Le tre concezioni lituane di Europa secondo Nerija Putinaitė

L’Europa vista dai Lituani è una stratificazioni di (almeno) tre concezioni differenti. La filosofa (e politica) Nerija Putinaitė presenta, con esemplare lucidità, una serie di riflessioni che fanno luce su un mondo ben più complesso di quanto potrebbe apparire. L’articolo “When geography is not enough – three Lithuanian paths to Europe” (a firma Christine Neijstrom, apparso ieri su LRT) è utile ai Lituani ma sopratutto ai non Lituani. Questi ultimi possono così farsi un’idea delle basi di pensiero, assai diverse dalle nostre, con cui il popolo lituano si relaziona ai concetti di Europa e Unione Europea.

I signori generali regolino i loro orologi

Pare che dire velocemente la frase che compare nel titolo causi difficoltà o errori di pronuncia. La frase è tratta (si dice) dalla versione in Toscano del film Birdman.
La frase citata nel post precedente è invece errata ed è stata mal riportata da un conduttore radiofonico di RTL 102.5.

I signori generali sfoderino le spade

Pare che dire velocemente la frase che compare nel titolo causi difficoltà o errori di pronuncia. La frase è tratta dalla versione in Toscano del film Birdman.
Tra l’altro se la si inserisce in Google il motore di ricerca sottolinea come errata la forma “sfoderino” e ne propone la sostituzione con “sfoderare”.

Un referendum sul destino delle statue dello Žaliasis Tiltas di Vilnius

Il “Ponte Verde” (Žaliasis Tiltas) è uno dei simboli di Vilnius. Dal 1952 esso ospita quattro gruppi scultorei, ciascuno composto di due figure, che possiamo considerare un tipico esempio di realismo sovietico. I soggetti rappresentano soldati, lavoratori, contadini e studenti, ovvero le classi sociali in cui era idealmente suddiviso il mondo sovietico.

Le autorità lituane, a partire dal primo ministro Algirdas Butkevičius (ma anche con l’appoggio di politici socialdemocratici influenti come Gediminas Kirkilas), potrebbero ora indire un referendum per decidere il destino delle statue. La consultazione popolare potrebbe così sciogliere un dilemma che di recente ha portato politica e rappresentanti del mondo dell’arte in un pantano decisionale: le sculture sono un simbolo della propaganda sovietica o hanno un valore artistico intrinseco?

La mia opinione è che rimuovere quelle statue non ha alcun senso, anzi addentrarsi in ragionamenti di questo tipo è estremamente pericoloso, non per gli effetti che ne potrebbero scaturire, ma per il punto di vista antistorico e di censura che tutto ciò esprime. Il passato va affrontato e superato, non rimosso.
Come se un secessionista come me, in una Lombardia o in una Padania Stato indipendente, domani dovesse intraprendere una campagna per rimuovere le statue di Cavour, Garibaldi e Mazzini. Assurdo.

Dormire vicino alle opere di Mark Rothko, a Daugavpils

L’ho scritto più volte, Daugavpils (in Latgallia) è una città lettone talmente brutta e di stampo sovietico che andrebbe visitata solo per questo. In altre parole, vedere il brutto per tornare ad apprezzare il bello, con maggior forza.
A Daugavpils, però, c’è anche il Marka Rotko Mākslas Centrs che oggi offre la possibilità di un pernottamento vicino alle opere del grande interprete della pittura espressionista astratta.

Dormire in una botte a Capo Kolka

Doveste mai capitare in questa zona della Lettonia, tra l’altro molto bella e solitamente trascurata dal turismo internazionale, potreste anche accarezzare l’idea di un pernottamento alternativo. Guardate qui.

Ancona significa gomito

La città di Ancona è stata fondata dai Dori nel 387 PEV. Il nome deriva dal termine greco “ankon” (gomito) che le è stato attribuito per via della particolare conformazione della costa.

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