Vilnius pensa a un monumento “anche” per Prince

Qui i dettagli. Non starà diventando una moda?

Pieno centro

In Lituano questa locuzione esiste, è perfettamente strutturata e significa “del centro del latte” (genitivo).

Andris Eglītis

Andris Eglītis è un altro di quegli artisti (dalla Lettonia, in questo caso) che trovano menzione su questo blog solo per ragioni statistiche. Ma va da sé che il fatto che a me non piaccia non conta assolutamente nulla.

Katrīna Neiburga

Katrīna Neiburga è una delle più apprezzate visual artist della Lettonia. Citata per dovere di cronaca; della sua produzione a me non piace praticamente nulla.

Vitas Luckus: il principe dell’oscurità

Prendo spunto da questo breve articolo del quotidiano canadese The Globe And Mail per portare all’attenzione dei miei lettori (abituali e di passaggio) la figura enigmatica del fotografo lituano Vitas Luckus. Proprio in questi giorni Toronto gli dedica una mostra dal titolo Vitas Luckus: The Prince of Obscurity. Grazie a Google Images possiamo accedere (qui) ad alcuni dei suoi scatti.

I riti pagani secondo Virgilijus Jankauskas

Presso il Mažosios Lietuvos istorijos muziejus di Klaipėda è in corso (fino al 14 Maggio 2016) un’esibizione fotografica di Virgilijus Jankauskas incentrata sulla ricostruzione di alcuni degli antichi riti pagani in voga secoli fa nel Paese baltico. Il focus sarà sopratutto sugli aspetti gioiosi di quelle celebrazioni. La mostra sarà accompagnata anche da alcune sculture in legno dell’artista Petras Balsys.

Kristiina Poska da Türi

Kristiina Poska è una giovane, brava e bella direttrice d’orchestra estone che oggi vive e lavora a Berlino. Quella che potete leggere qui è un’intervista poco convenzionale, specie per i temi e gli argomenti affrontati, ma per questo ancora più interessante.

Mozzarella lituana o cagliata lituana?

Ieri ne hanno parlato un po’ tutti i mezzi di informazione, sopratutto i telegiornali. Due pizze su tre, tra quelle preparate qui e nella vicina Italia, si caratterizzano per concentrato di pomodoro cinese, mozzarella lituana e olio d’oliva tunisino. Qui si può leggere uno dei tanti articoli cui facevo cenno.
Più che di mozzarella lituana, però, si dovrebbe parlare di cagliata lituana; in Lituania, infatti, le mozzarelle ci sono, ma sono un po’ diverse dalle nostre.

Mettersi alla prova con dieci scioglilingua estoni

Li trovate qui. Me li aspettavo tutti difficilissimi e invece, con una certa sorpresa, ho notato una situazione polarizzata; alcuni sono certamente super-ostici (7, 9, 10), ma gli altri mi paiono più che abbordabili, anzi, addirittura semplici.

Andemm a Baréč, luntan da i muntagn

Lontananza dai monti, è questa la probabile etimologia del nome del Comune di Bareggio, uno dei più antichi dell’area lombarda. Gli studiosi ritengono derivi dai termini longobardi Baradigium o Baradeglum, che hanno appunto il significato detto.

Terrific Talsi

Un bellissimo post su una delle località più belle (e meno conosciute) di tutta la Lettonia.

Is Estonia Europe’s newest startup hub?

Chi segue questo blog non sarà affatto sorpreso dai contenuti di questo articolo.

Parte domani il Cycling Festival Europe 2016

Tutto quello che c’è da sapere è contenuto in questo sito. L’iniziativa è una delle più interessanti del semestre di presidenza europea dei Paesi Bassi.

Il sistema di giustizia in Estonia funziona?

Non solo funziona, ma è uno dei migliori d’Europa (assieme a quello lituano). Qui per approfondimenti.

Sette spose per quattro fratelli

Date sette donne e quattro uomini in quanti modi possono sposarsi tra loro? Non sono ammesse situazioni di poliandria né di poliginia.

A. P(7) = 7! = 5.040
B. P(4) = 4! = 24
C. P(7)/P(4) = 7!/4! = 210
D. D(7,4) = 7!/3! = 840
E. D‘(7,4) = 74 = 2.401
F. C(7,4) = 7!/(3!*4!) = 35
G. C‘(7,4) = 10!/(6!*4!) = 210

I simboli hanno il seguente significato:

P(n): permutazioni di n elementi
D(n,k): disposizioni semplici di n elementi a gruppi di k
D‘(n,k): disposizioni con ripetizione di n elementi a gruppi di k
C(n,k): combinazioni semplici di n elementi a gruppi di k
C‘(n,k): combinazioni con ripetizione di n elementi a gruppi di k

Kas Eestis elavad jääkarud?

Kas Eestis elavad jääkarud? (In Estonia vivono gli orsi polari?).
Si veda anche il post Una dozzina di domande sull’Estonia.

Pollo liquido

Come io e mia figlia chiamiamo da oggi il brodo di pollo.

bbbddd, bdbbdd, bdbdbd, bbddbd, bbdbdd

Si guardino le cinque configurazioni riportate sotto:

bbbddd
bdbbdd
bdbdbd
bbddbd
bbdbdd

Sono strutture in cui esiste un ugual numero di “b” e “d” e in cui si creano gruppi singoli, doppi o tripli di “b” e “d” con le “b” sempre a sinistra delle “d”. Strutture di questo tipo sono dette parole di Dyck, dal nome del matematico bavarese Walther von Dyck.

Ordinamenti di questo tipo ci dànno l’idea di essere in qualche modo ben formati. Lo si capisce ancora meglio se al posto di “b” e “d” usiamo coppie di simboli come “(“, “)”, “[“, “]”, “{“, “}”; per esempio:

[[[]]]
[][[]]
[][][]
[[]][]
[[][]]

Il numero di queste configurazioni può essere calcolato con la formula seguente:

Cn = 2n!/[(+ 1)!n!]   (per n ≥ 0)

Che nel nostro caso si riduce a:

C3 = 6!/(4!3!) = 5

Il lettore più addentro in certe questioni matematiche avrà già capito che si è fatto ricorso ai numeri di Catalan.

Antanas Sutkus

Segnalo con piacere questo bell’articolo su Antanas Sutkus. Un buon punto di partenza per scoprire gli scatti di questo grande fotografo lituano.

Is bilingual better?

Questo podcast delizioso tratta di bilinguismo, dei suoi possibili vantaggi e svantaggi, ma anche di esperimenti scolastici di trilinguismo in Frisia. Un doveroso ringraziamento a Emanuela Cardetta che me lo ha segnalato qualche giorno fa durante una conversazione in Skype.

Il tema mi è molto caro dal momento che mia figlia è perfettamente bilingue e, sulla base della mia esperienza, io non ho dubbi sui vantaggi del far crescere un bambino in questo modo. La mia, però, è una testimonianza singola, dunque senza pretese di validità scientifica. Devo infatti dire che, sia il post di contorno al podcast che il podcast stesso, mi hanno svelato – con non poca sorpresa – anche l’esistenza di posizioni critiche verso il bilinguismo; posizioni che fino a oggi ignoravo.

Vanno costruite più moschee così possiamo controllare gli estremisti islamici che altrimenti resterebbero nell’ombra

Questo non è un post di politica, è un breve post di logica. In questi mesi sento dire da taluni che la costruzione di moschee, oltre al rispetto del culto altrui, risponderebbe a ragioni di sicurezza. Una moschea consentirebbe, infatti, di tenere sotto controllo gli islamici estremisti.

La spiegazione sembra sensata, ma è priva di fondamento. Si può decidere di costruire o non costruire una moschea, ma il contributo alla questione sicurezza è praticamente nullo. Se la città X non ha una moschea e qualcuno volesse progettare un attentato lo farebbe nell’ombra (io di certo farei così). Se domani in quella città costruiamo una moschea chi vorrà progettare attentati continuerà a farlo di nascosto, al di fuori dei canali ufficiali, non certo in moschea.

È inoltre dimostrato che la radicalizzazione dell’Islam avviene più che altro attraverso internet e non nei luoghi di culto tradizionali.

Rustica, Assira, Scarlata

La vita a volte va come in un film di Wim Wenders, con collegamenti tra un evento e l’altro che possono sfociare in risultati imprevedibili e piacevolmente inattesi.
Lo scorso fine settimana mia moglie e io siamo tornati nella zona di Valeggio Sul Mincio, una delle nostre mete preferite qui in Padania, e questa volta abbiamo portato nobiscum anche nostra figlia. Avevamo voglia di rivedere quei luoghi splendidi, in particolare Borghetto, ma anche di visitare – finalmente – l’incantevole Parco Giardino Sigurtà, che per tante ragioni avevamo tralasciato durante gli anni passati.

Venerdì scorso, per pranzo, optiamo per un ristorante con ottime recensioni su TripAdvisor, che però risulta chiuso. La proprietaria, molto gentile, ci spiega che sono aperti solo nel fine settimana e ci indirizza verso una vicina trattoria di Olfino, piccola frazione del Comune di Monzambano. Qui io ordino degli gnocchi al tartufo e una birra. Ovviamente non si chiede mai “una birra”, ma “che birre avete?”. E così la ragazza che serve ai tavoli mi consiglia un prodotto artigianale a km zero. Quello è l’inizio del mio amore per le birre della Cascina Roveri, agriturismo e micro-birrificio di Monzambano.

In quell’occasione provo la Scarlata, la rossa e la più alcolica delle tre varietà in catalogo. Il giorno successivo, in un altro locale, questa volta di Borghetto, e sempre in modo del tutto casuale, è invece la volta della Assira (un nome così – tra l’altro bellissimo – può venire solo da chi ha una cultura in materia davvero profonda). L’Assira è una birra ambrata, meno alcolica della Scarlata, ma deliziosa. Una vera sorpresa.

L’entusiasmo è tale che la sera stessa cerco i contatti del produttore su internet e lo chiamo senza indugi. Mi risponde la moglie che, per la mattina successiva (domenica), mi fissa un incontro con il marito. Il signor Cristian Perantoni, vero artefice di questa impresa, ci accoglie con un sorriso e ci fa visitare quello che più propriamente andrebbe chiamato nano-birrificio (un locale di “qualche” metro quadro). Assaggiamo anche la Rustica, la chiara del lotto, tecnicamente interessante, ma di minor soddisfazione al palato. Chiacchieriamo un po’ del più e del meno, salta ovviamente fuori il nome di Kuaska (a cui siamo in qualche modo tutti debitori), e alla fine esco con una Rustica, due Scarlata (per mia moglie) e nove Assira (per me). Che però stanno quasi per finire.

When you say… things that make your day!

Quante amiche?

Le ragazze della quinta B del liceo scientifico Einstein di Milano sono rimaste amiche anche a distanza di molti anni. Oggi sono tutte donne sposate e con figli, ma il 4 Aprile di ogni anno, ormai da più di venticinque anni, si ritrovano tutte assieme per una cena di festeggiamento. A inizio incontro, come da tradizione, si scambiano tre baci sulla guancia. Se il totale dei baci scambiati è 168 quante sono le ragazze?

Immaginiamo uno scambio di baci tra l’amica A e l’amica B. A dà tre baci a B e, quasi contemporaneamente, B dà tre baci ad A. Da ciò ne segue il numero di saluti è dato dal numero di baci diviso 6. I saluti sono cioè 168/6 = 28.

A questo punto abbiamo gli elementi necessari per impostare un’equazione basata sulle combinazioni semplici:

C(x,2) = 28

Che, sviluppata, ci dà quanto segue:

x!/((x – 2)!*2!) = 28
x(x – 1)/2 = 28
(x2x)/2 = 28
x2x – 56 = 0*
x = (1 + 15)/2
x = 8

_____
* il fatto che il primo e il terzo coefficiente siano di segno opposto ci garantisce un delta positivo e quindi due soluzioni reali e distinte, delle quali consideriamo solo quella positiva

Quanti traduttori?

Una mia conoscente sta per mettere in piedi un’agenzia di traduzioni specializzata in lingue “minori”. Verranno trattati i seguenti idiomi: Ceco, Slovacco, Sloveno, Croato, Lituano e Lettone. Se l’obiettivo è quello di garantire la copertura di tutte le configurazioni linguistiche possibili quanti traduttori dovranno essere assunti? Si tenga presente che un traduttore specializzato nelle lingue A e B dovrà garantire un servizio di traduzione sia da A a B che da B ad A, dunque a ogni coppia di lingue dovrà essere associato un solo traduttore.

Se pensiamo alle sei lingue come a sei punti del piano possiamo creare un mappa a forma di esagono. Le coppie di lingue saranno allora date da tutte le diagonali e dai segmenti che costituiscono il perimetro. Un problema di questo tipo può essere elegantemente risolto tramite il concetto di combinazioni semplici; in questo caso le combinazioni sono quelle di 6 elementi presi a gruppi di 2. La soluzione è dunque data da:

C(6,2) = 6!/((6-2)!*2!) = 6!/(4!*2!) = 6*5*4!/(4!*2!) = 6*5/2 = 15