The Estonian experiment

In questo post di ieri presentavo un video in cui lo studioso inglese Conrad Wolfram (fratello di quello Stephen Wolfram ideatore del motore computazionale di conoscenza Wolfram Alpha) spiegava alla Conferenza TED 2010 il suo approccio innovativo all’insegnamento della matematica.
L’idea di fondo è quella di introdurre nei programmi scolastici un insegnamento della matematica che si basi sull’uso massiccio dei calcolatori per la trattazione degli aspetti computazionali, quelli che – a detta di Conrad Wolfram – creano la maggior disaffezione (e avversione) verso la materia.

Ora, con l’avvio del 2014, è venuto il momento di passare dalla teoria alla pratica.
Sapete qual è lo Stato che ha accolto con entusiasmo l’idea di offrirsi come “cavia”? L’Estonia. Dove, tra l’altro, si è recentemente deciso (credo, anche in questo caso, primo Paese al mondo) di introdurre la programmazione informatica tra le materie base delle scuole primarie (e la robotica nella scuola superiore).
L’esperimento dovrebbe durare per tutta la prima parte del 2014 e, se le cose andranno come si pensa e spera, l’insegnamento vero e proprio dovrebbe partire a Settembre 2014. In tutto questo un ruolo centrale sarà occupato dall’Università di Tartu.
Illuminanti le parole del ministro estone dell’educazione e della ricerca Jaak Aaviksoo: “nel secolo scorso siamo stati i primi a connettere le nostre classi a internet; ora vogliamo essere i primi nel ripensare l’educazione scolastica in un mondo guidato dalla tecnologia”. Lo stesso approccio visionario e strategico dei politici padani e italiani, non vi pare?

2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Alice
    Dic 31, 2013 @ 01:12:06

    Davvero bella, tanta iniziativa. Magari i nostri programmi fossero così al passo coi tempi!

  2. Nautilus
    Dic 31, 2013 @ 02:07:47

    @ Alice

    Ormai sai come la penso: qui da noi basterebbe solo copiare quel che di meglio c’è in giro e magari avere un po’ di coraggio e osare, insomma crederci.

    Il fatto è che quando sono in Estonia sto dannatamente bene e quando sono qui non vedo l’ora di tornarci… e quando sono in Lituania vorrei che per raggiungere l’Estonia non ci fosse di mezzo la Lettonia 🙂

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