Legendinis Sūris Džiugas

Una delle sorprese di queste festività natalizie è stata per me la scoperta del formaggio Džiugas.
Prodotto a partire dal 1924 è oggi disponibile nelle versioni a 12 (mild), 18 (piquant), 24 (delicate), 36 (gourmet) e 48 mesi (luxury). Quello provato da me è il luxury, un formaggio di qualità altissima.
L’azienda produttrice può contare su una distribuzione affidata a sei negozi proprietari: tre a Vilnius, due a Klaipėda e uno a Telšiai. Di tutti quest’ultimo sembra il più interessante, e l’estete prossima – dal momento che abbiamo in programma di trascorrere una notte proprio a Telšiai – ne approfitteremo per una visita con ricca degustazione.
Lo Džiugas è attualmente in attesa di certificazione da parte dell’Unione Europea.
Anche il sito internet è ben curato, di navigazione semplice e intuitiva, e con una cura maniacale per la veste grafica.

A4C4C6F67

A4C4C6F67 è un codice attorno a cui ruota una parte della trama del romanzo “L’Effetto Farfalla” (2012, titolo originale “Marco Effekten”, traduzione di Maria Valeria D’Avino) di Jussi Adler-Olsen. Per saperne di più, però, dovete leggerlo.

Marko Effekten

“L’Effetto Farfalla” (2012, titolo originale “Marco Effekten”, traduzione di Maria Valeria D’Avino) è il quinto episodio della serie della Sezione Q concepita da Jussi Adler-Olsen. Lo scrittore danese è, a oggi, l’autore di gialli scandinavi che apprezzo più di ogni altro. Se mi era piaciuto già moltissimo con i suoi lavori precedenti, con questo romanzo è andato al di là di ogni mia aspettativa.

Milaventi

Espressione inventata da mia figlia per indicare una quantità grandissima.

Avvocato del diavolo… in Inglese

Devil’s advocate (e non devil’s lawyer).

Øjesten – Nei Tuoi Occhi – The House That Jack Built

“Nei Tuoi Occhi” (2013, titolo originale “Øjesten”, traduzione di Eva Kampmann e Claudia Valeria Letizia) è il romanzo d’esordio dello scrittore ed ex musicista danese Jakob Melander.

In patria e nel resto della Scandinavia “Nei Tuoi Occhi” ha raccolto grande successo e critiche unanimemente positive. Si tratta senza dubbio di un lavoro dignitoso, anche se a mio avviso soffre di alcune ingenuità tipiche di un’opera prima, come un eccesso di stereotipazione del protagonista e qualche tentativo di depistaggio del lettore ancora un po’ goffo. Per parlare di capolavoro serve altro, in primis un maggior distacco da altri autori del genere sia danesi che sopratutto norvegesi.
Personalmente non sono un amante dei flashback e qui ve ne sono, anche se – per fortuna – vengono utilizzati con una certa parsimonia.

Interessanti i riferimenti musicali, specie quelli ai miei amati Led Zeppelin. Melander ha dichiarato che, nelle edizioni inglesi, ogni lavoro legato alla serie dell’ispettore Lars Winkler porterà il titolo di una canzone o comunque un riferimento a un brano musicale. Nel mondo anglosassone, infatti, “Nei Tuoi Occhi” è uscito come “The House That Jack Built”, sebbene l’autore non abbia svelato a quale delle diverse canzoni con quel nome si sia ispirato.

Il titolo originale danese (Øjesten), invece, indica sì il bulbo oculare (o la pupilla), ma è anche un modo per  indicare il favorito (o la favorita) in una relazione nonno verso nipote (in pratica l’equivalente dell’espressione inglese “the apple of my eye”).

Previsioni dell’inquinamento in Europa e Canada

In Canada e qui in Europa è possibile accedere, giorno per giorno, ai dati relativi alla qualità dell’aria. Gli abitanti del Canada hanno a disposizione un indicatore chiamato AQHI (Air Quality Health Index). Noi Europei, invece, possiamo avvalerci del CAMS (Copernicus Atmosphere Monitoring Service). Il vantaggio è la possibilità di confrontare i dati a livello continentale su opportune mappe. Dalle quali, per esempio, si vede che in Padania siamo messi malissimo.

Flygtningen

Uno dei libri più interessanti che ho letto in queste settimane è “Il Fuggitivo” di Olav Hergel (2006, titolo originale “Flygtningen”, traduzione di Eva Kampmann).

Hergel è un giornalista danese che ha lavorato a lungo per il quotidiano Berlingske (quando ancora si chiamava Berlingske Tidende) ed è poi passato al Politiken. Nel 2006, assieme alla fotografa Miriam Dalsgaard, ha vinto il prestigioso Premio Cavling per una serie di reportage sulle condizioni dei bambini rifugiati nei centri d’asilo danesi. Principalmente si è occupato e si occupa tuttora di temi legati all’immigrazione.

“Flygtningen” è un romanzo anch’esso incentrato sul tema dei rifugiati. In sintesi lo descriverei come un artificio letterario cui l’autore ricorre per tracciare una disamina profonda della società danese, con il suo immenso fardello di contraddizioni e ipocrisie. Ma in ultima analisi si tratta delle stesse ipocrisie presenti in tutte le società occidentali.

L’aspetto forse più interessante de “Il Fuggitivo” è l’idea di giustizia che ne emerge, con un punto di vista praticamente identico al mio. L’idea cioè che l’applicazione delle leggi non può essere meccanica, quasi ci trovassimo di fronte a regole logiche e matematiche, ma commisurata al singolo caso umano.

Dal romanzo di Hergel è stato tratto anche un film che spero di procurarmi presto.

WAWWA

Ieri sera RAI4 ha trasmesso il film horror We Are What We Are. A distanza di meno di un giorno ho dato un’occhiata alle varie recensioni presenti in Rete, sorprendendomi non poco per aver trovato – contro ogni attesa – giudizi prevalentemente positivi.

Ritengo che sia già fuori luogo parlare di genere horror, ma al di là di ciò il lavoro in questione mi è parso molto debole e deludente. Gli elementi di sorpresa e tensione sono quasi del tutto assenti, lo svolgimento è lento, quasi statico, spesso noioso, i personaggi mal caratterizzati, i dialoghi insufficienti. L’associazione tra cannibalismo ed estremismo religioso risulta inadeguata e il finale è talmente illogico da risultare ridicolo.

Sjælland (Selandia) = Djævleøen (Isola del Diavolo)

La Danimarca è un Paese piccolo. Piccolo come estensione (meno del doppio della Lombardia) e piccolo come numero di abitanti (poco più della metà di quelli della Lombardia). La Danimarca, inoltre, è un Paese piatto, del tutto privo di rilievi.

Visitandola come turisti è abbastanza naturale percepirla come un territorio omogeneo, sia in termini paesaggistici che – ancor più – da un punto di vista socio-linguistico.
In realtà ci sono Danesi e Danesi e le varie aree sono soggette a una certa stereotipazione.

Ci sono i Danesi dello Jutland, della Fionia, della Selandia, di Bornholm e delle isole meridionali come Falster e Lolland. Se gli abitanti di Bornholm sono prevedibilmente considerati Svedesi e se quelli di Falster e Lolland sono quasi unanimemente ignorati, è tra lo Jutland e la Selandia che si scatenano le maggiori rivalità. I Danesi della capitale considerano gli abitanti dello Jutland come contadinotti, provinciali, taciturni, poco raffinati, lenti di comprendonio; per contro chi vive sulla penisola dello Jutland vede gli abitanti della Selandia come gente inutilmente sofisticata, sempre di fretta e dotata di un’inutile parlantina. Ma al di là di ciò nello Jutland tutti hanno un nome specifico per indicare la Selandia: djævleøen, ovvero “isola del diavolo”.

L’origine di questo nomignolo è molto dibattuta, ma tuttora incerta.

Alvis Hermanis, il regista lettone della Madama Butterfly che va in scena questa sera alla Scala

Alla prima della Scala di questa sera ci sarà anche un significativo pezzo di Lettonia, per l’occasione rappresentata da Alvis Hermanis, che della Madama Butterfly è appunto il regista.

Archetipo contabile

Locuzione usata in modo sistematico da un mio cliente extrapadano al posto di “artificio contabile”.

Spesce

Secondo mia figlia uno spesce è un pesce che si sgonfia come un palloncino.

Al referendum hai votato sì o no?, una domanda doppiamente fallace

Cosa c’è di più innocuo di una domanda come quella posta nel titolo? In apparenza nulla, eppure essa contiene ben due errori logici. Il primo è detto fallacia della “domanda multipla (o complessa)”: si presuppone, infatti, che il soggetto abbia votato (laddove avrebbe potuto astenersi). Il secondo è detto fallacia della “falsa dicotomia”, perché esclude due delle quattro scelte possibili: scheda bianca e scheda nulla.

Det syvende barn

“Il Settimo Bambino” del giornalista danese Erik Valeur (2001, titolo originale “Det syvende barn”, traduzione di Eva Kampmann) è il primo romanzo giallo scandinavo che non sono riuscito a portare fino al termine. Delle 800 pagine di cui si compone ne ho lette, con enorme sforzo, solo 160. Poi mi sono arreso alla noia. E pensare che nel 2012 con questo lavoro Erik Valeur ha addirittura vinto il premio letterario Glasnyckeln, lo stesso che in in precedenza ha consacrato autori come Henning MankellPeter HøegKarin Fossum e Jo Nesbø.