La gestione delle soste brevi all’aeroporto di Vilnius

Avete presente le tipiche soste brevi in doppia fila di chi arriva a Linate o Malpensa* per scaricare qualche amico o parente che deve imbarcarsi da lì a poco? All’aeroporto di Vilnius il fenomeno non esiste. E non (solo) per l’educazione dei Lituani (certamente superiore), ma per l’effetto di un uso intelligente della tecnologia. All’aeroporto di Vilnius la sosta breve esiste ed è regolamentata come segue: si arriva in aeroporto, si ci avvicina alla sbarra di ingresso del parcheggio delle soste brevi, una telecamera registra la targa dell’auto e consente l’accesso; terminata la sosta ci si reca presso un apposito terminale (che è a pochi passi e non a centinaia di metri di distanza), si sceglie la fotografia della targa della propria auto e il sistema calcola il tempo intercorso; a seconda della situazione non si paga nulla oppure si corrisponde una certa somma; fatto ciò ci si riavvicina alla sbarra, la telecamera rilegge la targa, la associa al pagamento (se dovuto) e consente l’uscita.

La Lituania è un Paese avanti? Direi di no; la Lituania è un Paese normale; un Paese avanti avrebbe attuato questo sistema almeno cinque anni fa, quando la tecnologia era già abbondantemente matura per gestioni di questo tipo. E la Padania? Fate voi.

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* ma per fortuna non più a Orio al Serio

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