Un referendum sul destino delle statue dello Žaliasis Tiltas di Vilnius

Il “Ponte Verde” (Žaliasis Tiltas) è uno dei simboli di Vilnius. Dal 1952 esso ospita quattro gruppi scultorei, ciascuno composto di due figure, che possiamo considerare un tipico esempio di realismo sovietico. I soggetti rappresentano soldati, lavoratori, contadini e studenti, ovvero le classi sociali in cui era idealmente suddiviso il mondo sovietico.

Le autorità lituane, a partire dal primo ministro Algirdas Butkevičius (ma anche con l’appoggio di politici socialdemocratici influenti come Gediminas Kirkilas), potrebbero ora indire un referendum per decidere il destino delle statue. La consultazione popolare potrebbe così sciogliere un dilemma che di recente ha portato politica e rappresentanti del mondo dell’arte in un pantano decisionale: le sculture sono un simbolo della propaganda sovietica o hanno un valore artistico intrinseco?

La mia opinione è che rimuovere quelle statue non ha alcun senso, anzi addentrarsi in ragionamenti di questo tipo è estremamente pericoloso, non per gli effetti che ne potrebbero scaturire, ma per il punto di vista antistorico e di censura che tutto ciò esprime. Il passato va affrontato e superato, non rimosso.
Come se un secessionista come me, in una Lombardia o in una Padania Stato indipendente, domani dovesse intraprendere una campagna per rimuovere le statue di Cavour, Garibaldi e Mazzini. Assurdo.

10 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Andrea Russo
    Lug 19, 2015 @ 15:45:40

    Hai perfettamente ragione, sono statue molto belle. Anche le nostre cattedrali e i nostri castelli sono stati edificati da molti tiranni, in Italia. Anche la cattedrale di San Pietro fu costruita con la vendita delle indulgenze eppure non la buttiamo giù.

  2. Andrea Russo
    Lug 19, 2015 @ 15:46:19

    Sembra che oggi, domenica 19 Luglio 2015, stiano rimuovendo queste statue.

  3. Nautilus
    Lug 19, 2015 @ 17:38:34

    @ Andrea Russo

    So che dovevano dar corso alla rimozione in questi giorni; poco fa ho tentato di contattare mia moglie (che è già in Lituania da qualche settimana per le ferie estive), ma al momento non è raggiungibile. Probabilmente stasera mi saprà dire qualcosa di più preciso.
    La rimozione delle statue è comunque un fatto certo e rientra in una recente serie di azioni affrettate e avventate che sta portando avanti il presidente Dalia Grybauskaitė (donna che non sopporto).

  4. Nautilus
    Lug 19, 2015 @ 18:34:45

    @ Andrea Russo

    Ho visto ora che hai anche un tuo blog e ho visto l’articolo che hai pubblicato sull’argomento, direi molto ben fatto.

  5. Nautilus
    Lug 20, 2015 @ 18:58:44

    @ Andrea Russo

    Ti confermo che sono in corso le operazioni di trasferimento delle statue. Non che agli abitanti interessi più di tanto, stando al meno ai familiari e parenti di mia moglie.

  6. Andrea Russo
    Lug 21, 2015 @ 12:54:57

    Ti ringrazio per i complimenti e ricambio. Seguo con piacere il tuo blog dal tempo in cui si chiamava Ali e Radici. Mi sembra che tu partecipassi ogni tanto al forum sul blog di Karim, vero?

    Quel ponte senza quelle statue perde parecchio in bellezza. A Pescara, dove ci sono pochi monumenti, mi piacerebbe avere qualche statua di bronzo simile (ovviamente senza riferimenti sovietici) 🙂

  7. Gio Ve
    Lug 23, 2015 @ 11:54:16

    @Andrea Russo

    La mancanza di notevoli reperti statuari a Pescara (assurta grazie a Benito da piccola località nella provincia di Chieti a capoluogo di provincia a sua volta nel 1927, fino a diventare la più popolata città abruzzese) è anche dovuta alla frettolosa damnatio memoriae antifascista, che è stata più frettolosa e metodica rispetto a quanto avvenuto nei Paesi baltici riguardo all’esperienza sovietica.
    Se poi accadono eventi come questo, le speranze di vedere brillare Pescara nel campo delle arti figurative si riducono al lumicino.
    In compenso (e lo dico senza ironia) di Pescara amo l’architettura della stazione ferroviaria futuristica ed all’avanguardia rispetto alla maggioranza delle località italiane. Amo poi Pescara tutta, perché sorge alla fine della Via Tiburtina Valeria, all’altro capo della quale (in provincia di Roma) ho finora abitato per il periodo più lungo della mia vita.

  8. Nautilus
    Lug 23, 2015 @ 16:40:44

    @ Andrea Russo

    Ullallà, sei un follower davvero storico, ne sono onorato!
    Sì, mi è capitato di partecipare qualche volta alle discussioni di quel blog, è vero.

    Pescara invece non mai avuto il piacere di vederla; per un certo periodo ci andava in auto (da Vilnius!) il fratello di mia moglie, visto che si era innamorato di una modella lituana che viveva (e forse ancora vive) lì.

  9. Andrea Russo
    Ago 06, 2015 @ 14:11:26

    @Gio Ve Hai detto delle cose verissime sul pregio dei monumenti del Ventennio a Pescara. Mi hai dato una notizia incredibile sulla statua senza volto, io ci vado spesso nel Palazzo del Comune ma non l’avevo mai notata!

    @Nautilus se passi per Pescara fammi sapere, ti farò da Cicerone 🙂

    Comunque condivido molto diverse tue opinioni, anche a livello politico. Da persona abruzzese di origini campane comprendo molto bene alcune ragioni di chi vive al nord. A proposito: in che città vivi?

  10. Nautilus
    Ago 06, 2015 @ 22:29:31

    @ Andrea Russo

    Prima o poi da Pescara ci passerò e sarò ben lieto di contattarti, anzi, grazie in anticipo per esserti offerto di farmi da guida 🙂

    Ho apprezzato le tue parole. Come avrai notato, visto che mi segui da tempi lontani, su questo blog i riferimenti politici sono ridotti all’osso, e d’altra parte il mio approccio all’indipendentismo (che riguarda tutti i popoli del mondo) è fondamentalmente fisico-matematico, nel senso che la gestione e il governo di territori di dimensioni ridotte sono un metodo collaudato per la risoluzione dei problemi di complessità.

    Vivo in un minuscolo paesello situato una decina di km a sud di Milano, ma come avrai capito dai miei ultimi post ora sono in Lituania e starò qui per almeno quattro settimane (“almeno” – volutamente impreciso – significa che al momento non ho ancora comprato il biglietto di ritorno).

    Una buona serata!

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