Micromanager e micromanagement

Vi è mai capitato di lavorare con dirigenti o titolari d’azienda ossessionati dalla necessità di esercitare un controllo asfissiante sui loro subordinati e affetti da una cura maniacale per i dettagli? Queste casistiche sono più diffuse di quanto si possa immaginare, al punto tale che – per descriverle – di recente è stata introdotta una terminologia ad hoc: micromanager e micromanagement. La pagina di Wikipedia dedicata al fenomeno è al tempo stesso sintetica ed esaustiva.

In base alla mia esperienza i micromanager si incontrano sopratutto in quelle piccole realtà aziendali che, trovatesi ad affrontare un’improvvisa crescita di fatturato e forza lavoro, non sono state in grado di dotarsi di una struttura decisionale adeguata a gestire la nuova dimensione d’impresa.
Capita così che il titolare, sino ad allora abituato a una conduzione di tipo familiare/padronale, si rende incapace di creare un meccanismo di delega su più livelli, necessario ad affrontare la rapidità e la molteplicità dei mutamenti in corso.
Il titolare sente che la situazione potrebbe sfuggirgli di mano e, anziché focalizzarsi sugli aspetti strategici e sulle scelte di investimento, tenta di mantenere un controllo assoluto su ogni minimo dettaglio. In poco tempo diviene un collo di bottiglia decisionale e, ancor peggio, getta le basi per la creazione di un ambiente di lavoro intossicato da assenza di fiducia, collaborazione e autonomia. Il risultato di tutto ciò è un livello di turnover inevitabilmente più alto del fisiologico.

Se avete lavorato con persone di questo tipo sapete certamente come riconoscerle.
I manager ti dicono cosa fare, per contro i micromanager si focalizzano sopratutto sul come dovete farlo. I micromanager non delegano, esigono che ogni decisione richieda la loro approvazione, vogliono essere in copia in tutte le mail, escono con i venditori dai clienti, partecipano a ogni riunione, decidono i caratteri, i colori e la formattazione di ogni minimo report e documento.
E ovviamente i micromanager lavorano fino a tarda sera, quasi sempre anche nei weekend e di rado si concedono una vacanza.
Visto il clima che creano riescono persino a lamentarsi del fatto che devono fare sempre tutto loro e che i loro dipendenti non sono sufficientemente proattivi.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...