ogni volta che sento “la desiderata” penso che si stia parlando di una bella donna e invece si parla di fesserie da organizzazione aziendale.. sbagliando pure…..puah

  12. Maurizio
    Mar 10, 2016 @ 21:20:31

    Anche questa espressione fa parte del famigerato “managerese” insieme a “piuttosto che” o “stato dell’arte”… Che tristezza infinita…

  13. Nautilus
    Mar 11, 2016 @ 06:09:37

    @ Maurizio

    In effetti la locuzione “piuttosto che” usata con valore disgiuntivo (al posto di “o”) è un fenomeno curioso anche in termini di economia del linguaggio, oltre che – naturalmenre – di correttezza dello stesso: perché mai si dovrebbe ricorrere a 12 caratteri (13 se consideriamo lo spazio) quando si può dire la stessa cosa usandone solo uno?

  14. uitko
    Nov 22, 2016 @ 12:34:38

    “i desiderata”. Molto bene, grazie dell’informazione. Non vedo l’ora di smerdare il mio capo.

  15. Nannaoh
    Ago 24, 2017 @ 10:47:07

    Forse intervengo troppo tardi e il danno linguistico è già avvenuto. Sento spesso frasi come “hai dato le tue desideratE” oppure “LA mia unica desideratA è” e mi duole dire che spesso si tratta di ex studenti, a loro dire, modello di liceo classico! Povera lingua italiana

  16. Nautilus
    Ago 24, 2017 @ 13:25:23

    @ Nannaoh

    Ti ringrazio per il contributo e ne approfitto per chiederti una cosa: hai notato se “la desiderata” e “le desiderate” sono influenzate dall’origine geografica dei parlanti?
    Nelle riunioni aziendali di cui parlavo l’unica forma utilizzata era “il nostro desiderata”. L’azienda cui faccio riferimento è una multinazionale delle telecomunicazioni; vero è che io lavoravo nella sede di Milano (quella principale), ma è altrettanto vero che a quelle riunioni partecipava gente di ogni provenienza, e “la nostra desiderata” e “le nostre desiderate” non l’ho proprio mai sentito.
    Sono forme che alle mie orecchie di Lombardo non suonano familiari, ma potrebbero esserlo altrove.

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