La polizia insegue un’auto bianca per le strade di Vilnius

Qui il video.

La polizia di Tallinn insegue e sperona una moto che va a 100 km/h in città

Qui il video. Questa mattina ho parlato con alcuni amici e conoscenti in Estonia: i pareri sull’operato della polizia sono divisi, ma il numero dei favorevoli è superiore a quello dei contrari.
Il motociclista (un venticinquenne) guidava senza patente, non si è fermato ai numerosi alt delle forze dell’ordine, e ha rischiato di mettere in serio pericolo la vita di altre persone (oltre che la propria e quella della ragazza ventiduenne seduta dietro).
La polizia si è presa qualche rischio, ma ha agito con la finalità di contenere i danni, fortunatamente riuscendovi.
Lo speronamento è avvenuto a una velocità di circa 50 km/h, mentre in alcune fasi dell’inseguimento la moto ha toccato velocità prossime ai 200 km/h.
Il veicolo è stato intercettato in Pirita tee (facendo segnare una velocità di 101 km/h) e ha poi proseguito lungo Kloostrimetsa tee, Pärnamäe tee e Narva maantee. Il punto dello speronamento è quello della rotonda in cui la Narva maantee incontra la Vaana-Kuuli.

Ganglioneuralgia sfenopalatina

È il nome scientifico dell’emicrania da gelato.

Esempi di volgarizzazione del marchio

Chi come me è stato adolescente nei primissimi anni ’80 ha probabilmente avuto un Sony Walkman con cui ascoltare le proprie (musi)cassette preferite. Un dispositivo portatile che ha segnato una rivoluzione profonda (e sopratutto irreversibile) nell’ambito della fruizione di contenuti musicali.

Per quanto i marchi che all’epoca producevano apparecchi di quel tipo fossero piuttosto numerosi non c’è dubbio che tutti noi si era soliti parlare quasi unicamente di Walkman, o addirittura di Sony (mi presti il tuo Sony quando torniamo a casa in pullman?).

Un singolo modello e una sola azienda che – per meritate ragioni pionieristiche – divengono in brevissimo tempo il punto di riferimento di un’intera generazione di giovani.
La parte per il tutto. Tecnicamente si tratta di una sineddoche, ma in un caso come questo si parla più specificamente di “volgarizzazione del marchio”.

Quello che intendo fare qui non è affrontare la materia dal punto di vista del diritto industriale*, ma proporre un elenco il più possibile esteso di quei marchionimi** che, nel corso degli anni, si sono affermati emergendo da un contesto di decine di migliaia di altre proposte.
Alcuni dei nomi sotto sono più forti di altri; in taluni casi, poi (come per walkman e ipod), c’è una forte caratterizzazione temporale.

I lettori abituali, come quelli di passaggio, sono invitati a dare il loro contributo.

– alcantara****
– after eight
– aspirina
– attak
– baedeker*****
– bikini
– biro
– borotalco
– canadair
– candeggina
– cellophane
– cornetto
– eternit
– fòrmica
– gommapiuma
– ipod
– jacuzzi
– jeep
– kleenex
– k-way
– lego
– lemonsoda
– liebig
– linoleum
– mercurocromo
– mottarello
– nutella
– nylon
– pennarello
– piumone
– plastilina
– plexiglas
– polaroid
– pongo
– post-it
– pullman***
– rimmel
– salvavita
– scolorina
– scotch
– scottex
– sottiletta
– tabasco
– tampax
– tartan
– teflon
– termocoperta
– tetrapak
– thermos
– tomtom
– valium
– vaselina
– velcro
– vinavil
– walkman
– zip

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* la volgarizzazione del marchio è materia regolata da un apposito sistema di norme, con differenze (anche notevoli) da Paese a Paese

** il marchionimo è il nome commerciale di un determinato prodotto (o linea di prodotto) o il nome dell’azienda che lo produce

*** segnalato da Lele

**** segnalato da Lith-1

***** segnalato da Lele

Formaggio di legno

“Hei papino, ma cosa ci fa qui un pezzo di formaggio di legno?”. Mia figlia ieri mattina nei pressi del locale spazzatura del nostro condominio dopo aver adocchiato il cuneo di legno che serve per tenere aperta la porta.

Che colore è il Dutch pink?

Una tonalità di rosa? Ovviamente no: è una gradazione di giallo.

Quintangolo, quintagono o pentangolo?

Quale dei tre termini proposti nel titolo sarebbe il più corretto dei possibili nomi alternativi del pentagono e perché?

 

Ho mandato due lettere a Eva

– Ho mandato due lettere a Eva
– E come è finita?
– Bah, mi ha risposto una tal Sveva

Speed test

Tempo misurato in settimane tra il momento in cui un Estone riceve una mail e il momento in cui risponde.

Banamai

Bananas + namas = banamas, da cui banamai (plurale di banamas).
Gioco di parole creato con mia figlia. Bananas (maschile) significa banana, mentre namas (maschile) significa casa, ma viene usato solo al plurale.
Quindi banamai = casa di banana.

Ma~

Mia figlia ha un’amichetta il cui nickname è Ma~. Qual è il suo nome per esteso?

Vacuum, continuum, residuum, menstruum

Quattro parole della lingua inglese in cui è presente la rarissima doppia u. Sono tutte di origine latina. La prima è di uso comune, le altre fanno parte del lessico specialistico. Da notare che “menstruum” indica in chimica un particolare tipo di solvente, e solo come significato secondario è collegato a mestruo. Gli altri casi di doppia u, di origine latina e non, si trovano qui.

Scraunched

Dieci lettere, una sola sillaba.

La carica dei 101

Due bambini hanno inscenato la rappresentazione del film “La Carica dei 101” usando solo cinque cani, ciascuno dei quali non ha ricopero più di un ruolo. Eppure il titolo del film è perfettamente lecito. Come è possibile? Aiutino: i genitori dei bambini lavorano in ambito informatico.

They don’t RSVP

Questa notte leggevo un articolo di matematica sulla decrescita esponenziale applicata ai tornado quando mi sono imbattuto nella frase che compare nel titolo di questo post. Al che, dopo una brevissima ricerca, ho capito che gli Statunitensi hanno trasformato la nota espressione di cortesia RSVP (Répondez, s’il vous plaît) in un verbo. Cavolo! Anzi… WTF!

Plans for summer? Yes, staycation

Prima di oggi non mi ero mai imbattuto nel neologismo “staycation”, che dalle occorrenze presenti in Google sembra – tra l’altro – un termine piuttosto diffuso. Si tratta di una parola macedonia nata dall’unione di “stay-at-home” e “vacation”, cui Wikipedia dedica una sua pagina, questa*.

Staycation mi ha fatto venire in mente la tipica espressione milanese che le persone della generazione dei miei nonni fornivano come risposta a chi chiedesse loro dove avrebbero trascorso le vacanze estive: a castoo in provincia de caresti (pronuncia: a kastu in pruintʃa dé karèsti; gli accenti sono indicati in sottolineatura), cioè “sto-a-casa, in provincia di resto-a-casa”, anche se la resa in Toscano è fortemente limitata rispetto all’originale.

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* sempre grazie a Wikipedia ho appreso dell’esistenza del corrispondente svedese “hemester

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Acrobazia. Letta in Rete.