Il mio ricordo di Gilberto Oneto

Nell’indifferenza generale se ne è andato Gilberto Oneto. I giornali italioti e padanioti, con la loro tipica, prevedibilissima e traboccante superficialità, lo hanno definito uno dei massimi, principali, ultimi (scegliete voi) ideologi della Padania e della padanità. Oneto era sopratutto un uomo che amava studiare.
Non l’ho mai incontrato, ma una quindicina d’anni fa ho avuto il piacere di intrattenere con lui uno scambio di lettere (lettere cartacee, non mail). All’epoca stavo preparando un breve scritto avente per oggetto le proprietà matematiche del Sole della Alpi. Oneto, che nelle sue lettere ricordo come persona piena di entusiasmo, aveva molto apprezzato e – saputo della mia avversione per il colore verde – mi aveva persino spedito una spilletta con un Sole delle Alpi blu (il mio colore preferito).
Il minimo che si possa fare, ora, è una fondazione in suo nome.

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