Il motu proprio di Giannelli

Motu proprio” è il titolo della vignetta di Giannelli che potete trovare sul Corriere della Sera di oggi. Mostra Papa Benedetto XVI che abbandona Piazza San Pietro in motorino. Fantastica!

Intervista a Mindaugas Survila

Avevo già parlato di Stebuklų laukas in questo post del 17 Luglio 2012. Ora che il film del regista Mindaugas Survila sarà proiettato al Bergamo Film Meeting (12 Marzo 2013) presento un paio di ulteriori contributi:  una lunga intervista sulla realizzazione del film raccolta da Gediminas Kajėnas e un video con le reazioni del pubblico dopo la proiezione al Brisbane International Film Festival (BIFF) nel Novembre 2012.

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Post collegati (precedenti):

(17/07/2012)
Sengire (Mindaugas Survila)

(17/07/2012)
Stebuklų laukas (Mindaugas Survila)

Il voto dei cittadini padani, italiani, siciliani e sardi che vivono in Lituania

Alle recenti elezioni politiche del 24 e 25 Febbraio 2013 il movimento di Beppe Grillo è stato il più votato anche in Lituania (qui il dato della Camera e qui quello del Senato).
Ringrazio Gio Ve per avermi passato i link e per le dritte. A proposito, se siete curiosi di sapere come sono andate le cose in Estonia vi rimando a questo suo post di oggi.

Testa a testa o collo a collo?

Giornata elettorale e di molti testa a testa, che in Inglese sono detti “neck and neck”.

Äpple-Pärongröt (Omena-Päärynäpuuro)

Robe che mangia mia figlia: porridge di mela e pera; acquistato in Lituania e prodotto in Svezia.

Orecchioni e maialina

Gli orecchioni, nome popolare della parotite, in Lituania si chiamano “kiaulytė”, traducibile con “maialina”.

Il gioco della geografia degli gnu

Un gioco che mi è venuto in mente oggi. La parte A è facile:

Gnu York
Gnu Jersey
Gnu Zealand
Gnu Mexico
Gnu Orleans
Gnu Hampshire
Gnu England
Gnu Caledonia
Gnu Guinea
Gnu Delhi

La B un po’ meno:

Gnu Brunswick (provincia del Canada e città del New Jersey)
Gnu France (ex colonie francesi dell’America settentrionale)
Gnu Ireland (isola e provincia della Papua Nuova Guinea)
Gnu Harmony (città dell’Indiana)
Gnu Britain (isola della Papua Nuova Guinea e città del Connecticut)
Gnu Haven (città e contea del Connecticut)
Gnu Bern (città della North Carolina)
Gnuport Gnus (città della Virginia)
Gnu Bedford (città del Massachusetts)
Gnu London (città e contea del Connecticut)
Gnu Castle (città e contea del Delaware, città dell’Indiana e città della Pennsylvania)
Gnu Ulm (città del Minnesota)
Gnu Madrid (città del Missouri)
Gnu Braunfels (città del Texas)
Gnu Glarus (città del Wisconsin)
Gnu Territories (regione di Hong Kong)
Gnu Market (città della Virginia)
Gnu Iberia (città della Louisiana)
Gnu Albany (città dell’Indiana)
Gnu Philadelphia (città dell’Ohio)
Gnu Plymouth (città della Nuova Zelanda)
Gnu Ross (città dell’Irlanda)
Gnu Norfolk (città della Tasmania)
Gnu Windsor (città dello Stato di New York)
Gnu Paltz (città dello Stato di New York)
Gnu Sweden (ex colonia svedese nell’America settentrionale)
Gnu Westminster (città della British Columbia, Canada)
Gnu Kensington (città della Pennsylvania)
Gnu Martinsville (città del West Virginia)
Gnu River (fiume degli Stati Uniti d’America)
Gnu Amsterdam (città della Guyana)
Gnu Shoreham (città del Rhode Island)
Gnu South Wales (Stato dell’Australia)
Gnu Georgia Islands (Isole Salomone)
Gnu Siberian Islands (isole della Russia)
Gnu Providence Island (isola delle Bahamas)
Gnutown (città del Massachusetts)

E naturalmente questi sono solo alcuni degli esempi possibili.

Distruggibile, indistruggibile

Stavo per inserire questo post nella sezione Indrismi quando un controllo precauzionale mi ha fatto scoprire che questi due termini, per quanto rari, esistono per davvero!

Ecco il doodle elettorale, anche Google “si mette in fila” al seggio per votare

Letta poco fa su un’agenzia di stampa. Consentitemi di definirlo uno tra i titoli più idioti di sempre.

Mi dispiace, ma non ho proprio niente da dirle: io sono buona

Oggi a tavola parlavamo di religione e di come affrontare l’argomento quando nostra figlia sarà più grande. Mia moglie concepisce il senso di religiosità, ma non tollera la chiesa cattolica (e la Chiesa in genere). Io, invece, non concepisco nemmeno il primo. Non vedo l’ora quando con la piccola si potrà fare un po’ di matematica insieme (magari con i Pearl Jam o gli ultimi Europe in sottofondo). Poi la Indrė ha raccontato della sua prima confessione, con la frase che dà il titolo a questo post, e mi è sembrata tanto bella da parlarne qui. Mi ha fatto ricordare il parroco di paese che avevo io: gli raccontavamo i nostri peccati e lui ci prendeva a schiaffoni. Povero Don Alessandro Marmonti, a volte mi manca!

Capitalizzazione, decapitalizzazione

I termini “capitalizzazione” e “decapitalizzazione” (quest’ultimo assai raro) dovrebbero essere utilizzati solo in ambito economico, e invece sono in aumento coloro che con “capitalizzazione” intendono la traduzione del corrispondente termine inglese* che indica la scrittura maiuscola**. E se si accetta questo uso c’è da scommettere che prima o poi avremo chi chiamerà “decapitalizzazione” il fenomeno inverso.

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* capitalization/capitalisation

** tra gli stessi madrelingua oggi non è chiaro se questo vocabolo e il corrispondente verbo debbano riferirsi alla scrittura in cui in maiuscolo sono tutte le lettere o solo le iniziali

Per il pianeta va bene, ma per le mie mani?

Commento della Indrė dopo essere rientrata a casa con un detersivo bio alla spina per piatti.

Hänen ei ole ko pistää takaisin ja nussia uuesti

Questa volta Katia De Marco deve avere avuto il suo bel da fare nel tradurre il nuovo giallo di Åsa Larsson “Sacrificio a Moloch” (2011, titolo originale “Till offer åt Molok”). Il libro è talmente bello e avvicente, a tratti incredibilmente carico di tensione, che troverei insensato non farne in futuro una trasposizione cinematografica. E un film ambientato a Kiruna non sarebbe cosa da tutti i giorni.

Nota: nella versione toscana la frase ha “ej” al posto di “ei”, ma suppongo si tratti di un errore di trascrizione.

Anadiplosi dei diplodochi

Da piccolo avevo una vera e propria passione per i dinosauri, specie per i diplodochi, diplodochi che – nonostante le loro dimensioni enormi (anche 30 metri di lunghezza) – erano animali erbivori e relativamente pacifici.

Linguine omofoniche

Non si avevo mai pensato fino a questa mattina: linguìne e l’ìnguine costituiscono un caso di omofonia. La ricchezza della nostra lingua mi stupisce sempre!

Meteorite è maschile o femminile?

La maggior parte dei dizionari accetta entrambi i generi. Secondo Wikipedia il maschile prevarrebbe quando ci si riferisce al materiale, mentre il femminile quando ci si riferisce a un esemplare specifico. La tesi non mi convince affatto. Credo invece che l’uso del femminile sia più tipico quando si pone l’attenzione sul materiale costituente (il tipo di roccia), mentre il maschile è usato sia in senso generico che per riferirsi al corpo celeste (indipendentemente dalla sua composizione). Credo inoltre che il maschile, sia al singolare che al plurale, sia nettamente superiore al femminile. Quest’ultimo punto sembra confermato anche da Google. Ecco i risultati in termini di occorrenze per le quattro possibili stringhe di ricerca:

“il meteorite”: 364.000
“la meteorite”: 66.400
“i meteoriti”: 79.800
“le meteoriti”: 32.600

Un meteorite cade in Lettonia nel Golfo di Riga. Verità o nuova bufala?

Sembra che intorno alla mezzanotte di ieri (giovedì 21 Febbraio 2013) un corpo celeste incandescente sia precipitato nei pressi del Golfo di Riga. Può darsi che la notizia corrisponda al vero, ma esiste almeno un precedente eclatante – proprio lettone – che dovrebbe indurci a prendere le cose con estrema cautela. Il fatto è oggi noto come The 2009 Latvian meteorite hoax e ha una sua pagina su Wikipedia.

Tutti quei nomi di città svedesi che terminano in -eå

Le cittadine sono quasi tutte concentrate nelle due contee settentrionali di Norrbotten (Luleå, Övertorneå, Piteå, Råneå)* e Västerbotten (Bureå, Bygdeå, Umeå, Skellefteå)*. Nella vicina Finlandia, alle stesse latitudini, esiste la città di Tornio che in Svedese è chiamata Torneå. Curioso il caso di Övertorneå: il nome è usato sia per la cittadina svedese del Norrbotten (che in Finlandese è chiamata Matarenki) sia per la versione svedese della città di Ylitornio (nel Sápmi finlandese). Per mia fortuna nel Settembre del 2001 (un paio di giorni prima dei tragici fatti di New York) ho avuto modo di visitare o attraversare buona parte delle località citate sopra. All’epoca mi ero chiesto se quella terminazione “-eå” avesse un significato particolare, poi la cosa era morta lì. Oggi ho approfondito l’argomento per scoprire che “-eå” indica la presenza di acqua, in particolare quella di un fiume. Non a caso molti di quei luoghi sono attraversati da fiumi dal nome molto simile, come Lule, Pite, Råne, Skellefte, Torne, Ume.

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* probabilmente esistono altri toponimi, io mi sono limitato ai più conosciuti

Kruunusillat (i ponti della corona)

Non posso non citare questo post apparso ieri su Suom(I)taly Stories. L’autore dà una breve spiegazione del progetto in corso e riporta il link del video Unda Arctica, il più votato tra le unidici soluzioni proposte. Questa mattina mi sono preso una buona mezz’ora per eseminarle tutte (qui). Quella che mi è piaciuta di più è stata Recreatio Maritimus, oltre all’estetica e al design, anche per il fatto che prevede un’adeguata separazione tra la zona per ciclisti e pedoni (da una parte) e quella per i tram (dall’altra); inoltre ho trovato interessante la soluzione per le protezioni laterali lato mare, allo stesso tempo efficaci e in grado di consentire una notevole visione panoramica.
Nel complesso è tutta l’idea che mi è piaciuta: il bando a livello internazionale, le presentazioni con simulazioni video e il sondaggio tra la popolazione, anche se non mi è chiaro se quest’ultimo sarà vincolante oppure no. Se devo muovere un appunto, questo riguarda i nomi latini scelti per gli undici progetti: mi sono sembrati davvero fuori contesto, a volte persino ridicoli.

L’etimologia di vacillare

Ieri sera mia moglie mi ha chiesto il significato del verbo “vacillare”. Domanda piuttosto semplice, ma la cosa mi ha indotto a volerne sapere di più. E così questa mattina mi sono messo a fare una piccola ricerca in internet. Risultato? Il termine deriva dal Latino (come sospettavo), ma l’etimologia è incerta (il vocabolario Treccani la definisce “oscura”). In compenso ho appreso che in passato a “vacillare” veniva preferito un meno eufonico “vagillare”, che francamente non avevo mai udito né letto.

Forcone fa rima con Cintura di Orione?

L’analogia tra forcone e Cintura di Orione è contenuta tra le pagine dell’ultimo romanzo giallo di una famosa scrittrice svedese. Una donna viene uccisa e il suo corpo è ricoperto da piccole ferite cilindriche dalla geometria perfettamente definita; il medico legale che esegue l’autopsia traccia il paragone tra quei segni e le tre stelle più conosciute della costellazione di Orione.
La cosa mi ha spinto a chiedermi: quante punte ha un forcone? Nell’iconografia tradizionale senza dubbio tre, ma i forconi moderni ne hanno di più: quasi sempre quattro, e in alcune varianti se ne contano cinque e persino di più.

L’Arte di Gesso di Jacques Lipchitz al Palazzo Pretorio di Prato

Una buona occasione per visitare Prato e ammirare le opere di questo importante scultore ebreo-lituano (la mostra, gratuita, sarà aperta al pubblico dal 23 Marzo al 26 Maggio 2013). Per maggiori informazioni si veda questo link.

15.000 gocce di vino in 2 ore e 5 minuti

Il volume medio di una goccia d’acqua è circa 0,05 ml. Ipotizzando che tra il volume di una goccia d’acqua e quello di una goccia di vino non sussistano differenze significative, possiamo calcolare il numero di gocce di cui si compone una classica bottiglia di vino da 750 ml mediante una semplice divisione: 750/0,05 = 15.000. Se poi volessimo bere questa bottiglia con un contagocce, ad esempio al ritmo di due gocce al secondo, ci vorrebbero 7.500 secondi, ovvero 125 minuti o ancora, più semplicemente, 2 ore e 5 minuti.

Da dove deriva il nome della città di Kiruna?

Da “giron” (talvolta scritto “gieron” o “geiron”), il termine usato dai Sami per indicare la pernice bianca. I Sami dicevano “giron” e gli Svedesi capivano “kirun”, un po’ come oggi alcune mie amiche estoni continuano a scambiare i suoni k e g: il mio cognome comincia per “co-” (suono ko) e così appare nelle mie lettere, cartoline e email, ma poi nelle loro lettere, cartoline e email esso muta inevitabilmente in “go-” 🙂

Perché fare cenno di sì col capo si dice annuire e non assiire?

Vi siete mai domandati perché un verbo come “annuire” (che pare costruito intorno alla particella “no”) è usato per esprimere assenso e approvazione? Un qualcosa contenente un “no” per esprimere un “sì” pare una contraddizione; verrebbe quasi voglia di relegarlo al significato opposto (quello che appare più naturale) e coniare un nuovo verbo: assiire. In realtà le cose stanno in modo molto diverso: “annuire” non è affatto costruito intorno a “no”, ma nasce dall’unione della particella latina “ad-” e del verbo “nuere” (fare un cenno).

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