Pollosauro (chickenosaurus)

Vi consiglio di tenere d’occhio questi due termini da qui ai prossimi cinque anni (potremmo vederne delle belle).

Montismo: hai due mucche…

…Tu le mantieni, il governo si prende il latte e ti mette una tassa su stalla, mangiatoia e produzione. A te rimane lo sterco. Intanto è in approvazione un disegno di legge sulla tassazione dei rifiuti organici animali.

Doveroso aggiornamento delle voci precedenti (socialismo, comunismo, fascismo, nazismo, dittatura, feudalesimo, democrazia, democrazia rappresentativa, anarchia, capitalismo, capitalismo selvaggio, berlusconismo).

Terremonti

Calembour elementare e piuttosto prevedibile apparso sulla prima pagina odierna di Libero.

Logo Google dedicato al 100° anniversario del Museo Puškin di Mosca

Doodle molto bello e iniziativa altrettanto lodevole (si veda qui per il sito ufficiale del museo). Il Logo è visibile sulla home page di Google Russia (www.google.ru).

Per consultare tutti i loghi del passato si veda questo link (nota: il caricamento degli ultimi doodle pubblicati potrebbe richiedere qualche giorno di tempo).

Addizione o somma? Sottrazione o differenza? Moltiplicazione o prodotto? Divisione o quoziente?

Esperimento: individuate tra i vostri conoscenti (amici, parenti, colleghi) un certo numero di soggetti con un buon livello di istruzione (liceo o università), quindi chiedete loro di spiegarvi la differenza tra addizione e somma. Salvo casi eccezionali non potrete fare a meno di notare come molte delle risposte saranno inevitabilmente errate. Eppure dovrebbe trattarsi di nozioni apprese addirittura alle scuole elementari: addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione rappresentano le operazioni, mentre somma, differenza, prodotto e quozione sono il risultato generato da tali operazioni. È un po’ come parlare di ricette e torte: la ricetta (cioè il come fare cosa) corrisponde alle operazioni (per esempio l’addizione), mentre la torta è quel che si ottiene dall’applicazione delle regole (la somma).

Accordingly

È un avverbio che uso piuttosto spesso, ma è anche un falso amico: non significa “in accordo”, ma “di conseguenza”.

Monti, il terremoto in Emilia e la litote

Dichiarazione di Mario Monti a seguito del terremoto di ieri in Emilia: “Stato non impreparato”. Tecnicamente si tratta di una litote, ovvero di una figura retorica tramite la quale si attenua un concetto attraverso la negazione del suo contrario (ai miei tempi la si insegnava a scuola con il classico “non è un’aquila” al posto di “è un asino”). È evidente che quel “non impreparato” al posto di “preparato” è un chiaro segnale di debolezza istituzionale.

Moriamo, muoriamo o muoiamo?

È sorprendente quante persone non sappiano che la prima persona plurale dell’indicativo presente del verbo “morire” è “moriamo”. In moltissimi utilizzano ancora forme gravemente scorrette come “muoriamo” o “muoiamo”.

Pensare alle mandorle blu

In Polacco esite un’espressione molto curiosa: “pensare alle mandorle blu” (myśleć o niebieskich migdałach). È usata per riferirsi a chi sogna a occhi aperti o fantastica su cose impossibili.

Fagioli blu

Così in slang i Tedeschi chiamano le pallottole: “blaue Bohnen”.

Logo Google dedicato al 166° anniversario della nascita di Peter Carl Fabergé (e alle sue uova di Pasqua)

Peter Carl Fabergé nasceva a San Pietroburgo il 30 maggio 1846. Il cognome tradisce origini francesi anche se il padre era un Tedesco nato in Livonia e la madre era danese. Di lui sono note le preziosissime uova pasquali, la prima delle quali commissionata dallo zar Alessandro III come sorpresa per la moglie Maria.

Il doodle, molto raffinato e ovviamente incentrato sulla tematica delle uova, sarà visibile domani  (ma chi non sa resistere può anticipare i tempi visitando le home page di Google Australia o Nuova Zelanda).

Per consultare tutti i loghi del passato si veda questo link (nota: il caricamento degli ultimi doodle pubblicati potrebbe richiedere qualche giorno di tempo).

Cagare maiali verdi

“At skide grønne grise”. L’espressione, colorita e colorata, è utilizzata in Danese per indicare che si ha una fifa tremenda.

Bookaholic

Letto poco fa in Rete.

Rūta Jusionytė. Corpi

Sculture e disegni di un’artista lituana trapiantata a Parigi.

Lithuanian… subterranean…

“Lithuanian is the closest European language to distant Sanskrit; it is shot through by the Vedic spiritual constellation and permeated by the Indo-European roots that underpin us as Europeans, though we grant them little importance, since they have long been subterranean”

[Thierry Delcourt]

Then, one day, freedom returned

“The history of Lithuania is an often painful tale of invasion, annexation, liberation, then occupation, extermination, and pillage, the population mistreated and forced to submit to injections of foreign culture that anaesthetised and damaged the extant indigenous culture, attempting to eradicate its age-old customs and uproot its founding myths. Then, one day, freedom returned”

[Thierry Delcourt]

Sottoimpressioni

In occasione di una qualche calamità naturale (vedi ultimo terremoto al confine tra Emilia e Romagna) i telegiornali nazionali sono soliti organizzare lodevoli raccolte di fondi per accelerare la ricostruzione e per portare aiuti concreti e immediati alle popolazioni colpite. Di solito viene fornito un numero di conto corrente su cui effettuare un versamento. Quello che non ho mai capito (perché è così da sempre) è il motivo per cui informazioni così importanti vengano mostrate in video solo per pochissimi secondi. Logica e buon senso vorrebbero esattamente il contrario.

Pollice verde, mano verde, dita verdi

“Avere il pollice verde”, un modo di dire ormai noto a tutti, impiegato per descrivere chi ama le piante e i fiori, e mostra una forte passione per il giardinaggio. Mi sono chiesto se quel “pollice verde” fosse una tipicità della nostra lingua o se fosse proprio anche di altre. Ecco cosa ho scoperto:

(a)
in Francese il pollice è sostituito dalla mano (“avoir la main verte”)

(b)
in Tedesco (“einen grünen Daumen”), Finlandese (“viherpeukalo”) e American English (“to have a green thumb”) viene mantenuto il concetto di pollice

(c)
in Neerlandese (“groene vingers hebben”), Svedese (“ha gröna fingrar”), Norvegese (“grønne fingre”) e British English (“to have green fingers”) al pollice si sostituiscono le dita

Naturalmente immagino che questa lista possa essere allargata con il contributo dei lettori.

Bolle di silenzio

Letto poco fa qui… per un amante della fisica sembra un connubio perfetto con la poesia.

Riga, 9 Maggio 2011

Un articolo che non posso non consigliarvi di leggere. Non ne conosco l’autore, so solo che è un’autrice.

Ennesimamente

Avverbio letto poco fa in Rete.

Egitto, Estonia, Armenia

Se avete tempo e voglia vi invito a leggere questo articolo di Bruno Giurato apparso ieri su Lettera43. Una collezione di banalità (e con molti errori) a commento di una manifestazione musicale altrettanto banale che – come ho ricordato più volte – è quanto di peggio possa esprimere l’Europa di oggi. Ma la chicca di Giurato è tutta in questo passaggio: “Qualcuno si chiederà perché una manifestazione chiamata Eurovision si tenga così lontano dall’Europa, nei pressi di Turchia e Iraq. Il fatto è che il festival, arrivato alla cinquantasettesima edizione, è da sempre organizzato dalla European Broadcasting Union, organizzazione che non ha niente a che vedere con l’UE e che comprende, per esempio, anche l’Egitto, l’Estonia e l’Armenia”. Una cosa non ho capito: secondo Giurato l’Estonia si trova in Africa o in Asia?

Paesi finnici

Sentito dire più volte dai due padanioti che poco fa su RAI2 hanno commentato l’Eurovision Song Contest.

Secondo calcioline.com Vilnius si trova in Lettonia

Articolo che fa il paio con quest’altro.

Erika Alsuskatie, la vincitrice lituana di Miss Mondo Abruzzo con il cognome che non esiste

Poco fa mi sono imbattuto per caso in questo articolo sulla vincitrice della finale di Miss Mondo Abruzzo, selezione tenutasi ieri sera nella frazione Santi di Preturo (Preturo, L’Aquila, Italia). A colpirmi è stato il cognome “lituano” della ragazza: Alsuskatie. Nessun cognome lituano, infatti, finisce in questo modo e, come volevasi dimostrare, con una ricerca di un paio di minuti sono subito risalito all’originale vero: Alšauskaitė. Va anche detto che, in base alle regole della lingua lituana, il nome Erika si pronuncia con la “e” aperta (come farebbero in Sicilia), con un suono che a noi non viene naturale associare a questo nome.

Voci precedenti più vecchie