Come si sentono gli Estoni? Nord, est o nordest?

Se chiedete a un Estone dove si trova l’Estonia potete scommettere che nel 99% dei casi (come minimo) vi sentirete rispondere Europa del nord. Se poi provate a dire che l’Estonia è un paese dell’est preparatevi a una mezza battaglia. Gli Estoni si sentono nordici e, in più, rifiutano l’idea di est. Se questo comportamento vi sembra adolescenziale è perché lo è.
L’Estonia, come nazione, si trova a vivere una fase di giovinezza che non è ancora sfociata in maturità. È il normale corso degli eventi. Ma allora cos’è l’Estonia? Semplicemente nordest, e sopratutto una cosa unica. E a dirlo non sono certo io. È l’evidenza geografica, in primo luogo, ma se non vi basta date un’occhiata a questo (bellissimo) post. A mio parere è quanto di più intelligente mi sia capitato di leggere sull’argomento da sempre.

2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Gio Ve
    Dic 24, 2015 @ 13:51:46

    Considerando che il centro del continente Europeo (escludendo le isole russe e norvegesi dell’Artico) si trova in Bielorussia

    certamente l’Estonia è un Paese del Nord.
    Ma numerosi altri elementi remano contro l’evidenza geografica. In primis il nome stesso (Estonia), che trae origine da Aestii (latino, riferito comunque agli antenati dei Prussi pregermanizzati e dei Lituani)

    e dal quale vennero poi gli endonimi dei dominatori medievali (Eistland, Estland) fino ad arrivare a Eestimaa / Estonia: tale nome ha la stessa radice linguistica dalla quale deriva anche la parola “est” (“Ost” in Tedesco e “East” in Inglese). Altro handicap deriva anche dal nome del Baltico in tedesco (Ostsee=Mare dell’Est) che in tutto il medioevo e gran parte dell’età moderna era prevalente (per via della Lega Anseatica). Poi l’Estonia continuerà ancora a pagare per molto tempo il fatto di essere stata, anche se suo malgrado, parte dell’Unione Sovietica e del Patto di Varsavia (“Europa dell’est”, “Paesi dell’est”, ecc.).
    In alcuni recentissimi testi di geografia ad uso scolastico vedo l’Estonia (insieme alla Lettonia ed alla Lituania) spesso accorpata nel sottoinsieme della “Regione Fennoscandinava” e non più nella “Regione Sarmatica”, ma il fatto di non aver optato per una bandiera di tipo scandinavo, sebbene proposto
    https://en.wikipedia.org/wiki/Flag_of_Estonia#Alternative_proposals
    certamente non aiuterà gli Estoni ad essere percepiti universalmente come “Europei del nord”.
    I dubbi sulla risposta al titolo di questo post resteranno aperti. Ma il problema non si pone per due vicini dell’Estonia, che guardacaso non la chiamano con un termine legato al fonema “est”. Si tratta della Finlandia, dove l’Estonia è chiamata “Viro” (a causa della tribù ugrofinnica dei Vironi, dal quale deriva il nome delle due contee Virumaa) e della Lettonia, dove l’Estonia è chiamata “Igaunija” (derivante dall’antica contea di Ugandi, oggi scomparsa, che corrispondeva al nord dell’altrettanto scomparsa Livonia).

  2. Nautilus
    Dic 26, 2015 @ 13:35:21

    @ Gio Ve

    Ritornano elementi di cui entrambi abbiamo parlato più volte e diffusamente sui nostri rispettivi siti. Chi non avesse seguito gli scritti degli anni scorsi (sia in forma di post che di commenti agli stessi) può senz’altro trovare una buona sintesi nel commento sopra.

    Ovviamente all’approccio storico di Gio Ve io offro una prospettiva più influenzata dalla mia formazione logico-matematica.
    Innanzitutto dunque, osservo che l’Europa, secondo un primo criterio, può essere suddivisa tra sud e nord; in tal senso l’Estonia è inequivocabilmente nord. Un secondo criterio ci dice che è possibile una suddivisione ovest-est; e in tal caso l’Estonia è est. Mettendo assieme i due criteri precedenti si ha un approccio cartesiano, cioè quello che sono solito adottare io. Se l’Estonia è nord ed è est è dunque nord-est.

    Il post di Shardee, una ragazza Estone che si è trasferita all’estero per lavoro (a giudicare da come scrive suppongo a Londra), è però più focalizzato su aspetti che potremmo definire culturali e sociologici. In primo luogo Shardee mostra un atteggiamento allo stesso tempo critico e costruttivo nei confronti degli Estoni e dell’Estonia; questo elemento, per ora raro nella popolazione estone (a mio giudizio troppo nazionalista), è già spia di quello che saranno i nuovi Estoni; è cioè un indice di maturità. Gio Ve, in passato, ha già avuto modo di chiarire con una disamina approfondita il perché gli Estoni (ma anche i Lettoni e i Lituani) siano così iperprotettivi verso sé stessi. In secondo luogo, e sopra tutto, l’articolo di Shardee, invita i suoi connazionali a un approccio più maturo di cosa significhi essere Estoni oggi. I tempi sono propizi per passare da una visione del cosa-vorremmo-essere (scandinavi o nordici in generale) e del cosa-non-siamo (dell’est) a una visione del cosa-siamo (ciò che lei chiama nord-est). Lo trovo un atteggiamento molto positivo, maturo e intelligente. Gli Estoni sono già un popolo unico, hanno solo paura di perdere questa unicità.

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