Killer bambino o infanticida?

In ambito giornalistico negli ultimi anni abbiamo assistito alla nascita di molte locuzioni composte da due termini, il primo dei quali è baby (baby pensionati, baby spacciatori, baby prostitute, …).
In prevalenza si tratta di formazioni linguistiche associate a concetti negativi, caratterizzate dall’estensione a individui in giovane o giovanissima età di comportamenti (di scarsa o nulla liceità) tipici degli adulti.
Il sostantivo inglese baby funziona da prefissoide e agisce, modificandone il senso, sul successivo termine di lingua toscana.
Quando invece anche il secondo elemento del binomio proviene dall’Inglese possono nascere casi di falsi anglicismi. L’esempio più rappresentativo è “baby killer”, tra l’altro piuttosto diffuso, che noi interpretiamo nel senso di assassino bambino e che un anglofono tradurrebbe con infanticida. Da notare, infatti, che con baby non ci si riferisce genericamente a un bambino (come mia figlia di cinque anni e mezzo), ma esclusivamente a un neonato.
Sul tema non mi dilungo oltre dal momento che internet offre a riguardo un buon numero di risorse.

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