Playback, l’anglicismo che in Inglese non c’è

In ambito musicale, ma con frequenza minore anche in ambito teatrale, quando un artista canta e/o suona su una base preregistrata si parla notoriamente di playback. Un termine di chiara origine inglese che, tuttavia, in Inglese non esiste. O meglio, esiste* ma con un significato diverso. Di fatto siamo di fronte a un (ennesimo caso di) falso anglicismo.

Il Merriam-Webster, per esempio, fornisce la seguente definizione di playback: “an act or instance of reproducing recorded sound or pictures often immediately after recording” or “a recording that is heard or seen again” (es. the band listened to a playback of their first recording).
Altri dizionari (come il Collins, il Cambridge e l’Oxford) danno definizioni molto simili (rispettivamente qui, qui e qui).

Tra playback inglese e playback toscano non esiste dunque alcuna corrispondenza. Quello che noi chiamiamo playback in lingua inglese è reso con “lip sync”** (quando a essere preregistrata è la sola voce) e “finger sync” (quando sono preregistrate le basi strumentali).

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* il termine fa la sua prima comparsa nel 1929

** forma abbreviata di “lip synchronization”; altre forme in uso sono: “lip-sync” e “lip-synch”

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