23 giorni da solo con la lituosuocera. Aštuoniolikta diena – Giorno 18

Oggi è stato l’ultimo giorno del mese e con il carico di lavoro che mi è piovuto addosso (ho dovuto persino annullare la lezione con la Tati) mia suocera l’ho vista poco. Quindi tutto bene per forza.

Segnalo solo un paio di avvenimenti.
Il primo è che abbiamo fatto colazione alle 12:03; il secondo è un temporale, tanto intenso quanto breve, che si è verificato intorno alle 14:00, durante il pranzo.
Questo secondo elemento è degno di nota perché mia suocera se ne è uscita con la teoria che in queste occasioni (cioè durante i temporali e, in particolare, in presenza di fulmini) bisogna evitare di parlare al cellulare.
Una vaccata colossale, frutto di una bufala che è circolata su internet nel 2006. Da tre o quattro anni a questa parte, però, mia suocera subisce l’influenza del fratello di mia moglie che, ogni due per tre, se ne esce con una nuova sparata da perfetto complottista. Giusto per dirne una, lo scorso anno mi ha parlato con entusiasmo di Tullio Simoncini; se non lo conoscete è quello secondo cui il cancro è un fungo. Inutile dire che Simoncini è stato radiato dall’Ordine dei Medici, ma questo è il meno: chi, infatti, volesse approfondire gli aspetti giudiziari in cui è incappato il nostro genio incompreso può dare un’occhiata a questa pagina di Wikipedia.

Mi sono invece scordato di citare una cosa accaduta ieri e che potremmo classificare come “nel posto sbagliato al momento sbagliato”. Chi in questi anni ha seguito le mie avventure in terra lituana sa che, qui in campagna, nel giardino dietro la nostra casetta abbiamo un nido di cicogne. Nonostante la prossimità le cicogne restano però animali che non si lasciano avvicinare dall’uomo. Dunque, nonostante la piacevole abitudine di poterle osservare ogni giorno semplicemente volgendo lo sguardo all’insù, nelle rare occasioni in cui una di loro zampetta a quattro o cinque metri dalla porta di casa si percepisce l’emozione e l’importanza dell’evento. E ieri sera una delle nostre cicogne era proprio qui fuori. Allora mi sono precipitato in camera e ho preso la macchina fotografica per tentare qualche scatto ravvicinato. Ma non appena giunto in cucina (che è da dove obbligatoriamente si passa per uscire) mia suocera mi ha piazzato in mano due piatti di kugelis dicendomi: ecco va, questi portali di là in sala. Tempo perso e, ovviamente, cicogna volata via.

Ah, ieri è anche venuto lo zio Juozas con una borsetta di plastica (di quelle per fare la spesa che da noi hanno abolito da qualche anno) dentro cui c’era un piccolo pesce (a sua detta) appena pescato. Doveva essere per me. Però, visto il non proprio esaltante aspetto dell’esemplare ittico, ho deciso di archiviarlo in frigo senza pensarci troppo. Credo che oggi sia finito tra le fauci della nonna Milda. Comunque, l’importante è che non sia andato sprecato.

Ore la termine: 129

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