Ignoranza artificiale

Un giorno potrà mai essere creata una macchina più ignorante di un umano? Io dico di no, ma si accettano scommesse.

Insistenza

– Credi nell’esistenza di Dio?
– No
– E allora in cosa credi?
– Nell’insistenza della Chiesa

Brock & roll

Mio cugino suona in in gruppo talmente spompato che per loro andrebbe creata la definizione di un nuovo genere musicale: il brock & roll.

Il succo gastrico della questione

Dopo ripetuti esami e visite il mio specialista è finalmente giunto al succo gastrico della questione.

Anarchivista

È il bibliotecario più confusionario che conosca: praticamente un anarchivista.

Dove mangiare a Švenčionys

Švenčionys non è esattamente una località della Lituania nota per le sue specialità gastronomiche, anzi, a dirla tutta non è nemmeno un centro di attrazione per turisti. Se più o meno per sbaglio doveste capitare da queste parti vi consiglio di pranzare al Kavinė “Arka” in Vilniaus gatvė 13. Come dice il nome più che di un ristorate si tratta di una specie di caffè, dove tuttavia si servono anche piatti caldi. Mia moglie lo ha definito un “posto sovietico buono”. Viste le nostre modeste attese abbiamo addirittura mangiato bene (non aspettatevi di trovare una gran varietà di piatti però). Dal menù puntate sulle portate che contengono le parole “astra” o “arka”: sono le cose migliori. Se siete fortunati potrete trovare delle cameriere che parlano Inglese. Prezzi bassi e pagamento solo in contanti.

Il Madagascar? Si trova in Lituania

Madagaskaras è il nome di un piccolo villaggio nei dintorni di Zarasai.

Il mulino ad acqua di Šlyninka (Šlyninka vandens malūnas)

Circa 5 km a ovest di Zarasai, nel villaggio di Štadviliai, si trova una delle attrazioni più interessanti di tutto il nordest lituano. Si tratta del mulino ad acqua di Šlyninka; costruito intorno alla metà del diciottesimo secolo è tuttora funzionate e da alcuni anni è censito come importante monumento storico nazionale; dal 1963 è stato elettrificato mantenendo intatta la meccanica d’origine (la conversione elettrica è stata dettata più da problemi connessi alla riduzione del flusso idrico che da reali esigenze d’aumento della produzione). Il mulino è disposto su tre livelli ed è visitabile gratuitamente (vi consiglio di non lasciarvi sfuggire l’occasione). Ma lo Šlyninka è anche un piccolo ristorante con piatti davvero tipici, vari tipi di pane e una discreta birra scura di produzione propria. Se ci andate nella bella stagione accomodatevi nella piccola terrazza esterna lungo il fiume. Si parla Inglese e non si accettano carte di credito. Prezzi estremamente bassi.

Il parco delle sculture in legno di Dimitriškės

Dimitriškės è un minuscolo villaggio a nord di Zarasai. Ci è stato consigliato di farci un salto per visitare il nuovo parco di sculture in legno. Ebbene, abbiamo seguito le indicazioni dell’ufficio turistico ma non raccomandiamo l’esperienza ad altri. Innanzitutto non esistono indicazioni che portano al parco e, come è capitato a noi, è quasi impossibile non perdersi; tenendo conto che si viaggia su strade sterrate si rischia di buttar via un sacco di tempo. In secondo luogo, cosa più importante, una volta giunti in loco non c’è assolutamente nulla di interessante da vedere. A questo punto non resta che augurarsi che la struttura sia ancora da ultimare.

Vijuandra

Delle varie possibilità di pernottamento a Zarasai il Vijuandra rappresenta una delle due-tre soluzioni che potremmo classificare come il top della gamma. Si tratta tuttavia di una definizione da contestualizzare fortemente alla realtà e alle aspettative del turismo della zona. Di fatto più che a un albergo ci si trova di fronte a un’abitazione a due piani riadattata.
I problemi principali al Vijuandra sono tre: scarsa pressione dell’acqua, assenza di zanzariere e letti dai materassi troppi soffici per garantire un riposo adeguato. L’acqua ha inoltre uno sgradevole odore, che però dipende dalla zona lacustre e non dalla struttura in sé; difficile anche la regolazione della temperatura: una volta trovata la posizione ideale dei rubinetti si noteranno quasi subito variazioni improvvise verso il freddo gelido o il caldo bollente.
Abbiamo passato la prima notte in una stanza con letti singoli troppo corti e stretti, con tende non sufficienti a garantire una giusta protezione dalla luce e senza armadi (ma in compenso con un bagno enorme). La seconda notte abbiamo preso una mini-suite con un piccolo armadio, una cassettiera e il frigo in camera (molto apprezzato).
Le lenzuola vengono poste sui letti che quindi è necessario farsi da soli, ma non abbiamo ritenuto la cosa più di tanto problematica. Gli asciugamani sono risultati troppo piccoli. Un altro aspetto negativo è la presenza di piumoni di tipo quasi invernale che costringono a risvegli nel classico bagno di sudore. Sufficiente la colazione (giudizio da considerarsi una media tra la buona qualità-genuinità degli ingredienti e la scarsa varietà proposta).
Tra gli aspetti positivi vanno citati la connessione wi-fi, i bagni sufficientemente ampi e i prezzi davvero bassi (35 euro una camera standard, 55 euro la suite).
A favore della struttura anche la cortesia del personale, che rientra – come si può immaginare – in un quadro di gestione familiare. Non sono ammessi pagamenti con carta di credito.
Suggerirei alla proprietà di investire nell’aria condizionata e di eliminare gli apparecchi TV.

Dove dormire a Zarasai

Se cercate dove pernottare a Zarasai e seguite i canali internet ufficiali vi imbatterete in non più di una mezza dozzina di posti, solo metà dei quali degni di essere presi in considerazione. Occorre invece seguire una strategia diversa: la cosa migliore è scrivere una mail all’ufficio turistico locale (molto efficiente) e farsi mandare una lista delle strutture della zona. Ci sono bed & breakfast, agriturismi e camere in affitto di ogni tipo (circa una cinquantina in tutto). Nella maggior parte dei casi non esiste un sito internet, dunque conviene cercare delle foto in Rete e leggere attentamente le recensioni; fate attenzione al fatto che i turisti lituani che vengono da queste parti sono in media molto poco esigenti, pertanto anche giudizi entusiastici potrebbero tradursi in vere e proprie delusioni. Vista la vicinanza con la Lettonia è anche possibile cercare soluzioni a Daugavpils e dintorni. In tutti i casi vi imbatterete in prezzi incredibilmente bassi.

Metti che una domenica sera a Zarasai hai voglia di cenare

Domenica sera a Zarasai, anche nel pieno della stagione turistica estiva, è praticamente impossibile cenare. Il lettore interessato a una vacanza nella zona faccia dunque tesoro di quanto da noi provato per esperienza personale. Tutti i pochi ristoranti della rinomata cittadina lacustre (ma l’unica struttura che si può definire tale è il Monopolis) chiudono alle 20:00. Ergo, o si cena prima o si salta. Allo stato attuale delle cose l’unica alternativa è un baretto lungo il lago. Tuttavia troverete solo roba fritta (pesantemente fritta). Noi abbiamo rimediato un paio di hot dog, delle patatine fritte, dei ravioli fritti e del pane fritto con formaggio. Risultato: alito cattivo, pesantezza sullo stomaco, acidità del tratto esofageo e difficoltà a prendere sonno.

Sempre nella stagione estiva, come se non bastasse, le cose possono andar male anche durante gli altri giorni della settimana. Per esempio può capitare che il già citato Monopolis sia prenotato per qualche banchetto nuziale e dunque non sia aperto ai turisti. In due giorni a noi è capitato due volte.

Zarasai è cittadina in grande fermento dove stanno affluendo cospicui capitali dell’Unione e dove si stanno realizzando alcuni progetti importanti (si veda il post Zarasų apžvalgos ratas del 1 Settembre 2013); è assolutamente necessario che l’offerta turistica si adegui di conseguenza e anche piuttosto rapidamente.

Svizzera e Finlandia della Lituania

Con una certa fantasia i Lituani chiamano la zona di Zarasai Svizzera della Lituania o anche Finlandia della Lituania. Nel primo caso il riferimento è alle caratteristiche collinari dell’area (ma, badate bene, che quasi mai si superano i 100-150 metri di altitudine); nel secondo caso il rimando è invece alla presenza di numerosi laghi e laghetti (si contano in tutto circa 300 corpi d’acqua).

Greg da Riga

Ieri pomeriggio nel giardinetto interno del nostro albergo di Zarasai mi sono imbattuto in un ragazzone enorme che si è presentato come “Greg, Greg from Riga”. Un tipo simpatico che, dopo soli due minuti di conversazione (aperta in perfetto Toscano da un “buongiorno, come stai?”), mi ha detto di avere conoscenti a Roma, a Genova, di essere stato a Milano alla fiera del turismo e… mi ha snocciolato i nomi dei tre componenti dei Ricchi e Poveri (io non li sapevo nemmeno, poco fa ho controllato su Wikipedia e aveva ragione: non ha sbagliato nemmeno una consonante). Accortosi del mio sguardo interrogativo ha subito precisato di avere un amico che fa loro da manager durante i concerti in Russia. Ho fatto notare a Greg che i Ricchi e Poveri da noi sono caduti nel dimenticatoio da diversi anni e, di risposta, il gigante di Riga mi ha fatto presente che a Mosca, invece, fanno concerti almeno ogni due settimane e tutti vanno prontamente esauriti.

La cosa più sorprendente di questo Greg è stata però un’altra. Senza che io gli chiedessi nulla mi ha detto: “Riga, you know Riga? (Yes, I know, I’ve been there several times, I love the city centre). Well, it’s full of Russians and prices go high”. Fin qui nulla di strano, se non fosse che Greg parlava in Russo con i suoi due bambini!

Erotua’d oicsevor

Diritto d’autore

Vicine dipinte, vicine di pinte

Le mie vicine del piano di sopra sono ungheresi. Sono giovani, belle e magre, e tra loro condividono la passione per il body painting. Sono compagne dipinte.

Le mie vicine del piano di sotto sono tedesche. Sono vecchie, brutte e grasse, e tra loro condividono la passione per la birra. Sono compagne di pinte.

Arcobagnetto

Mia figlia voleva dire arcobaleno e invece le è uscito questo (per me bellissimo) arcobagnetto.

L’annessione della Crimea spinge i turisti bielorussi in Lituania

Pare che l’annessione della Crimea da parte della Russia di Putin abbia avuto, tra i pochi effetti collaterali che in qualche modo si possono considerare positivi, quello di spingere molti più turisti bielorussi verso la Lituania (in particolare a Palanga).
Tra una decina di giorni saremo proprio a Palanga, e dunque ci sarà l’occasione di verificare con mano se le cose stanno proprio così. Va comunque detto che le presenze bielorusse nella capitale estiva della Lituania sono in aumento già da alcuni anni: io stesso, in questo post dello scorso Agosto, avevo parlato di un picco turistico nel 2012.
Nel frattempo vi invito alla lettura di questo articolo; tra le altre cose si descrivono le complicate procedure cui i Bielorussi devono sottoporsi per metter piede nell’Unione Europea e si abbozza una comparazione tra i profili caratteriali di Russi e Bielorussi (a netto vantaggio di questi ultimi).

La nonna deterge la ciurmaglia sporca

L’ava lava l’orda lorda.

Antemorti

Parlami dei tuoi antenati.
In realtà non ne so quasi nulla: sono tutti antemorti.

Allo Žuvėdra di Ignalina

In un precedente post (Dove mangiare a Ignalina del 26 Agosto 2012) avevo segnalato in termini molto positivi il ristorante Romnesa. Al Romnesa ci siamo tornati anche nei giorni scorsi e ci siamo trovati ancora molto bene (forse addirittura meglio di due anni fa). Ieri, invece, grazie al suggerimento dell’addetta all’ufficio turistico di Ignalina, abbiamo scoperto un secondo ristorante che merita di essere citato. Si tratta dello Žuvėdra*, che è anche hotel. Selezione di cibi abbondante e personale rapido e gentile. Si accettano pagamenti con carta di credito e si parla Inglese. Se la stagione lo permette – e se i clienti non sono troppi, come può accadere nei fine settimana – è consigliabile sistemarsi sulla piccola terrazza esterna da cui si gode di una notevole vista lago. Intanto noi ci torniamo anche oggi, giusto per passare dalla carne al pesce.

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* “gabbiano” in Lituano

Jūs kalbate angliškai? Tik truputį

Ci sono lingue, come l’Inglese, dove il “tu” è in essere da secoli; altre (Danese, Norvegese, Svedese) in cui il “tu” è divenuto prevalente – anche nei confronti degli sconosciuti – a partire dagli anni settanta del secolo scorso. Per altri idiomi, per esempio il nostro Toscano, è in atto una trasformazione, piuttosto rapida, che va riducendo di forza l’uso del “lei”. Poi ci sono lingue come il Lituano in cui si usa ancora dare del “voi” (come da noi un secolo e più fa). Se per esempio volete chiedere a qualcuno se parla Inglese, a meno che non sia un bambino o un vostro amico, la forma corretta è “jūs kalbate angliškai?”*. Se vi va bene vi verrà risposto “(tik) truputį”**, ovvero “(solo) un pochino”.

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* jus kalbate angliškai? (le sottolineature indicano le vocali/consonanti su cui cade l’accento)

** (tik) truputį (le sottolineature indicano le vocali/consonanti su cui cade l’accento)

Tre cose che non sopporto dei supermercati lituani

Nella maggior parte dei supermercati lituani (ovviamente fatte salve alcune eccezioni) ci sono tre cose che non sopporto: le commesse che non salutano nemmeno se le saluti tu, la mancanza dei guantini di plastica per il prelievo di verdura e frutta (ma qui si intuisce che è solo una questione di tempo) e il modo di confezionare carne e pesce: viene infilato tutto (la carne separatamente dal pesce, almeno quello!) in alcuni sacchettini di plastica annodati in cima con il risultato che le vostre bistecche e le vostre aringhe alla fine assumeranno una sgradevolissima forma appallottolata; anche qui è una questione di tempo, ma secondo me ce ne vorrà ancora molto.

Schiena di mammifero polare

Dorso d’orso (anche nella versione plurale: dorsi d’orsi).

A orso nudo

A torso nudo… secondo mia moglie. Poi ha detto che si è trattato di un lapsus.

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