Intervista a un sopravvissuto alla deportazione dalla Lituania al Mar di Laptev

Leggere, capire, non dimenticare.

4 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Gio Ve
    Dic 03, 2015 @ 15:56:18

    Una storia tristissima, che fa parte di un contesto di vicende che è bene tenere a memoria. Secondo “I crimini del regime comunista in Lituania dal 1944 al 1953” (un pregevolissimo saggio di quasi 340 pagine, scaricabile gratuitamente a questo link in formato “pdf” http://www.lka.lt/download/2663/komunistinis_rezimas_ii.pdf ) si parla di non meno di 130.000 persone (per il 70% formato da donne e bambini) che solo dalla Lituania furono forzatamente deportate e reinsediate in SIberia, senza alcuna giustificazione. A questo numero vanno poi aggiunti altri 150.000 lituani, deportati nei campi di lavoro (“gulag”) per motivi politici.
    Di tutti loro solo in 60.000 sarebbero riusciti a tornare in Lituania nei decenni successivi. Tutti gli altri sarebbero morti di fame e di stenti, oppure sarebbero stati snazionalizzati ed avrebbero sopravvissuto fino alla morte senza potere tornare indietro (per perduranti proibizioni, oppure per malattie, per problemi psicologici ecc.).
    Tali tragedie furono vissute da quasi tutte le “minoranze etniche non slave” dell’Unione Sovietica, alcune delle quali pagarono con la vera e propria estinzione (i Tatari in Crimea o gli Ainu a Sakhalin) e questo, paradossalmente, rende oggigiorno Lituani, Lettoni ed Estoni addirittura “fortunati” a poterne parlare, perché comunque sono riusciti a riottenere gli stati nazionali.
    Si legga e si rilegga la storia indicata da Nautilus, così da poter rimanere vaccinati dai cenni della nuova malattia che serpeggia qua e là dalle nostre parti, ovvero la “simpatia per Putin”.

  2. Nautilus
    Dic 03, 2015 @ 18:15:34

    @ Gio Ve

    Nell’articolo che ho riportato, segnalatomi da una ragazza della comunità lituana della Lombardia, c’è un passo che mi ha colpito profondamente: “Anche la sopravvivenza finiva per essere una protesta individuale e collettiva in questo campo artico della morte”.

    Tutto quello che scrivi è più che vero e io penso sia primario mantenere vivo il ricordo di questi eventi. In fondo, se fossimo nati nel tempo sbagliato e nel Paese sbagliato, lungo il delta gelato del fiume Lena avremmo potuto finirci noi.

    Tra il detto “homo homini lupus” e “homo homini deus” io non ne scelgo nessuno, preferendo dire “homo homini homo”, perché l’uomo è molto peggio dei poveri e incolpevoli lupi e perché fino a prova contraria non esiste alcun dio (e se esiste può venire a casa mia a scambiare quattro chiacchiere di fronte a un paio di birre che tengo sempre in frigo per l’occasione).

    Quanto alla simpatia per Putin, specie quella che si è sviluppata negli ultimi mesi, io penso che sia figlia sopratutto della sconcertante pochezza delle istituzioni europee, dei loro leader e dei governi nazionali dei vari Paesi del nostro continente. Se persino uno come Putin appare degno di una seppur minima ammirazione significa che siamo messi davvero malissimo. E io penso che siamo messi malissimo.

  3. Gio Ve
    Dic 03, 2015 @ 19:55:15

    Un’integrazione tecnica, che non tutti sanno. Il principale motivo della deportazione di manodopera a bassissimo costo (=schiavi a parametro zero dalle varie aree dell’URSS) era l’idea di Stalin di costruire – dopo la Transiberiana messa in piedi dagli Zar – la “Transartica”, ovvero una ferrovia che dalla Siberia centrale dovesse arrivare fino all’estremo nord continentale.
    Fu un’impresa assai audace e che si concluse con la vittoria della natura sull’uomo: le condizioni climatiche ed ambientali si rivelarono assolutissimamente e definitivamente proibitive, anche per il solo portare a termine l’impresa; figuriamoci per tenerla in piedi poi.
    Dal punto di vista della natura, si trattò di un due a zero. L’uno a zero era stato segnato già in Brasile, dove pochi anni prima per ogni cento metri di avanzata della costruzione dei binari nel cuore dell’Amazzonia, i cento metri precedenti erano già stati inghiottiti dalla vegetazione.

  4. Nautilus
    Dic 04, 2015 @ 13:19:47

    @ Gio Ve

    Sono dettagli molto interessanti che conoscevo solo in parte e di cui non posso che ringraziarti 🙂

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