Salvare il Livone non è da eccentrici e testardi, è un gesto d’amore

Poco fa mi sono imbattuto in questo articolo di tal LinkPop su Linkiesta. Un pessimo modo di fare giornalismo, o “citizen journalism”, come dicono loro. Uno scritto pieno di giudizi, prevalentemente negativi, in cui – tra l’altro – si afferma che (non è uno scherzo) il ceppo linguistico ugro-finnico “comprende ungherese, finlandese e lettone”. Complimenti per la chicca (imparate almeno a copiare!). Per non parlare del nazionalismo lettone che, secondo l’autore o l’autrice, a un certo punto della storia sarebbe “tornato di moda”. E dov’è l’articolo di Atlas Obscura? Lo si cita, lo si scopiazza un po’ (scambiando appunto lingua lettone ed estone), ma il link non c’è (lo trovate qui; inoltre – come quasi sempre accade – l’originale è ben più interessante della frettolosa e maldestra sintesi, oltre che essere impeccabile dal punto di vista dell’etica giornalistica). Il pezzo di Atlas Obscura cita anche il linguista Valts Ernštreits; basta guardarlo per capire che all’università di Tartu conta quello che sai e sai trasmettere nell’insegnamento, non il modo in cui ti presenti. La mia ex fidanzata estone ha studiato il Livone proprio a Tartu e, per quel che mi riguarda, quella livone è una lingua dalla musicalità molto accattivante, una specie di Estone più morbido, melodico e dolce.

Write any number in words…

Write any number in words (in English), count the number of letters, write this new number in words and so on… you’ll always end with number 4.

La poltrona russa russa in poltrona

Doppia antanaclasi simmetrica.

When you’ve seen one shopping center, you’ve seen a mall

Gioco di parole inglese basato sull’omofonia tra “you’ve seen a mall” (hai visto un centro commerciale) e “you’ve seen ‘em all”* (li hai visti tutti).

_____
* ‘em all è la contrazione di them all (tra gli esempi più celebri ricordiamo “Kill ‘em All”, l’album d’esordio dei Metallica )

Lumache giganti o le unghie del gigante?

Giant snails or giant’s nails?

In quanti modi vado in buca?

Dato un biliardo e 15 palle numerate, in quanti modi diversi posso mandarle in buca? Le possibili sequenze sono oltre 1.307 miliardi, più esattamente:

15! = 1.307.674.368.000

Scommetto che pensavate a un numero molto più piccolo.

Le Iene parlano di Daiana Mori

Nella puntata de Le Iene di ieri sera è stato mandato in onda un servizio di Roberta Rei sulla casalinga di Ospitaletto che, dopo aver girato un film porno, si è vista sottrarre l’affido dei due figli.
Chi ha visto il programma non avrà potuto fare a meno di notare le numerose contraddizioni in cui è caduta la donna; e pensare che a chiedere l’intervento della trasmissione era stata proprio lei.
Il servizio, però, non ha svelato tutti i dettagli. Innanzitutto per questioni di privacy non è stato fatto il nome della quarantasettenne bresciana, tuttavia – visto che già a Dicembre 2016 ne avevano parlato alcuni quotidiani* – si può almeno citare il nome d’arte: Daiana Mori. In secondo luogo i film da lei girati sono sei, non uno; se ne possono visionare le copertine qui (attenzione alle immagini, non per minori); da ultimo, tutti i film sono produzioni della Centoxcento VOD di Alex Magni, ovvero – qualitativamente parlando – il peggio del porno casereccio amatoriale (il giudizio è personale).

_____
* si veda ad esempio questo articolo di Gianpaolo Iacobini (Il Giornale, 29/12/2016)

Alimenti a calorie negative. Come è possibile?

Ho scoperto di recente che alcuni alimenti, per esempio il sedano, vengono definiti “a calorie negative”. Immagino debba trattarsi di una definizione giornalistica: da un punto di vista scientifico, infatti, parlare di calorie negative è del tutto privo di significato. Ha invece senso dire che alcuni alimenti generano un saldo metabolico negativo; circostanza che si verifica quando il processo che porta alla loro digestione consuma più calorie di quelle che gli stessi alimenti contengono.

Plutone il calmo

Tra il momento della scoperta di Plutone (18 Febbraio 1930) e oggi sono passati 87 anni. La Terra ha orbitato intorno al Sole 87 volte, ma nello stesso periodo l’ex nono pianeta ha compiuto intorno al Sole solo poco più di un terzo di orbita: l’anno plutoniano, infatti, è lungo 247,8 anni terrestri.

Il suono di Pac-Man è dentro di noi

Istruzioni: infilate un dito nell’orecchio, quindi grattate con un movimento ritmico basso-alto. Cosa udite?

Scudi padani, parchimetri e numeri coprimi

Immaginiamo che questa mattina vi siete svegliati in un nuovo mondo: la Padania è uno Stato indipendente e lo scudo ne è la valuta ufficiale. Gli scudi sono disponibili come monete e banconote. I tagli delle monete sono da 1, 2, 3 e 5 scudi. I centesimi e le banconote al momento non ci interessano. All’atto di cambiare in banca i vecchi euro in nuovi scudi avete scelto di farvi dare un grosso quantitativo in monete da 3 e 5 scudi. Questo perché ogni giorno dovete utilizzare un parcheggio il cui parchimetro è appunto alimentato a monete. Nell’anno 2017 il costo per lasciare l’auto dalle 8:00 alle 17:00 nel parcheggio vicino al vostro ufficio è di 8 scudi. Per scoraggiare l’uso delle auto private in favore dei mezzi pubblici il governo ha deciso che il prezzo dei parcheggi aumenterà di 1 scudo ogni anno. Oggi avete 21 anni ed è il vostro primo anno di lavoro. Per ottenere la pensione servono 40 anni, quindi lavorerete fino a 60 anni. Il costo del parcheggio passerà dagli attuali 8 scudi ai 47 scudi del 2056.

Domanda: utilizzando solo monete da 3 e 5 scudi sarà sempre possibile avere ogni anno la somma esatta per acquistare il biglietto del parcheggio?

Risposta: sì. Vale un teorema poco noto: dati due numeri coprimi a e b la quantità abab rappresenta il massimo numero non ottenibile come composizione di a e b. Al di sopra di questo valore la composizione è sempre possibile.

Nel nostro caso a = 3 e b = 5, dunque 3*5 – 3 – 5 = 7 è il massimo valore non ottenibile componendo tra loro 3 e 5. Da 8 in poi è sempre possibile esprimere un numero intero n come combinazione di 3 e 5. Esempi:

8 = 3 + 5
9 = 3 + 3 + 3 (= 3*3)
10 = 5 + 5 (= 2*5)
11 = 3 + 3 + 5 (= 2*3 + 5)

Va da sé che stiamo qui considerando composizioni unicamente positive, non sono cioè valide soluzioni del tipo 7 = 5 + 5 – 3.

Unico come un mazzo di carte mischiato

Prendete un comune mazzo di 52 carte e mischiatelo. È un’operazione che nella vostra vita avrete fatto decine o centinaia di volte; così come, nel corso dei secoli passati, hanno fatto altrettante volte centinaia di milioni o forse miliardi di persone; e altri miliardi di persone lo faranno da qui alla fine dell’umanità. Bene, ma nonostante ciò possiamo affermare che la successione di carte che compone il mazzo di carte da voi appena mischiato è praticamente unica nella storia dell’uomo. Ce lo dice la matematica. I modi di ordinare un mazzo di carte sono 52!, un numero che è circa 8 seguito da 67 zeri. Per capirci, il numero di stelle che compone il nostro universo (circa 1,2 seguito da 23 zeri) è enormemente più piccolo. Così come è circa un miliardo di miliardi più piccolo il numero di atomi di cui si compone il pianeta Terra.

Dietro Yngwie Malmsteen c’è Gidons Krēmers

Ogni serio appassionato di musica rock, in particolare di rock duro, conosce e stima il chitarrista svedese Yngwie J Malmsteen. E ogni serio appassionato di rock duro conosce la sconfinata ammirazione di Malmsteen per Niccolò Paganini e i suoi “capricci”. Pochi, invece, anzi pochissimi, conoscono l’origine di tutto ciò. A folgorare Malmsteen all’età di sette anni è stato il violinista lettone Gidons Krēmers (di cui ho parlato più volte su questo blog, per esempio qui). In questo video, tratto da un vecchio e apprezzato film del 1983 con Nastassja Kinski, potete gustarvi Krēmers che esegue Paganini. Ma, per chi ha voglia e tempo di navigare un po’, YouTube mette a disposizione moltissimo altro materiale di grande interesse.

Papino, a cosa serve Gesù bambino?

Mia figlia ieri. In questo periodo è nella fase “papino, a cosa serve x?”, quindi ogni giorno mi propone almeno una dozzina di quesiti di tal fatta.

Un pomeriggio con Odeta Tumėnaitė-Bražėnienė

Mia figlia e altri bambini della comunità lituopadana di Milano ieri pomeriggio hanno trascorso un paio d’ore in compagnia dell’artista lituana Odeta Tumėnaitė-Bražėnienė.
Attraverso il gioco hanno sperimentato l’arte della decorazione delle uova mediante la tecnica della cera calda.
Oltre a ciò la Tumėnaitė-Bražėnienė realizza sculture in legno e incisioni su lineleum, ma la sua specialità sono i ritagli di carta. Il sito ufficiale (cui non guasterebbe un lavoro di ammodernamento) offre un ampio campionario delle sue opere, ma vi assicuro che vederle dal vivo e persino poterle toccare – come è capitato a noi – è tutta un’altra cosa.

Le canzoni per bambini di Alice Tegnér

Ho scoperto Alice Tegnér grazie a una citazione contenuta nel romanzo di Håkan Nesser “Confessioni di una Squartatrice” (2012, titolo originale “Styckerskan från Lilla Burma”, traduzione di Carmen Giorgetti Cima). Nonostante la Tegnér abbia fatto parte di un’epoca ormai lontana (1864 – 1943) molti dei suoi brani sono stati rieseguiti da artisti svedesi vissuti dopo la sua morte e ancora oggi si possono ascoltare su YouTube (per esempio qui).

Stai di nuovo battologizzando!

Uno mio cliente ha una strada abitudine: ripetere la parte terminale di un discorso (una breve frase) tre, quattro, cinque o anche sei volte. Ad esempio, se il discorso si conclude con “mi segno il punto e ne parlo con i venditori nella riunione di venerdì pomeriggio”, il brano tra virgolette viene ripetuto non meno di tre volte. Oggi ho scoperto che questo difetto ha un nome specifico: battologia (definita dal vocabolario Treccani come: ripetizione inutile e tediosa di parole, per vizio abituale o per inopportuna pedanteria); da essa derivano l’aggettivo battologico e il verbo battologizzare.

Spoonfeed

Spoonfeed è la più lunga parola della lingua inglese con le lettere ordinate in senso alfabetico inverso.

L’opposto del déjà vu

È il “jamais vu” (mai visto). Fate klik sul link per capire di cosa si tratta.

Schoolmaster

Anagrammando “schoolmaster” si ottiene “the classroom”.

Il banchetto olandese

Di recente ho scoperto l’espressione inglese “Dutch feast”; per quanto rara, essa è utilizzata per indicare una situazione in cui l’organizzatore dell’evento (per esempio una cena) si ubriaca prima dei suoi invitati.
La definizione originale è la seguente: “a Dutch feast is one at which the host gets drunk before his guests do”.

Tesoro, puoi darmi una grattatina all’acnestide?

Il termine “acnestide” è uscito dalla nostra lingua circa un secolo e mezzo fa, ma – non ho dubbi – è uno di quei vocaboli che non esiterei a recuperare.
Indicava quella zona della schiena che i quadrupedi non riescono a raggiungere, e quindi a grattarsi.
Non solo è da riportare in vita, ma va anche esteso a noi umani.

Sono pronta, scendo tra un quarantesimo di ora

C’è stato un tempo in cui il “momento” era una vera e propria unità di misura. Accadeva in epoca medievale nell’attuale Gran Bretagna.
Le meridiane erano gli strumenti allora utilizzati per misurare le ore (dette ore solari) che, a differenza di quanto accade oggi, non erano fisse; al contrario, poiché definite come la dodicesima frazione del tempo intercorso tra il sorgere e il calare del sole, variavano – anche considerevolmente – in base alla lunghezza del giorno, cioè in funzione delle stagioni.
Ogni ora era suddivisa in quaranta “momenti” (dal termine latino momenta, plurale di momentum*) e, in media, un momento misurava novanta secondi. Inoltre le ore erano suddivise in quattro “puncta” (i moderni quarti d’ora) e dieci “minuta”.

_____
* cioè “movimento”, perché in relazione al movimento dell’ombra proiettata dal Sole sullo strumento

Crutch words, gli intercalari in Inglese

Un numero consistente di parlanti, probabilmente la maggioranza, tende a infarcire i propri discorsi di intercalari, ovvero parole (ma a volte anche semplici suoni) a cui non è associato un contenuto semantico specifico e che non svolgono alcuna funzione strutturale, se non in termini puramente espressivi. Di fatto si tratta di semplici riempitivi.

Gli intercalari sono caratteristici di tutte le lingue. In Inglese sono chiamati “crutch words”, cioè “parole stampella”, perché utilizzati per puntellare una frase o un intero discorso.

La varietà degli intercalari usati in Inglese è molto più ridotta rispetto agli omologhi toscani, tuttavia i parlanti inglesi – almeno in base alla mia esperienza – vi ricorrono più spesso.
E visto che i termini in questione non sono molti possiamo tentare di darne un elenco parziale (non per importanza o frequenza, ma secondo un semplice ordine alfabetico).

– actually
– anyway
– awesome
– basically
– definitely
– fucking
– honestly
– like
– like/as I was saying
– literally
– obviously
– so
– um
– well
– you know
– right*
– bloody*
– quite*

Se ne conoscete altri vi invito a rimpolpare la lista.

_____
* contributo di “La mamma di Odino, gatto arancione”

Swims ruotata di 180 gradi

Si legge ancora “swims” (se scritta in maiuscolo e con il font opportuno).

Voci precedenti più vecchie