La Lettonia vuole riprendersi la regione di Palanga?

In Lettonia tal Jānis Kuzins, membro di una poco chiara organizzazione anti-fascista, sta raccogliendo firme per ridiscutere la cessione alla Lituania dei 21 km di costa che vanno da Palanga al confine lettone (e che comprendono la cittadina di Šventoji). Il trattato in oggetto risale al 1921.

Kuzins sostiene che in realtà la cessione è stata solo un prestito stipulato per garantire alla Lituania uno sbocco al mare (sbocco di cui all’epoca era priva).
La discussione in parlamento potrà avere corso solo se verranno raccolte 10.000 firme, soglia al momento molto lontana dall’essere raggiunta.
Secondo Kuzins la regione di Palanga è profondamente lettone e il re-incorporo dell’area potrebbe avere effetti molto positivi sull’economia (ma va? un genio!). In realtà è sufficiente passare un po’ di tempo tra Palanga e Šventoji per rendersi conto che qui di lettone non c’è praticamente nulla, anzi, tra Šventoji e i primi 20 km oltre il confine si entra in una fascia costiera altamente depressa e turisticamente non sfruttata (con strade in condizioni fatiscenti). L’eventuale e improbabile restituzione dell’area alla Lettonia sarebbe un modo quasi certo per rovinare l’economia di una regione che oggi è invece molto florida e che in questi anni sta cominciando a vedere lo sviluppo anche della piccola Šventoji, più economica rispetto a Palanga. E a proposito di Šventoji ecco cosa riporta Wikipedia: “During the times of the Russian Empire (1795–1915) the port was moribund and began developing again only when it became part of Lithuania in 1921”.

Quindi? Come sempre è probabile che dietro all’azione di Jānis Kuzins ci siano altri interessi che, a mio parere, risiedono nel terminal petrolifero di Būtingė (Būtingės naftos terminalas), risorsa divenuta particolarmente appetibile dopo il riacutizzarsi delle tensioni tra Paesi Baltici e Russia dovuti allo scoppio della crisi ucraina.

Detto ciò, con buona pace del signor Jānis Kuzins, tra circa tre settimane per l’ottavo anno consecutivo passerò i miei consueti dieci giorni a Palanga, dove – tra l’altro – i turisti lettoni sono quasi inesistenti.

Per approfondimenti si veda l’articolo “Baltic Brawl a-Brewin?* Latvia Wants Seaside Resort Area Back From Lithuania“.

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* non è facile tradurre in Toscano un’espressione come “brawl a-brewin”, a sua volta derivata da “storm a-brewing”; ciò che più le si avvicina è forse un qualcosa del tipo “zuffa in vista”.

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Gio Ve
    Lug 13, 2015 @ 16:10:23

    La questione mi ha incuriosito ed ho fatto qualche approfondimento.
    Sembra che il primo incontrovertibile atto internazionale che attribuìsca Palanga alla Lituania sia stato il Trattato di Melno del 1422.
    E’ anche vero che nella parentesi egemonica dell’Impero Russo sul Baltico orientale (1795-1918) Palanga fece parte del “Governatorato di Curlandia” e non del “Governatorato di Kaunas”, ma è sempre vero che citare quella linea di confine comporterebbe uno scambio di territori tra Curlandia e Lituania che, in termini di superficie, andrebbe a vantaggio della Lituania (guardare attentamente i confini della Curlandia in questa mappa e notare tutta la linea di confine settentrionale della Lituania odierna).
    La Lettonia, come entità statale, nacque in assoluto solo nel 1918 e nella strada per affermare la sua sovranità ricevette consistenti aiuti dalla Lituania (con la quale definì le frontiere nel 1921 secondo le reciproche convenienze) ed anche dall’Estonia (con la quale si spartì la Livonia). Una richiesta di voler rinnegare gli accordi del 1921 equivarrebbe ad una richiesta del Piemonte odierno di volere indietro Nizza e la Savoia, dolosamente omettendo che a suo tempo furono cedute alla Francia in cambio della Lombardia e che, in seguito, sarebbero avvenute troppe e complicate vicende, al punto da rendere improponibile una ridiscussione del tutto.
    In termini di ridiscussioni territoriali, infine, è sorprendente che il Signor Jānis Kuzins si ricordi di un trattato bilaterale del 1921 (dove la Lettonia rinunciò si a Palanga, ma ottenne molto di più dalla Lituania altrove), ma abbia dimenticato il molto più recente trattato sui confini della Lettonia con la Russia, attraverso il quale la Lettonia ha unilateralmente rinunciato all’estorsione di parte del distretto di Abrene (oggi russa con il nome di Pytalovo).

  2. Nautilus
    Lug 16, 2015 @ 12:16:05

    @ Gio Ve

    Grazie per i link che mi hanno dato modo di conoscere aspetti storici che non conoscevo per nulla!

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