Nel mɛddzø del kammin di nostra vita…

Su suggerimento di zoppaz trascrivo l’incipit de l’Inferno di Dante.

Nel mɛddzø del kammin di nostra vita
mi ritrøvai per una sɛlva øskura,
kekè la diritta via era zmarrita.

Di seguito l’originale:

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.

6 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Lele
    Ott 26, 2017 @ 12:14:37

    ke la diritta via era zmarrita

    Hai pensato come ovviare all’ambiguità che potrebbe sorgere traducendo con “ke” sia il “ché” preposizione sia il “che” pronome?

  2. Nautilus
    Ott 26, 2017 @ 18:06:42

    @ Lele

    Uh, mi sono dimenticato l’accento, hai ragione. Corretto.
    Occhio che “ché” è congiunzione non preposizione (http://www.treccani.it/vocabolario/che/).

  3. Lele
    Ott 27, 2017 @ 10:39:15

    @ Nautilus
    Occhio che “ché” è congiunzione non preposizione
    Mi cospargo il capo di cenere. 😦
    E sì che le avevo studiate in terza elementare
    di-a-da-in-con-su-per-tra-fra

    … subito dopo avere imparato ma-con-gran-pena-le-re-ca-giù 🙂

  4. Lele
    Ott 27, 2017 @ 10:53:16

    @ Nautilus
    Uh, mi sono dimenticato l’accento, hai ragione. Corretto.
    Nota di metodo:
    1. tu scrivi “ke”
    2. io ti dico “ma come? perché?”
    3. tu dici “ah già, ok”
    4. cancelli “ke” e scrivi “kè”

    Chi legge il tuo post dice “ok tutto bene”.
    Poi legge il mio commento e non capisce

    Non si potrebbe evidenziare l’editing? Per esempio: lasciare la parole eliminate evidenziandole magari con un “carattere barrato” e scrivere immediatamente dopo la correzione.

  5. Lele
    Ott 27, 2017 @ 10:58:01

    @ Nautilus

    Secondo la tua proposta di riforma della lingua italiana, il carattere é (intendo e con accento acuto) sarebbe totalmente eliminato?

  6. Nautilus
    Ott 27, 2017 @ 11:25:08

    @ Lele

    Ho messo il barrato.

    Sì, gli accenti acuti spariscono. L’ho scritto in vari post. Dal momento che le vocali aperte e chiuse (la “e” e la “o”) vengono gestite con due coppie di simboli appositi questo problema non si pone più. Quindi, per convenzione, uso solo l’accento grave per indicare l’accentatura della vocale (ovviamente avrei potuto seguire la convenzione opposta, cioè usare solo l’accento acuto).

    Gli accenti su vocale, comunque, vanno bene sempre solo quando la vocale è a fondo parola; quando è necessario usare l’accento per distinguere i casi omografi e serve un accento su una vocale non terminale non è detto che l’accento vada proprio sulla vocale. Lo spiego con un esempio altrimenti sembra un ragionamento criptico: prendiamo “ancora”; nella mia proposta l’ancora delle navi va scritta “àncora”, ma a ben guardare l’accento non cade sulla “a” ma sulla “n”.

    Prima che uno cominci a reagire male segnalo che avere gli accenti sulle consonanti non è mica una pazzia. In Lituano, per esempio, gli accenti cadono tanto sulle vocali quanto sulle consonanti. Cioè gli accenti cadono dove devono cadere.
    Nella mia proposta, tuttavia, mi sono limitato agli accenti sulle vocali.

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