Quelli che osano

Quelli che osano: l’Islanda in aiuto delle Repubbliche Baltiche è un brillante articolo pubblicato oggi dal quotidiano indipendente L’Indro. Una lettura doverosa sopratutto da parte di chi non conosce o non ha vissuto (per la giovane età anagrafica) i drammatici eventi del 1991.
Un pezzo di storia che mostra come, venticinque anni fa, gli unici a cogliere e a mettere in pratica quelli che dovrebbero essere i valori fondanti dell’Unione Europea sono stati i rappresentanti istituzionali di un Paese che della UE non faceva nemmeno parte (e non ne fa parte tuttora).
Io credo che la Lituania dovrebbe trarre da ciò una lezione fondamentale: essere il primo Paese al mondo a riconoscere l’indipendenza della Catalogna non appena questa verrà proclamata.

1 Commento (+aggiungi il tuo?)

  1. Gio Ve
    Feb 02, 2016 @ 13:36:36

    L’articolo è interessantissimo ed illuminante.
    L’Islanda fu encomiabile in quel frangente di storia e questo particolare, almeno per quanto riguarda l’Estonia, non è stato dimenticato (vedere, per esempio: http://estonianbloggers.blogspot.it/2011/08/il-presidente-dellislanda-visita.html ). La prudenza danese fu comprensibile per il fatto che la Groenlandia era sotto costante minaccia sovietica. Il silenzio attendista degli scandinavi fu la continuazione di un comportamento secolare tanto egoista, quanto vigliacco. In particolare della Svezia, che nel mezzo secolo precedente accoglieva sì i profughi che arrivavano via mare dai Paesi Baltici, ma spesso non esitava a riconsegnarli indietro all’URSS per mantenere un ruolo privilegiato tra gli interlocutori “capitalisti” di Mosca.
    Poco si può imputare agli stati di media grandezza più lontani da quei luoghi.
    In particolare, in quegli ultimi anni di Italia corrotta dell’era DC-PSI-PSDI-PRI-PLI, fu comunque encomiabile il pronto aiuto alla Slovenia nel disimpegnarsi dalla Iugoslavia.
    Pollice verso nei confronti del sito www(dot)lindro(dot)it: lancia degli “script” molto aggressivi e se non si è in possesso di buone difese informatiche (firewalls ed antivirus), stazionare per più di 20 secondi nella pagina espone il computer del lettore ad aggressivi e continuati attacchi pubblicitari.

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