Le date degli attacchi terroristici in Occidente hanno un particolare significato matematico?

Prendiamo in esame le date dei principali attacchi terroristici di matrice islamica messi in atto negli Stati Uniti e in Europa negli ultimi 15 anni.

11/09/2011
Stati Uniti, 2.977 morti

23/10/2002
Mosca, circa 170 morti

12/05/2003
Znamenskoye (Cecenia), 59 morti

06/02/2004
Mosca, 41 morti

11/03/2004
Madrid, 191 morti

01/09/2004
Beslan (Ossezia del Nord), 344 morti

07/07/2005
Londra, 53 morti

29/03/2010
Mosca, 40 morti

21/01/2001
Domodedovo (Russia), 37 morti

13/11/2015
Parigi, 132 morti (per ora)

C’è un legame tra queste date? Sebbene una negazione assoluta sia a priori impossibile è tuttavia probabile – potremmo dire quasi certo – che la risposta è negativa.
Quello che si nota è che sembra esserci una prevalenza di numeri dispari, sopratutto per quanto riguarda il giorno e il mese, ma potrebbe trattarsi di un risultato del tutto casuale.

La scelta di una particolare data, invece, potrebbe avere un ancoraggio con avvenimenti di valore altamente simbolico della tradizione islamica. Ma se è così (e in alcuni casi probabilmente lo è), è di fatto estremamente difficile scoprire quali, e dunque fare previsioni su possibili attacchi futuri. Sapere dove e quando colpiranno di nuovo i terroristi è di fatto impossibile, per lo meno se ci limitiamo a una semplice analisi numerica e statistica.

Per capire come può essere inquadrato il problema da un punto di vista matematicamente comprensibile a tutti immaginiamo di trovarci di fronte al numero 4 e di dover dedurre quale sequenza di operazioni ha portato a quel risultato. Potrebbe essere 2+2 o 2*2 o 4*1 o 3+1 o 8/2, ecc. In pratica le possibilità sono infinite.

Per prevedere un attacco terroristico, dunque, è meglio lasciar perdere sterili questioni numerologiche ed è invece opportuno affidarsi alle attività di intelligence.

5 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Andrea Russo
    Nov 16, 2015 @ 18:37:09

    Secondo me, detto terra terra, Hollande è un orsacchiotto e ha gravi pecche nel non aver fatto abbastanza per la sicurezza. Nel caso di Charlie Hebdo, per esempio, erano già ben note le minacce e la precedente distruzione degli uffici. Tutte le perquisizioni e le misure drastiche che sta prendendo doveva attuarle prima. Ora mi sembra che si stia chiudendo la stalla con i buoi che sono già scappati.

    Certo, ci sono delle attenuanti a vantaggio del leader francese, ma Hollande non mi piace.

  2. Andrea Russo
    Nov 16, 2015 @ 18:43:27

    Ovviamente questo è un commento un po’ off topic 🙂

  3. Nautilus
    Nov 16, 2015 @ 20:01:21

    @ Andrea Russo

    Solitamente non affronto questioni politiche sul blog, quindi non esprimo giudizi di valore su Hollande, anche perché non ho mai approfondito la sua linea di programma. Però si possono fare considerazioni di tipo logico e di altra natura.

    Innanzitutto ti dico come la penso io sulla questione religiosa. Mi riferisco qui alle tre grandi religioni monoteiste (Ebraismo, Islam, Cristianesimo), non a religioni orientali come Induismo, Buddhismo, Taoismo che invece reputo più delle forme di filosofia che di religione vera e propria. Per me, oggi, credere in un qualunque dio significa – senza giri di parole – soffrire di una patologia psichiatrica (nello specifico una forma di quella che in gergo medico si chiama “psicosi delirante”).

    Il tema del terrorismo è davvero complesso e abbraccia secoli di storia, non certo gli ultimi cinquant’anni. Questo è uno di quegli ambiti in cui è bene non semplificare perché, facendolo, si rischia di perdere di vista una parte importante della questione.

    Mi domando: c’è un modo per risolvere definitivamente il problema del terrorismo? Per esempio – scenario 1 – fare in modo che musulmani, da un parte, ed ebrei/cristiani, dall’altra, diventino popoli “immiscibili”. Noi smettiamo di utilizzare le risorse petrolifere e minerarie presenti nel sottosuolo di quei Paesi e allo stesso tempo non accettiamo un solo musulmano da noi, respingendo tutti quelli già presenti. Questo può aiutare? Non è mica detto che dobbiamo vivere insieme per forza.
    Stanti così le cose si avrebbe una soluzione definitiva al problema. Difficilissima in pratica, ma teoricamente valida.

    Se invece – scenario 2 – i terroristi hanno come scopo quello di espandere il loro dominio sul resto del mondo e convertire tutti ai precetti del corano la soluzione non può che essere lo sradicamento totale di quella concezione di vita. Quindi l’uccisione di tutti coloro che la pensano in quel modo. Oppure la somministrazione di una qualche cura, se mai esisterà, che li possa guarire. Perché l’alternativa è che prima o poi finiremmo per soccombere noi.

    Io credo che siamo più vicini al secondo scenario e che quindi si dovrebbe agire di conseguenza. Ma quello che vedo (i bombardamenti a pioggia di reazione e di impulso condotti la scorsa notte dalla Francia) è che non si è ancora compreso come procedere. Non si è capito che si deve fare sul serio. O si va a combattere là, con truppe di terra, o non ne usciremo mai.

    Si buttano troppe bombe a caso che uccidono troppi bambini innocenti e troppo pochi terroristi colpevoli. Invece si dovrebbe approssimare una condizione che risparmi tutti i bambini e colpisca tutti (tutti) i terroristi.

  4. Andrea Russo
    Nov 16, 2015 @ 20:11:04

    Ben detto 🙂

  5. Nautilus
    Nov 16, 2015 @ 20:11:21

    @ Andrea Russo

    Le misure drastiche di Hollande (e della comunità internazionale) a me sembrano blande, grossolane e ovviamente tardive (come giustamente osservi tu). Un po’ come dire: hai un tumore alla prostata e io ti prendo a calci nelle palle; ti faccio un gran male (bambini morti innocenti) e faccio ben poco al tumore (giusto qualche sporadico terrorista ucciso, tra l’altro dopo che ha colpito). La soluzione è: intervengo con un laser nanometrico e uccido una per una tutte e sole le cellule tumorali.

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