Allright, Mr. Nesser

Nelle ultime tre settimane ho letto due romanzi dello scrittore svedese Håkan Nesser: “L’Uomo Senza un Cane”* (2006) e “Era tutta un’altra Storia”** (2007). Ieri sera ho inoltre iniziato le prime pagine de “L’uomo con due Vite”*** (2008), terzo capitolo dedicato alla fortunata serie dell’ispettore Gunnar Barbarotti.
In tutti e tre i lavori (ma – dalle mie ricerche – anche nei molti altri libri dell’autore) numerosi personaggi ricorrono in continuazione (e fastidiosamente!) all’espressione “allright”.
Cosa, come minimo, piuttosto singolare. Innanzitutto nei miei viaggi in Svezia (Stoccolma, Malmö, Luleå, Kiruna e una dozzina di località minori) non ricordo di averla mai sentita (né l’ho mai sentita nominare dagli Svedesi incontrati qui a Milano). In Svezia è diffuso quella specie di ibrido linguistico chiamato Swenglish, ma non è questo il nostro caso. In secondo luogo il termine “allright” non esiste; nel mondo anglosassone, infatti, le grafie possibili sono solo due****: “all right” e “alright”; dunque non c’è spazio per “allright”, che verrebbe considerata forma errata.
Da qui l’idea di avviare una piccola indagine personale per andare fino in fondo alla questione.

Possiamo considerarlo un nuovo post dinamico sulla scia di quello che – la scorsa estate – mi ha portato a scoprire la vera identità di Arno Saar. Ottenere di parlare della cosa con Håkan Nesser dovrebbe richiedere molto meno tempo, tuttavia non vi è alcuna garanzia che – una volta raggiunto – lo scrittore sia disposto a discuterne con me. In ogni caso tentar non nuoce.

La prima cosa che ho fatto è stata la consultazione delle fonti originali. L’espressione “allright” è presente anche lì, pertanto è evidente che la traduttrice non ha avuto molta scelta. Ho comunque deciso di contattare ugualmente Carmen Giorgetti Cima (27/01/2017). Per il momento non mi ha risposto. È possibile che non abbia ancora letto la mia mail, oppure non ha avuto tempo di replicare. Più probabilmente, tuttavia, Carmen Giorgetti Cima non ha ben compreso come io possa essere risalito (al primo tentativo) al suo indirizzo mail, che non è pubblico e non compare su nessun sito internet.

Da qui in avanti comincerà una serie di tentativi per giungere sino all’autore. Le prime persone a cui ho scritto (28/01/2017) sono la pittrice Erika Bengtsdotter, l’attrice-regista Lo Kauppi, le attrici Emma Kristina Sahlén e Åsa Karlin.

Oggi, domenica 29/01/2017, è stato il turno della designer e scultrice Elena Berg Österdahl, della giornalista Ulrika Palmcrantz, della scrittrice Johanna Lindbäck, della giornalista e critica letteraria Maria Schottenius e della giornalista freelance Sara Skriver.

Lunedì 30/01/2017. In attesa che qualcuno dei nomi sopra dia un cenno di vita ho scritto alla casa editrice Albert Bonniers Förlag.

Martedì 31/01/2017. La moglie di Nesser lavora come dottoressa a Stoccolma. Il suo indirizzo è pubblico, ma mi sono ripromesso di non utilizzarlo. Ho invece scritto al giornalista Mats Pettersson dello Hela Gotland.

Giovedì 02/02/2017. Erika Bengtsdotter è la prima, e per ora l’unica, a rispondere al mio messaggio. Purtroppo da alcuni anni non è più in contatto con lo scrittore. Nesser ha comprato alcuni dei suoi dipinti e ha lasciato questa nota molto toccante sul suo sito. Anche Erika Bengtsdotter ha trovato strano l’uso di “allright”, ma ha aggiunto qualcosa in più. Nello Svedese di oggi, come in molte altre lingue, è diffuso l’utilizzo di OK, tuttavia – questa la cosa che non sapevo – molti anni fa al posto di OK si usava proprio “alright”.

Giovedì 09/02/2017. Ho iniziato la lettura de “L’uomo che Odiava i Martedì”***** (2010); con un certa sorpresa ho notato che la traduttrice non è Carmen Giorgietti Cima, ma Barbara Fagnoni; lo ho scritto: anche il quarto volume della serie è infarcito di “allright”.

_____
* titolo originale “Människa utan hund”, traduzione di Carmen Giorgetti Cima

** titolo originale “En helt annan historia”, traduzione di Carmen Giorgetti Cima

*** titolo originale “Berättelse om herr Roos”, traduzione di Carmen Giorgetti Cima

**** per quanto “alright” abbia la stessa genesi di “altogether” e “already” (e sia dunque del tutto lecito), sono ancora in molti a raccomandare l’uso in forma scritta della variante estesa “all right” al posto di “alright”

***** titolo originale “De ensamma”

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