La Lituania pensa a una revisione dei confini statistici per massimizzare i fondi UE

È più o meno quello ci potremmo aspettare da Campania, Calabria e Sicilia, ma l’iniziativa arriva dritta dritta dal ministero dell’interno lituano.
L’articolo da cui ho tratto la notizia – questo – non entra nei dettagli tecnici, ma non è difficile immaginare l’idea di fondo: dividere il territorio lituano in due regioni fittizie (regioni statistiche) in modo da far emergere un’area geografica molto sviluppata e piccola (Vilnius e dintorni) e una seconda area arretrata e di più vaste dimensioni (tutto il resto del Paese); quest’ultima potrà così beneficiare dei fondi UE per un buon numero di anni (dal 2021 al 2028).

Curioso il fatto che si sia deciso di mantenere slegata da Vilnius la contea di Kaunas, uno dei territori più sviluppati e in più rapida crescita di tutto il Baltico; per capirne la ragione dovremmo conoscere i criteri adottati dalla EU per lo stanziamento dei fondi; questi potrebbero essere in funzione della popolazione, dell’estensione del territorio, di un mix dei due o di altre variabili ancora.
Il motivo per cui altre due aree particolarmente sviluppate, Nida e Palanga, sono invece incluse nella macro-regione arretrata dovrebbe dipendere dal fatto che l’Unione Europea probabilmente non avrebbe accettato la definizione di regione statistica non connessa*.

A questo punto potremmo chiederci: è etico comportarsi in un modo che, passatemi il termine, potremmo definire “alla napoletana”? La mia risposta è molto chiara: un quesito del genere è semplicemente malposto. La domanda corretta, invece, è la seguente: questa procedura è lecita? Se lo è, come immagino, allora la Lituania fa benissimo a massimizzare i finanziamenti UE; tanto più che, a differenza di Campania, Calabria e Sicilia, in questi anni il Paese baltico ha dimostrato di saper sfruttare questo flusso di denaro abbastanza bene**. I cambiamenti che nelle ultime due decadi hanno interessato Lituania ed Estonia (e un po’ meno la Lettonia) li ho toccati con mano io stesso, avendo visitato questi territori non meno di cinquanta volte negli ultimi quindici anni.

Data la mia formazione scientifica e la mia passione per la matematica, piuttosto mi domando: siamo sicuri che questa divisione territoriale “a due” sia davvero la soluzione migliore? Mi auguro che nelle aule ministeriali di Vilnius abbiano avuto la saggezza (ma ne dubito) di affidarsi al lavoro di qualche matematico.

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* l’esempio più noto di territorio non connesso è rappresentato dagli Stati Uniti d’America in cui l’Alaska non confina con il resto del Paese (c’è di mezzo il Canada); la stessa Russia (con il territorio di Kaliningrad) è un altro esempio piuttosto conosciuto; la nostra provincia di Milano – molti non lo sanno o se ne sono frettolosamente dimenticati – è una regione non connessa per via del Comune di San Colombano al Lambro, che rappresenta – come nel caso di Kaliningrad – quella che in gergo tecnico è chiamata una “excalve”; la Spagna è non connessa per via di una exclave in Francia (Llívia) e tre in Marocco (Ceuta, Melilla e Peñón de Vélez de la Gomera); ma l’elenco completo è molto lungo

** si noti che la Lituania non è un eldorado; come tutti i Paesi nati dalla disgregazione dell’Unione Sovietica anche qui sono presenti fenomeni non trascurabili di corruzione e criminalità; ne ho parlato di recente nel post Lituania, cos’è e come si muove la criminalità organizzata nel Paese baltico

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