Talk “to” o “with” the dead?

Ieri sera ho fatto addormentare mia figlia cantandole in modo quasi sussurrato Mr. Crowley di Ozzy Osbourne. L’inizio del brano è il seguente:

Mr. Crowley, what went on in your head?
Oh, Mr. Crowley, did you talk to the dead?

Salvo rarissime occasioni Ozzy ha sempre cantato “did you talk to the dead?”, ma la versione con “with” al posto di “to” è quella contenuta nei testi ufficiali che hanno accompagnato il disco* sin dalla sua prima pubblicazione avvenuta nel 1980.

La distinzione tra “talk to” e “talk with” dovrebbe essere abbastanza nota. Con “talk with” ci riferisce all’interezza di una conversazione; l’elemento caratterizzante è il fatto che lo scambio di informazione (che per semplicità supponiamo tra due soli soggetti) avviene in modo bidirezionale. Con “talk to”, invece, si focalizza l’attenzione su una parte ristretta della conversazione, cioè su un segmento temporale in cui lo scambio di informazione è in una sola direzione**.
Ci sono poi alcuni casi in cui le differenze sopra esposte appaiono più sfumate, e va considerato che in questo tipo di situazioni meno chiare l’Inglese britannico tende a preferire il “talk to” al “talk with”.
Nel caso dei morti, tuttavia, è evidente che l’unica forma ammessa è il “talk to”: i morti non possono rispondere. A meno che… a meno che il soggetto che si rivolge ai defunti non immagini che questi possano conversare con lui. Una situazione che rimanda immediatamente a certe patologie psichiatriche. Trattandosi di Aleister Crowley, però, si potrebbe anche vedere il “talk with” come un artificio poetico per rafforzare quegli aspetti esoterici che da sempre sono associati alla figura del più famoso occultista di tutti i tempi.

_____
* Blizzard Of Ozz

** stiamo qui ipotizzando un tipo di conversazione che si svolge lungo una successione temporale ordinata con scambi informativi alternati del tipo AB, BA, AB, BA, …, dove A e B sono i due soggetti; se si pensa alle tipiche tribune elettorali cui tocca assistere qui da noi (e sopratutto nella vicina Italia) ci rendiamo conto che questo modello non può essere impiegato, dal momento che è inadatto a rappresentare situazioni in cui tutti parlano quasi contemporaneamente sovrapponendosi l’un l’altro

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