Ma di cosa stiamo parlando?

Mi sono accorto di aver maturato una vera e propria avversione per questo modo di dire, di solito utilizzato per minimizzare qualcosa.

Människa utan hund

Håkan Nesser è uno scrittore svedese di romanzi gialli e polizieschi che ho scoperto da poco. La sua produzione vanta dieci libri incentrati sulla figura del commissario Van Veeteren e cinque che hanno per protagonista l’ispettore Gunnar Barbarotti.
Ho deciso di cominciare le mie letture dal primo lavoro della seconda serie: “L’Uomo Senza un Cane” (2006, titolo originale “Människa utan hund”, traduzione di Carmen Giorgetti Cima).
L’approccio iniziale non è stato dei migliori, al punto che nel corso delle prime 150 pagine, in cui non succede quasi nulla, sono stato tentato di abbandonare per passare a un altro autore. Per fortuna le cose hanno preso una piega diversa e Nesser ha finito per conquistarmi.
Rispetto ad altri giallisti Håkan Nesser tende a concentrarsi primariamente sulla caratterizzazione psicologica dei personaggi e sui dialoghi interiori; inoltre l’autore (fortunatamente, dico io) non è incline al colpo di scena a tutti i costi. I suoi romanzi (nel momento in cui scrivo sto leggendo il secondo) sembrano quasi un pretesto per mettere a nudo certi aspetti della società svedese, che dietro una facciata di pulizia e ordine mostra un lato oscuro gretto e squallido. Mi è venuta in mente una cena di circa quindici anni fa con una coppia di giovani manager, datori di lavoro di un amico di allora. A colpirmi è stata una frase che non ho più dimenticato: voi avete un’immagine pubblica pessima, ma in privato siete sorprendentemente virtuosi; noi Svedesi, invece, siamo l’esatto opposto.
Dal punto di vista stilistico la scrittura è molto fluida ed equilibrata. Le trame sono allo stesso tempo semplici e gustosamente originali.

Låt oss spela varpa!

La lettura dei romanzi di Håkan Nesser mi ha fatto scoprire l’esistenza del varpa, un gioco di origine vichinga che è in qualche modo riconducibile alle bocce; in questo video ci si può fare un’idea di come funziona.

Uffa, ma chi è che mi disordina sempre la scrivania?

La frase che compare nel titolo è stata pronunciata da mia figlia qualche giorno fa. E mi ha molto sorpreso. Mi ha sorpreso perché sino ad allora non sapevo nemmeno che il verbo disordinare si potesse utilizzare in quel modo, anzi, non sapevo nemmeno che esistesse. In tutta la mia vita, nelle conversazioni e nelle mie numerose letture, non l’ho mai incontrato. Quindi, o mia figlia lo ha sentito da qualche parte (ma ho forti dubbi) oppure lo ha costruito per analogia con verbi simili.
Dalle mie parti (Milano) si usa esclusivamente il verbo ordinare; quando se ne deve fare l’opposto si ricorre all’espressione “mettere in disordine”. Un po’ come in Inglese l’opposto di sort non è unsort*, ma mess up.

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* il verbo unsort in realtà esiste, ma solo come neologismo usato in informatica; se ad esempio immaginiamo di ordinare (sort) una tabella Excel, con l’operazione di unsorting non si intende scombinare i record in modo causale, ma ripristinare l’ordinamento precedente; un po’ come nel caso del comando undo il prefisso “un” ha il significato di annullamento dell’ultima operazione

Trumpquake

Qui da noi il termine “Trumpquake”, cioè l’effetto terremoto dovuto all’elezione di Donald Trump alla presidenza USA, è poco conosciuto e ancor meno utilizzato, probabilmente perché, nella nostra lingua, il gioco di parole non ha una resa equivalente. Negli Stati Uniti, e ancor più nel mondo anglosassone, “Trumpquake” è invece diffusissimo.
Sono in molti a contendersene la paternità ed è possibile – direi praticamente certo – che vi siano state origini indipendenti e quasi simultanee. Tra i primi a utilizzarlo (nei suoi affilatissimi articoli) va menzionato il giornalista Edward Lucas, autorevole penna dell’Economist, esperto di Unione Sovietica (ieri) e del mondo balto-russo (oggi), membro del CEPA (Center for European Policy Analysis), ex corrispondente dell’Independent e della BBC, articolista occasionale del Daily Mail, co-fondatore del The Baltic Independent, primo e-residente d’Estonia e autore, nel 2008, del libro “La Nuova Guerra Fredda. Il putinismo e le minacce per l’Occidente”.

Appuntamentare

Letto poco fa in una mail di un mio cliente.

Eglė Žvirblytė

Eglė Žvirblytė è un’illustratrice lituana un po’ sui generis. Qui potete dare un’occhiata ai suoi lavori.

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