La Sostanza del Male

Il libro “La Sostanza del Male” di Luca D’Andrea mi è capitato tra le mani per caso. Qualche giorno fa, 2 Luglio 2016, mi trovavo all’aeroporto di Orio al Serio in partenza per Vilnius. Avevo dato per scontato di trovare, e quindi di poter acquistare, “Il Treno per Tallinn” di Arno Saar (tra l’altro alla base di questo mio lungo post), ma le cose sono andate diversamente. Del giallo del misterioso Saar, come di buona parte del catalogo Mondadori, in quella libreria non c’era traccia. Tra le pressioni insistenti di mia figlia per fare pipì e i tempi ristrettissimi per raggiungere il gate ho avuto sì e no due minuti scarsi per trovare un buon sostituto; e così, alla fine, complice anche quel fossile in copertina, la mia scelta è frettolosamente caduta sul thriller dell’autore bolzanino.
Che “La Sostanza del Male” fosse un caso letterario di portata mondiale lo avrei invece scoperto solo qualche giorno dopo, a lettura di fatto conclusa (qui, qui e qui).

Ma anche senza imbeccate non è stato difficile comprendere che il libro che avevo portato con me in Lituania era un qualcosa di nettamente superiore alla media. E oggi, a distanza di alcuni giorni, continuo a pensare che il lavoro di D’Andrea meriti di essere letto e consigliato ad amici, conoscenti e, perché no, sconosciuti.
Il mio giudizio è tuttavia un po’ più tiepido rispetto alle recensioni che ho successivamente trovato in Rete. A colpirmi è stata sopratutto l’abilità dell’autore di descrivere e tratteggiare i numerosi personaggi, femminili e maschili, coinvolti in una narrazione non semplice e piuttosto articolata. Elementi che condiscono superbamente i primi tre quinti del lavoro. Poi ha inizio la preparazione del gran finale. E qui c’è la parte che ho gradito di meno. L’impressione, infatti, è che D’Andrea abbia voluto strafare, creando una serie di colpi di scena, di depistaggi e di continui ribaltamenti che alla fine mi sono parsi eccessivi e troppo distanti da una certa urgenza di linearità. Ma probabilmente questo non è altro che il limite, dettato da comprensibile esuberanza, di una semplice prova d’esordio*. Ho ragione di credere che tutto ciò verrà superato a partire dal prossimo romanzo (che ovviamente non mi lascerò sfuggire).

Senza dubbio un grande autore da affiancare ai grandi del genere.

_____
* non parliamo di esordio in senso assoluto, ma di opera prima in ambito thriller; in precedenza D’Andrea ha infatto pubblicato una trilogia fantasy per ragazzi: “Wunderkind: Una lucida moneta d’argento”, “La rosa e i tre chiodi” e “Il regno che verrà”

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...