Chruščiovka, hruščovka, hruštšovka, chruszczowka, chruschtschowka, khrushchyovka

Quello riportato nel titolo non è altro che il nome – rispettivamente in Lituano, Lettone, Estone/Finlandese, Polacco, Tedesco e Inglese – di quei caratteristici palazzoni (grigi, orribili e tristi) che, a partire dagli anni sessanta del secolo scorso, hanno cominciato a invadere il 90% del territorio urbano dell’allora vastissima Unione Sovietica. Ecco, io qui a Vilnius vivo proprio in una chruščiovka, ma non lo sapevo. A parlarmene è stato Daniele. Domenica scorsa ci siamo incontrati per la prima volta. Daniele vive a Vilnius da circa tre anni, segue il mio blog quasi dagli esordi, è veneto (di origini toscane) e una dozzina di giorni fa ha avuto la brillante idea di contattarmi. Tempo di attendere il fine settimana perché moglie e bimba tornassero dalla casa di campagna e organizzare un incontro in centro (per l’esattezza al parco Bernardinų sodas) è stato un gioco da ragazzi. Come si dice in questi casi… i piaceri della vita!

7 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Emanuela Cardetta
    Lug 26, 2016 @ 08:48:39

    In slovacco invece si dice panelák (tempo fa avevo scritto un post in proposito sul mio blog http://www.emanuela-cardetta.com/la-parola-del-giorno-panelak/).

  2. Nautilus
    Lug 26, 2016 @ 09:18:21

    @ Emanuela Cardetta

    Oh oh! Mi ela semblato di avel letto tutto il tuo blog, ma evidentemente no: quel pezzo non me lo licoldavo ploplio🙂

    Sei mai stata dentro un panelák? Secondo me funziona come qui a Vilnius: fuori sono talmente brutti che dentro la gente – non appena se lo può permettere economicamente – si ingegna al massimo per arredarli nel miglior modo possibile🙂

  3. Emanuela Cardetta
    Lug 27, 2016 @ 09:24:17

    Capita anche ai miglioli🙂

    Quando vivevo a Banská Bystrica vivevo in un panelák, ed effettivamente non è il massimo della bellezza, né fuori, né dentro, ma a me è piaciuto “fare l’esperienza autentica”.

    Effettivamente come dici tu moltissime persone li hanno ristrutturati per renderli più carini dall’interno e in molte zone li hanno tinteggiati dall’esterno con colori pastello. Il risultato è che sono quasi piacevoli alla vista.

  4. Nautilus
    Lug 27, 2016 @ 09:39:34

    @ Emanuela Cardetta

    Non sapevo avessi vissuto a Banská Bystrica: il nome mi sta simpatico!

    Ho fatto un giro volante su Google – se dài gli spunti, io li raccolgo🙂 – e ho scoperto che: ha un nome latino (Neosolium, ma potrebbe anche sembrare un farmaco) ed è la città natale di Hamšík🙂

  5. Emanuela Cardetta
    Lug 27, 2016 @ 11:06:06

    Bravo, raccogli🙂 E’ anche famosa per essere la città da cui è partita l’insurrezione nazionale slovacca (SNP) il 29/08/1944.

  6. Lele
    Lug 29, 2016 @ 16:40:50

    @ Nautilus
    Scusa, solo un chiarimento: quando parli di Daniele, dici che “è veneto (di origini toscane)”. Conoscendoti, ho tradotto mentalmente nella mia lingua (per capirci, quella che io chiamo italiano e tu toscano), e ho concluso che “Daniele è veneto, di origini italiane”. Però non ne sono convinto, non mi suona bene. Forse volevi dire che è veneto di origini di quella regione che ha per capoluogo Firenze?

    O per farla breve: per una volta hai scritto un post in italiano anziché in toscano?

  7. Nautilus
    Lug 29, 2016 @ 17:14:27

    @ Lele

    No no no, volevo dire esattamente quello che ho detto. Daniele – prima di trasferirsi qui a Vilnius – viveva in provincia di Padova, ma la sua famiglia di origine (padre e madre) è dell’area di Firenze. Quindi veneto di origini toscane.

    In termini linguistici io chiamo Toscano (a voler essere puntigliosi dovrei dire Fiorentino) quello che tu e quasi tutti chiamate Italiano, perché la nascita della nostra lingua (come evoluzione del Latino) è storicamente collocabile nell’area di Firenze nel periodo compreso tra dieci e otto secoli fa. Quindi, essendo la lingua preesistente allo Stato di parecchi secoli, mi pare corretto utilizzare un nome che renda il giusto merito ai suoi creatori.
    Se vivessi qui in Lituania (ma anche in Lettonia, Estonia, Finlandia, Russia, ecc.) capiresti a pieno la grandezza dei Fiorentini dell’epoca. Per capirci queste lingue hanno ancora la stessa struttura del Latino di 2.500 anni fa (anzi è ancor più complicata), con tutto l’armamentario di declinazioni e casi. I Fiorentini hanno creato una lingua moderna già un migliaio di anni fa. Non si sa se l’idea sia stata pianificata o meno (non credo), ma il risultato è sorprendente. Certo, la nostra lingua potrebbe essere ancor più evoluta, come l’Inglese per esempio, dove le forme verbali (a eccezione di qualche rarità per essere e avere) sono di fatto le stesse per tutte le persone plurali e singolari (va bene, la terza persona singolare prende la “s”, ma parliamo di inezie).
    Ciò detto, si capisce che il Toscano è quello parlato in Padania, in Italia così come in Svizzera ecc. Non ha importanza sapere se la Toscana fa o non fa parte della Padania, quindi. Se vuoi è lo stesso motivo per cui in Austria si parla Tedesco e non Austriaco: la lingua tedesca è nata ben prima dell’Austria🙂

    Sul piano dell’organizzazione dello Stato, invece, io uso una terminologia diversa, chiamando Italia il complesso di regioni non padane con l’esclusione di Sicilia, Sardegna e Sudtirolo.

    Spero di essere stato esauriente🙂

    Quando leggi o interpreti un mio post fai sempre riferimento alla logica e alla matematica, ma alla politica, così è tutto più chiaro🙂

    Spero tu sia in vacanza, a proposito!

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