23 giorni da solo con la lituosuocera. Devyniolikta diena – Giorno 19

Ricordate la teoria secondo cui in presenza di temporali non si dovrebbe parlare al cellulare? Ve ne avevo riferito ieri. Sentite un po’ cosa invece ho scoperto oggi.

Ieri sera è finito il gas e così stamattina abbiamo ordinato una nuova bombola*. Mentre facevo una riunione su Skype è arrivato un tipo che ha fatto la sostituzione. Una mezzora più tardi sono andato a vedere che modello di bombola era stato messo e mi sono accorto che intorno alla stessa mia suocera ci tiene avvolta una ciabatta elettrica in tensione con due spine inserite (una per alimentare il tostapane e l’altra per il micro-onde). Cioè la ciabatta è a pochi centimetri (meno di 10) dal rubinetto della bombola. Capito il senso di sicurezza del lituogenio? E dietro la sottile parete di legno, proprio in corrispondenza di quella bombola, ci dorme mia figlia.

In giornata mia suocera si è di nuovo fatta vedere poco. Il tempo è bello, dunque deve curare l’orto e occuparsi sopratutto delle sue patate. Inoltre mi sono preso un po’ di tempo per andare al supermercato Maxima di Švenčionys per rifornirmi di birra, acqua, pane, cereali per la colazione, pasta, mozzarella e cioccolato. E poi sono andato dalla Tati per la nostra penultima lezione di Lituano, e mi sono trattenuto un po’ con lei anche dopo per parlare dei parchi e delle riserve naturali che varrebbe la pena visitare. Insomma, me ne sono stato fuori per un po’.
Torno e mia figlia, venendomi incontro, mi dice: papino, lo sai che oggi ho fatto la brava come mi hai detto tu? Così le ho dato un paio di minuscole tavolette di Milka (che non vedeva un grammo di cioccolato più o meno da venti giorni). Rispetto ad altre famiglie noi di dolci a nostra figlia ne diamo davvero pochi. Quindi, cosa cavolo viene a rompere mia suocera con il suo nuovo mantra contro il demonio zucchero? L’ultima battaglia di suo figlio, infatti, è proprio quella contro lo zucchero. Ciò che non è ben chiaro a questa gente è che lo zucchero va certamente limitato, ma mica abolito. Poi però da queste parti – come se nulla fosse – si consumano quantità spaventose di burro, panna acida, latte e sale, ma di queste chi se ne frega. Qui – così vi rendete bene conto della situazione – il burro lo spalmano sul pane anche quando sopra ci mettono il prosciutto o il salame. Pane, burro e salame; oppure pane, burro e prosciutto. Vi è chiara la cultura alimentare che vige da queste parti? Ora, io amo la Lituania, la adoro per molte cose, ma qui in fatto di cucina sono indietro di duecento anni a stare stretti.

Comunque stasera mia figlia voleva la pasta, ma mia suocera ha di nuovo frignato. Ha detto che oggi di roba a base di farina ne aveva già mangiata troppa, quindi niente pasta. Una volta tanto, però, la cena è stata a base di zucchine, cetrioli e pomodori, quindi almeno in fatto di salute non ho avuto nulla da ridire. No perché, altre volte, l’alternativa alla pasta magari era del prosciutto cotto (nulla che vedere con il nostro di prosciutto cotto, piuttosto un würstelone che nemmeno gli somiglia) rosolato nel burro, nell’olio di semi o in entrambi.

Anche questa giornata è giunta al termine. 105 ore alla fine. Tempo trascorso: 80,98%.

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* siamo in un villaggio senza nemmeno l’acqua potabile, c’è la corrente elettrica, ma non siamo certo allacciati a una rete di distribuzione del metano; che poi in prevalenza le cucine sono alimentate a elettricità anche a Vilnius

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