Flygtningen

Uno dei libri più interessanti che ho letto in queste settimane è “Il Fuggitivo” di Olav Hergel (2006, titolo originale “Flygtningen”, traduzione di Eva Kampmann).

Hergel è un giornalista danese che ha lavorato a lungo per il quotidiano Berlingske (quando ancora si chiamava Berlingske Tidende) ed è poi passato al Politiken. Nel 2006, assieme alla fotografa Miriam Dalsgaard, ha vinto il prestigioso Premio Cavling per una serie di reportage sulle condizioni dei bambini rifugiati nei centri d’asilo danesi. Principalmente si è occupato e si occupa tuttora di temi legati all’immigrazione.

“Flygtningen” è un romanzo anch’esso incentrato sul tema dei rifugiati. In sintesi lo descriverei come un artificio letterario cui l’autore ricorre per tracciare una disamina profonda della società danese, con il suo immenso fardello di contraddizioni e ipocrisie. Ma in ultima analisi si tratta delle stesse ipocrisie presenti in tutte le società occidentali.

L’aspetto forse più interessante de “Il Fuggitivo” è l’idea di giustizia che ne emerge, con un punto di vista praticamente identico al mio. L’idea cioè che l’applicazione delle leggi non può essere meccanica, quasi ci trovassimo di fronte a regole logiche e matematiche, ma commisurata al singolo caso umano.

Dal romanzo di Hergel è stato tratto anche un film che spero di procurarmi presto.

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