Fatti maschii, parole femine. Opposizione o complemento?

Il motto del Maryland è “fatti maschii, parole femine”, ed è anche l’unico motto di uno Stato USA in lingua toscana. Mentre facevo qualche ricerca sulla sua origine mi sono imbattuto in questo articolo del Washington Post. Visto il titolo (The Maryland motto is sexist in any language), credo che la parola giusta per definirlo sia aberrante, anche perché il suo autore è un traduttore dal Francese e dal Toscano, quindi una persona – si suppone – con un certo bagaglio di esperienza e con competenze specifiche. Eppure il signor Antony Shugaar ritiene che dietro a “fatti maschii, parole femine” ci sia una inequivocabile forma di sessismo. Forse Shugaar avrebbe fatto bene a studiare anche un po’ di logica perché io di sessismo in questo motto non ce ne vedo proprio. Si tratta di capire se in quelle parole uno ci vede opposizione o complementarità. Io penso che l’interpretazione più sensata sia la seconda, e – in ogni caso – nel dubbio dovrebbe valere una posizione di cautela. Il senso di quelle parole, per me, non può che essere “strong deeds, gentle words”, cioè “strong deeds” and “gentle words” (e non “strong deeds” vs “gentle words”).

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