Isotaxale, isotaxalità

L’isotaxalità è una particolare proprietà di poligoni, poliedri e in generale politopi (l’equivalente multidimensionale dei poliedri); l’isotaxalità è legata alla transitività rispetto ai lati delle famiglie di simmetrie che caratterizzano queste figure geometriche. L’argomento è tutt’altro che semplice e chi fosse interessato può dare un’occhiata a questa pagina di Wikipedia.
Allo stato attuale questa è l’unica pagina in lingua toscana censita da Google che parla di isotaxalità e figure isotaxali.

L’importanza del rigassificatore di Klaipėda per il mercato energetico dell’area baltica

Questo breve articolo pubblicato su The Baltic Times analizza i promettenti scenari futuri che potrebbero aprirsi dopo il successo del rigassificatore Independence di Klaipėda.

Novembre 2015 sarà il primo “Lithuanian month” di EuroChannel

Qui la presentazione e i dettagli dell’iniziativa che si annuncia molto ricca e interessante.

Quei degener(at)i di digono e monogono

In geometria euclidea piana un poligono ha almeno tre lati e tre vertici. Un numero inferiore di lati e vertici dà luogo a una figura cosidetta “degenere”. Si noti che geometrie diverse ammettono figure non degeneri anche se i loro vertici e lati sono meno di tre. Tornando alla geometria euclidea una figura con un solo vertice e un solo lato è chiamata “monogono” (o anche “1-gono”) e, per l’esattezza, si tratta di una figura impossibile. Se i lati e i vertici sono due si parla invece di “digono” (o “bigono” o “2-gono”) che invece non è un oggetto impossibile.

In Inglese si parla di “monogon” (o “henagon” o “1-gon”) e “digon” (o “bigon”, “biangle” o “2-gon”).

Rūta Stadalnykaitė

Come riportano le note biografiche reperibili in internet Rūta Stadalnykaitė (nata a Vilnius nel 1980) a sei anni è entrata nella Nacionalinė Mikalojaus Konstantino Čiurlionio Menų Mokykla per poi proseguire gli studi presso l’Accademia di Musica della Lituania. Nel 2002 è stata ammessa al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano dove (due anni dopo) si è diplomata con il massimo dei voti e la lode. Nel 2007, sotto la guida di Emanuela Piemonti, ha seguito un biennio di specializzazione in pianoforte con indirizzo cameristico che si è concluso con laurea, lode e, questa volta, anche con una menzione d’onore. Ha preso parte a concorsi nazionali e internazionali vincendo numerosi premi e vanta una notevole attività concertistica. Attualmente insegna pianoforte all’Istituto Musicale Franco Vittadini di Pavia.
Qui e qui è possibile vederla e sopratutto ascoltarla in azione.

La Lituania autunnale catturata da Karolis Janulis

Karolis Janulis (grazie alle foto realizzate con l’ausilio di un drone) ci mostra (qui) una Lituania autunnale davvero splendida.

La virgola prima della “e” (o virgola di Oxford) va messa o no?

Quando in una frase si elencano più elementi questi vengono separati da una virgola; in chiusura, poi – a separazione del penultimo e dell’ultimo termine – si mette una “e” (es. A, B, C e D). Come è noto la congiunzione “e” non deve mai essere preceduta dalla virgola. La regola vale in Toscano e in molte altre lingue del continente, ma non in Inglese. Qui la virgola prima di “and” (es. A, B, C, and D) ha addirittura un nome ad hoc: Oxford comma*.
Sull’uso della Oxford comma allo stato attuale esistono più scuole di pensiero: chi sostiene non debba mai essere utilizzata, chi ritiene debba essere usata sempre e chi consiglia di impiegarla a seconda della situazione. Perché posizioni così diverse? Tutto ruota intorno al tema dell’ambiguità, specie in presenza di elementi del discorso usati con funzione appositiva. Per alcuni la virgola elimina l’ambiguità, per altri la crea. Come uscirne? Con un può di buon senso. La maggior parte delle ambiguità, infatti, può essere eliminata attraverso una semplice riscrittura dei termini (di solito basta cambiarne l’ordine); la parte restante è invece fisiologica, molto rara e risolvibile in base al contesto. D’altra parte siamo di fronte a linguaggi naturali, non a linguaggi di programmazione, dove invece qualunque forma di ambiguità deve necessariamente essere assente.

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* nomi alternativi sono serial comma, series comma, Harvard comma

Formiche sulle labbra

“Ants on lips” ha due possibili letture: “formiche sulle labbra” in Inglese e “Ants* è una cravatta” (non molto sensata) in Estone.

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* Ants è un nome proprio maschile estone collegato ai nomi Hans e Johann; è talvolta usato anche in Lettonia

Cravatte baltiche

kaklaraištis (Lituano)
kaklasaite/šlipse (Lettone)
krawat (Polacco)
krawatte/schlips (Tedesco)
lips/kaelaside (Estone)
slips (Danese, Svedese)
solmio (Finlandese)

Fracas

Sembra una parola milanese (nel qual caso andrebbe scritta con due esse però), invece “fracas” è un termine inglese che significa rissa, mischia, lite, zuffa, tafferuglio.
Il richiamo a “fracasso” non è casuale; “fracas” è attestato nella lingua inglese a partire dal 1727; penetrato in Inghilterra grazie all’omonima voce francese, le sue radici (passando per il toscano “fracassare”) affondano nel Latino, in particolare nel verbo “quassare”; la particella “fra” che lo precede non è altro che l’abbreviazione di “infra”.
Oggi, dunque, “fracas” è a tutti gli effetti un caso (poco conosciuto) di falso amico.

Odd Hugo

Gli Odd Hugo (da Tartu) sono considerati uno dei gruppi emergenti più interessanti della scena musicale estone. In questo breve articolo-intervista Rando Kruus e Oliver Vare, due dei membri fondatori*, parlano delle differenze tra l’album di debutto e il nuovo “Pocket”, del processo compositivo e del loro amore per Damien Rice.
La musica degli Odd Hugo, in base alla definizione che loro stessi ne hanno dato, è un mix di blues, baroque pop, indie folk, e ukulele-core.
Trovo che alcuni dei loro brani (per esempio I’ll Be Fine) siano incantevoli, altri invece quasi detestabili. Raro che una tale estremizzazione emotiva possa emergere dal repertorio di uno stesso gruppo; un segnale che gli Odd Hugo meritano di essere ascoltati.

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* gli altri componenti sono Kristjan Mängel, Aigor Post e Sten Valdmaa

La sistemazione del fiume Norina

Questo breve articoletto fa parte di quel genere di notizie minuscole che trovo irresistibili. Perché, al di là dei contenuti in sé, mi danno lo spunto per una serie di ricerche geografiche (in primis tramite Google Maps e Wikipedia) che non so mai dove mi porteranno e quanto potrebbero durare. In questo caso, per esempio, ho saputo dell’esistenza del fiume Salaca, del relativo parco, di salmoni lettoni e del Lago Burtnieks.

La BMX secondo Simonas Norkus

Simonas Norkus for Fly Bikes 2015.

Samantha Fox lasciata giù dal volo WizzAir Londra-Vilnius

Ubriaca? Litigiosa? Atteggiamenti da diva? Come sempre in questi casi le versioni sono divergenti. Della vicenda, che risale allo scorso venerdì, ha parlato il Sun in questo articolo. La cantante inglese ha poi raggiunto Vilnius con un altro volo per esibirsi (ieri sera) alla Siemens Arena in compagnia di altri artisti (qui il promo).

Ugro-finnico o finno-ugrico?

Sono possibili entrambe le forme, ma la frequenza d’uso è molto diversa. Vediamo le occorrenze fornite da Google (metodo delle virgolette).

ugro-finnico: 8.710
ugrofinnico: 2.340
ugro-finnica: 6.280
ugrofinnica: 3.110
ugro-finnici: 1.700
ugrofinnici: 1.230
ugro-finniche: 3.700
ugrofinniche: 3.030

finno-ugrico: 424
finnougrico: 32
finno-ugrica: 3.420
finnougrica: 28
finno-ugrici: 623
finnougrici: 14
finno-ugriche: 84
finnougriche: 33

In Inglese, invece, le forme possibili sono quattro:

finno-ugric: 393.000
finno-ugrian: 327.000
fenno-ugric: 10.800
fenno-ugrian: 6.580

La “Welcome Guide for Asylum Seekers and Refugees. A Short Introduction to Life in Estonia” ci offre uno spaccato della società estone

Di recente la divisione estone della IOM (International Organisation for Migration) ha pubblicato la Welcome Guide for Asylum Seekers and Refugees. A Short Introduction to Life in Estonia.
Delle quindici sezioni presenti, tutte ben sviluppate secondo il comprovato e affidabilissimo stile baltico, ho trovato particolarmente interessante quella dedicata agli aspetti della società (12. Estonian Society). La lettura di queste pagine è indicata non solo a migranti e rifugiati, ma a tutti coloro che vogliono recarsi in Estonia e che, prima di farlo, ritengono opportuno raccogliere informazioni su usi, costumi e stili di vita locali; così da evitare delusioni e anzi capitalizzare al massimo i benefici.
Gli Estoni non sono come noi: ci sono cose che farebbero bene a copiare da noi così come ce ne sono altre (moltissime in verità) che faremmo bene a copiare noi da loro. Ma qui non si tratta di giudicare, si tratta di prendere atto che esistono alcune differenze e che è il caso di rispettarle.
Quello che è impossibile non notare è come una quarantina d’anni fa le regole della società padana di allora erano molto più simili a quelle estoni di oggi. In una manciata di lustri il processo di italianizzazione della società ha fatto la differenza, nel bene e nel male (e per quanto mi riguarda più nel male).

Medicina a fantasma largo

Farmaco ad xxxxx yyyyyyy.

Sei motivi bizzarri (e meravigliosi) per visitare l’Estonia

Se proprio non ne avete altri vanno bene anche questi.

Smarriti sfinteri iraniani

Persi ani persiani.

Per chi morire

perire per i re
periva per Iva
perivo per Ivo
perivano per Ivano
perivano per Ivano, per Iva no

Licenze per lavoratori del municipio

Permessi per messi.

Scambi di tute subacquee

Permute per mute.

Ispezioni e setacci per anni e anni

Perlustri per lustri.

Piccolo gioiello per la mia ex

Perlina per Lina.

Jackie la Squirtatrice

La pornopronipote di Jack lo Squartatore.

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