Zgañamanüber

Sicuramente vi è capitato di vedere un ciclista (specie se professionista) piegato in avanti sul busto in posizione aerodinamica. I denti in vista per la fatica sembrano quasi toccare il manubrio. Proprio per questo motivo in Milanese un corridore in questa posa è chiamato zgañamanüber* (letteralmente: mordimanubrio), termine a mio avviso bellissimo.

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* pronuncia: zgañamanübér (accento indicato dalla sottolineatura); ortografia in Milanese classico: sgagnamanuber

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Skarliga merlüs ke l’e minga el to üs

Skarliga merlüs ke l’e minga el to üs* è il primo detto milanese imparato da mia figlia. Letteralmente significa “scivola (via) merluzzo, che (questo) non è il tuo uscio” e si può tradurre con “via di qui, che questo non è posto per te”. L’epiteto merluzzo ha una valenza solo debolmente negativa.

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* pronuncia: skarliga merlüs ké lé minga él tò üs (accenti indicati dalle sottolineature); ortografia in Milanese classico: scarliga merluss che l’e minga el tô uss

Tira, mola e meseda

Questo modo di dire era tipico di mia nonna e di molte persone della sua generazione (ma anche di quella dei mie genitori). Tira, mola e meseda* significa letteralmente “tira, molla e mescola” e indica un’attività ripetitiva e poco interessante. L’utilizzo di questa espressione è molto specifico. Immaginiamo che una persona ci racconti una certa vicenda; all’inizio inserisce tutti i particolari, poi ha necessità di saltare alcuni passaggi (specie se poco importanti) e giungere alla conclusione; tira, mola e meseda è quell’espediente linguistico che consente il salto all’esito finale della storia. Se A è l’inizio del racconto, B1, B2, B3, … gli sviluppi raccontati per esteso e C la conclusione, la struttura è la seguente: A, B1, B2, B3, … “tira, mola e meseda”, C.
Come tradurre? Le possibilità sono numerose; eccone alcune: alla fine, alla fine della storia, alla fine di tutto, alla fine della fiera, in conclusione.

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* pronuncia: tira, mòla, méséda (accenti indicati dalle sottolineature); ortografia del Milanese classico: tira, molla, messeda

Papino, ai gorilli piacciono le banane?

Dobbiamo ancora lavorare sui plurali, ma al papà gorilli è piaciuto tantissimo.

Invers ‘me una pidria (un pedriö)

Invers ‘me una pidria* o anche invers ‘me un pedriö** sono due modi di dire milanesi con cui si comunica di essere di pessimo umore. Le due espressioni significano letteralmente “rovesciato come un imbuto” (la pidria è un imbuto di grosse dimensioni, il pedriö è il classico imbuto da cucina).

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* pronuncia: invèrs ‘mé una pidria (accentazione indicata dalle sottolineature); scrittura in Milanese classico: invers ‘me ona pidria

** pronuncia: invèrs ‘mé un pédriö (accentazione indicata dalle sottolineature); scrittura in Milanese classico: invers ‘me on pedrioeu

Tšapà la vaka per i bal

Il detto milanese “tšapà la vaka per i bal”, letteralmente “afferrare la vacca per le palle”, significa prendere un grosso abbaglio. L’espressione, rustica ma d’effetto, è di evidente origine contadina. Ho qui utilizzato una mia versione semplificata dell’alfabeto fonetico internazionale; in Milanese classico si sarebbe dovuto scrivere “ciapaa la vacca per i ball”.

Fine delle SIM prepagate senza obbligo di registrazione anagrafica anche in Lituania?

In Lituania oggi è possibile acquistare una SIM telefonica prepagata senza l’obbligo di fornire i propri dati anagrafici. La prossima settimana il governo di Vilnius proporrà l’introduzione della registrazione anagrafica obbligatoria per legge, cosa che allineerebbe il Paese baltico a molti altri nella UE. I due operatori principali, Omnitel e Bitė, si sono già espressi favorevolmente, mentre Tele2 si è dichiarata contraria. Inutile dire che il mancato obbligo di registrazione va a interesse di attività illegali, criminalità e terrorismo.

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