Rustica, Assira, Scarlata

La vita a volte va come in un film di Wim Wenders, con collegamenti tra un evento e l’altro che possono sfociare in risultati imprevedibili e piacevolmente inattesi.
Lo scorso fine settimana mia moglie e io siamo tornati nella zona di Valeggio Sul Mincio, una delle nostre mete preferite qui in Padania, e questa volta abbiamo portato nobiscum anche nostra figlia. Avevamo voglia di rivedere quei luoghi splendidi, in particolare Borghetto, ma anche di visitare – finalmente – l’incantevole Parco Giardino Sigurtà, che per tante ragioni avevamo tralasciato durante gli anni passati.

Venerdì scorso, per pranzo, optiamo per un ristorante con ottime recensioni su TripAdvisor, che però risulta chiuso. La proprietaria, molto gentile, ci spiega che sono aperti solo nel fine settimana e ci indirizza verso una vicina trattoria di Olfino, piccola frazione del Comune di Monzambano. Qui io ordino degli gnocchi al tartufo e una birra. Ovviamente non si chiede mai “una birra”, ma “che birre avete?”. E così la ragazza che serve ai tavoli mi consiglia un prodotto artigianale a km zero. Quello è l’inizio del mio amore per le birre della Cascina Roveri, agriturismo e micro-birrificio di Monzambano.

In quell’occasione provo la Scarlata, la rossa e la più alcolica delle tre varietà in catalogo. Il giorno successivo, in un altro locale, questa volta di Borghetto, e sempre in modo del tutto casuale, è invece la volta della Assira (un nome così – tra l’altro bellissimo – può venire solo da chi ha una cultura in materia davvero profonda). L’Assira è una birra ambrata, meno alcolica della Scarlata, ma deliziosa. Una vera sorpresa.

L’entusiasmo è tale che la sera stessa cerco i contatti del produttore su internet e lo chiamo senza indugi. Mi risponde la moglie che, per la mattina successiva (domenica), mi fissa un incontro con il marito. Il signor Cristian Perantoni, vero artefice di questa impresa, ci accoglie con un sorriso e ci fa visitare quello che più propriamente andrebbe chiamato nano-birrificio (un locale di “qualche” metro quadro). Assaggiamo anche la Rustica, la chiara del lotto, tecnicamente interessante, ma di minor soddisfazione al palato. Chiacchieriamo un po’ del più e del meno, salta ovviamente fuori il nome di Kuaska (a cui siamo in qualche modo tutti debitori), e alla fine esco con una Rustica, due Scarlata (per mia moglie) e nove Assira (per me). Che però stanno quasi per finire.

When you say… things that make your day!

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