Padiglione Estonia, flop o mezzo flop?

Ieri quella fogna mediatica che risponde al nome di Repubblica ha pubblicato un articoletto (a firma Edoardo Bianchi) intitolato “Expo, giro della morte con l’altalena: flop al padiglione Estonia“.

I fatti: al padiglione Expo dell’Estonia viene tentato il nuovo record mondiale di kiiking, ma il superamento dello stesso non riesce. Cose che capitano e che sono del tutto normali; anzi, possiamo affermare che in termini statistici i casi di record tentati e mancati sono certamente più numerosi (molto più numerosi) dei record stabiliti. Ma questi concetti devono essere sfuggiti al giornalista, che nel titolo parla di flop e nell’articolo di mezzo flop.

Ma allora è un flop o un mezzo flop? La mia opinione è che entrambi i termini siano fuori luogo perché inutilmente negativi. L’idea di proporre il superamento del record mondiale di kiiking, invece, è stata una trovata intelligente per far conoscere uno sport, inventato proprio in Estonia, che ai più è ancora ignoto. Di sicuro chi era presente all’evento avrà apprezzato e si sarà divertito, e non avrà certo pensato a un flop.

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Fabiana
    Giu 10, 2015 @ 12:21:11

    Ho l impressione che le persone presenti si siano divertite….tutto molto interessante e vivace. A noi italiani piace usare i neologismi inglesi – mezzo flop – piu’ negativita’. Pero’ devo anche dire che definite il giornale fogna mediatica e un po’ pesante.

  2. Nautilus
    Giu 10, 2015 @ 18:38:24

    @ Fabiana

    Ti confesso che nel definire quel quotidiano in quel modo mi sono persino trattenuto. La disgrazia di questo Paese è, a mio avviso, nell’infimo livello di tre figure professionali: insegnanti, giornalisti, magistrati.
    Per via della loro enorme esposizione mediatica i giornalisti hanno – volenti o nolenti – un ruolo educativo di massa. Dovrebbero dunque essere consapevoli della loro responsabilità e non lasciarsi andare a imprecisione, pressapochismo e superficialità (tre tratti distintivi, in negativo ovviamente), né confondere mai il piano oggettivo della cronaca con quello soggettivo del commento.

    Certo che ci sono bravi giornalisti, bravi insegnanti e bravi magistrati, ma quando si fa un confronto si guarda sempre al dato percentuale (relativo, appunto) e mai a quello assoluto. E da noi quelli bravi sono l’eccezione e non la regola. Prenderne coscienza è il primo passo per cambiare. Non fare sconti a nessuno è il secondo.

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