23 giorni da solo con la lituosuocera. Šešta diena – Giorno 6

Ieri osservavo mia suocera di spalle fuori dal supermercato Maxima di Švenčionys mentre era in piedi davanti al bancomat intenta a prelevare. E mi sono reso conto che aveva la stessa postura di quando è in cucina davanti ai fornelli. Gambe larghe e leggermente piegate, quasi come se fosse pronta per affrontare un pericolo o a lottare contro un avversario. Detta così non rende molto bene, ma vi assicuro che non è un modo molto naturale di stare in piedi.
Questa storia delle gambe divaricate e piegate, poi, fa sì che quando cammina ha delle oscillazioni in senso verticale molto più pronunciate di noi altri umani. Cioè, se – come si fa in alcune animazioni computerizzate – immaginate di cancellare il corpo e sostituire la testa con un puntino luminoso che scorre su uno sfondo nero, vedreste questo puntino muoversi, oltre che in orizzontale, anche su e giù con dei movimenti piuttosto ampi. E così mi sono detto che una come mia suocera io riuscirei a riconoscerla ovunque anche senza vederla in faccia.

Mia suocera se deve comunicarmi un concetto semplice usa tremila parole, e questo ve l’ho già raccontato. Oggi, però, ho capito una cosa. Mia moglie mi ha spiegato che fa così perché se non capisco la prima volta prova a ridirmi quello che voleva dirmi con parole diverse. Il punto è che magari la prima volta qualcosina riesco ad afferrare, ma le successive è quasi sempre buio totale.
Il perché è presto detto: a ogni ripetizione usa vocaboli sempre più difficili e frasi sempre più lunghe e contorte. Un po’ come se uno vi chiede se avete il mal di denti, voi non capite e allora ci riprova con un “non è che magari risenti di un’odontalgia all’arcata superiore sinistra?”.
L’altra giorno, per esempio, mi ha detto qualcosa che conteneva la parola “salotos” (insalata), ma non avendo compreso il senso della frase sono rimasto muto e con uno sguardo inequivocabilmente interrogativo. Allora lei ha ricominciato a parlare ma a quel punto la parola “salotos” non è più ricomparsa.

Anche oggi, comunque, è stata una giornata abbastanza tranquilla, quindi il post lo faccio breve che così riesco a recuperare qualche ora di sonno.

Il primo quarto di avventura, intanto, se ne è quasi andato: 417 ore al termine.

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. La mamma di Odino, gatto arancione
    Lug 20, 2017 @ 00:00:26

    Ci tengo a dirti che ho seguito fedelmente tutte le tue cronache quotidiane finora e sono davvero esilaranti, se realistiche e “crude”. More, more, tell me more! È evidente, però, che per te che sei lì è un’altra cosa, dal punto di vista emotivo e pratico. Continua a raccontare, sfogati, sii paziente con lei, se puoi (ma si vede che lo sei) e tieni duro. La meta non è così lontana!

  2. Nautilus
    Lug 20, 2017 @ 08:36:41

    @ La mamma di Odino, gatto arancione

    E io ci tengo a dirti che sono molto lusingato che mi segui!
    Grazie per il commento, mi ha fatto molto piacere.

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