Il coccige e il cuculo

Proseguo il mio personale elenco di parole dall’origine curiosa e di cui a scuola non ci hanno mai parlato. Oggi è la volta di coccige. Il termine deriva dal latino coccyx che lo ha mutuato dal greco κόκκυξ, e in entrambi i casi significa cuculo. Il motivo è la somiglianza di quel gruppo osseo con il becco del famoso uccello.

Gu l’üga in gula

L’etimologia di ugola è una delle tante cose che non ho mai appreso a scuola. Deriva da ūvŭla, in Latino tardo diminutivo di uva (uva).

L’universo parallelo delle pecori-parole

Pecori [Pekøri]: isola
pecorese [pekøreze]: antipasto estivo
pecoriata [pekøriata]: elemento architettonico
Pecoriate San Gervasio [Pekørjate San Džervazjø]: Comune lombardo
pecoriccio [pekørittšø]: voglia improvvisa e bizzarra
pecoricciosa [pekørittšøza]: tipo di pizza
pecoriccioso [pekørittšøzø]: (aggettivo) incline ai pecoricci
pecorico [pekørikø]: (aggettivo) tipo di acido
pecoroico [pekøroikø]: (aggettivo) tipo di acido
pecoricorno [pekørikornø]: segno zodiacale
pecorifoglio [pekørifol̃ø]: specie di piante
pecorimulgo [pekørimulgø]: genere di uccelli
pecoriola [pekøriola]: tipo di salto

La prova del nove nei Paesi baltici

La scorsa settimana avrei voluto scrivere un post breve: come si dice prova del nove in Lituano, Lettone ed Estone. La prima a cui ho chiesto, ovviamente, è stata mia moglie. E lì è suonato il primo campanello d’allarme: del metodo di controllo solitamente applicato alle moltiplicazioni mia moglie non aveva mai sentito parlare. Decido di approfondire, così chiedo ad alcune amiche sparse per l’Estonia; anche lì risposta identica. Infine ho preso tutti i numeri di conoscenti lituani ed estoni della mia rubrica e ho mandato loro un messaggio via WhatsApp. Delle circa venti persone contattate nessuna ha mai sentito parlare di prova del nove, né è stata insegnata loro alle scuole primarie o in qualunque altra scuola. Se qualcuno volesse smentirmi è il benvenuto.

Focaccia uterina

Non è tra le cose che si insegnano a scuola, ma placenta deriva dal Latino (tramite il Greco) e significa… focaccia. Il riferimento al cibo si trova anche in altre lingue, come per esempio nell’equivalente tedesco Mutterkuchen.

Cacca baltica

gówno (Polacco)
lort (Danese)
pask/sitt (Estone)
paska (Finlandese)
scheisse (Tedesco)
skit (Svedese)
šūdas (Lituano)
sūdi (Lettone)

Coproloquio

L’idea di coproloquio nasce dal commento di Mauro a questo mio post di ieri. In effetti “copro-” (la derivazione è greca) è il primo elemento di parole che possiamo suddividere in due gruppi: da un lato ci sono termini dotti e medico-specialistici come coprologia, coprostasi, coprofagia, coprolite in cui il prefisso ha il significato letterale di “feci”; dall’altro ci sono vocaboli come coprofemia e coprolalia in cui copro- assume il significato più generale di osceno, oscenità.

E così potremmo usare coproloquio sia per indicare coloro che usano la parola mer*a (e i suoi derivati) come esclamazione (e in tal caso il coproloquio si configura come un caso particolare di turpiloquio) sia per riferirsi a chi, genericamente, è solito proferire stron**te.

Yes, I am pauciloquent

Questa sì che è una parola inglese che mia piace, pauciloquent, perché io sono uno che parla poco. Più latino-derivativa di così si muore.

Grande pene vagante

Il verbo bighellonare sembra una di quelle espressioni innocue ed edulcorate, invece nasconde un’origine insospettabile. Deriva da bighellone, variante di bigolone, accrescitivo di bigolo. Specie di grosso spaghetto tipico della cucina veneta, ma anche un modo di chiamare il pipino.

Righello

Strumento di misura originario della Lettonia.

La signora Gunnhildr

Gunnhildr è l’antica versione norrena del nome Gunilda, dalla cui contrazione è nata la parola inglese “gun”. Qui per approfondimenti.

MIL-shaped dolls

I know, I don’t happen to write my posts in English that often, but on special occasions I do.
Let’s talk about mother-in-laws, then. Yes, once again.

Before addressing the subject, let me introduce my dear readers the concept of whipping boy. What or who is a whipping boy? Back in time a couple of centuries ago, or probably more, imagine you are a prince, powerful and influent. Your little son, it doesn’t matter if his blood is red or blue, is misbehaving exactly like all of your servants’ sweeties. But a prince’s son cannot be punished. So here comes the whipping boy; another boy, often an orphan or a foundling, who gets beaten in place of your young heir. A strike of genius mixed with misanthropy, isn’t it?

But what sounds cruel to innocent little boys could turn revolutionary and grand when it comes to MILs. You’ve got the point, precisley: what the whole world needs is whipping MILs.
Getting rid of our MILs: one of the best ways to love and honour mankind, but there are wicked people out there, people who see things with wrong eyes and talk about crime. Poor them!
No way, gentlemen, we will not be discouraged. We’ll give every man the chance to buy his own whipping MIL. Not a real one, but a doll in the shape of the monster.
And if the product proves successful, new features will be available soon. Models equipped with fake blood, for example, for those who want to enjoy the thrill of decapitation and dismemberment.
Join the deal, help the MIL-shaped dolls conquer the world!

By the way… this post is filed under “umorismo”.

Nota: un ringraziamento particolare a Emanuela Cardetta che ha supervisionato il testo correggendo alcuni errori.

Il caro, vecchio metro a nastro

Lo conosciamo davvero fino in fondo? Guardate qui.

La parola vino nelle lingue europee

Tutto mappato qui. OK, c’è anche un po’ di roba che non fa parte dell’Europa, ma sorvoliamo. Aggiungo il Lombardo, dove vino si dice vin (vin bjank, vin rus, vin neger). Da ultimo segnalo che non si capisce perché la Carelia russa è in grigio senza nome. Quando sono capitato nella Carelia finlandese, anche se ho bevuto birra, il vino c’era.

Il lancio della monetina

Ieri, come noto, l’agenzia europea del farmaco è stata assegnata ad Amsterdam tramite un sorteggio che ha visto la capitale dei Paesi Bassi vincente su Milano. Matteo Salvini ha scritto un tweet in cui ha parlato di decisione pazzesca presa con il lancio di una monetina. Il sorteggio c’è stato, ma il metodo non è stato quello del lancio di una moneta.

A chi dovesse scandalizzarsi perché, da indipendentista, critico Salvini, faccio notare una cosa alquanto banale: appunto, io sono un indipendentista, cosa c’entro con Salvini?

In questo caso la critica a Salvini nasce dal fatto che le notizie o le dai precise e complete, oppure non le dai. Non a caso il principale problema del giornalismo padaniota e italiota è rappresentato da superficialità, pressapochismo, mancanza di accuratezza e mancato controllo delle fonti.

Emargina l’astemio!

Frasetta distintiva scelta dal microbirrificio artigianale I Tri Bagai che ho visitato domenica.

Il giro mariano dell’omelette

Ti viene in mente una parola, non ne conosci l’origine, così fai qualche ricerca per saperne di più. A me capita spesso. Oggi, per esempio, era quasi ora di pranzo e mi sono ritrovato a pensare a una di quelle gustose omelette che mia moglie prepara con grande maestria.
Poco fa, dopo una breve consultazione delle mie abituali fonti internet, mi sono reso conto di essermi imbattuto in una delle etimologie più curiose e insospettabili di sempre; almeno per me.

Attraverso il Francese (questa è la parte facile e ovvia) il termine entra nelle principali lingue europee tra il 1600 e  il 1700; omelette è però una metatesi di “alemette”, un vocabolo del 1400 che a sua volta deriva da “alemele”, cioè lama di spada o coltello. Ma non basta; quest’ultimo nasce da un errore di scrittura: “l’alemelle” al posto di “la lemelle”; da qui all’indietro lasciamo il Francese per far spazio al latino “lamella” (piccolo piatto sottile), sviluppatosi come diminutivo di “lamina”.

Quando i Corleonesi venivano dalla Padania

Il titolo di questo post è il titolo di questo articolo pubblicato oggi su Il Tirreno da Vittorio Emiliani. Non conosco il giornalista, non ho capito il vero senso dell’articolo e quindi non faccio commenti.

È la prova del nove

Nel linguaggio politico, giornalistico e televisivo capita abbastanza spesso di sentir usare il concetto di prova del nove come esempio di prova certa. Tuttavia questo tipo di uso non è corretto.
La prova del nove, infatti, funziona come condizione necessaria ma non sufficiente: se essa dà esito negativo allora si è certi della presenza di un errore nell’operazione che si vuole controllare (ad esempio una moltiplicazione), ma se l’esito è positivo questa certezza non c’è, e al massivo si può parlare di probabilità (elevata) di correttezza.

Quelli che risparmiano sull’olio d’oliva

Io quelli che risparmiano sull’olio d’oliva non li ho mai capiti.
Nella mia famiglia – composta da mia moglie, mia figlia di quasi sei anni e me – di olio d’oliva se ne consuma parecchio. Cosa significa parecchio? Quasi una bottiglia da 750 ml al mese; il che fa circa dieci/undici bottiglie l’anno.
Ora, risparmiare due o tre euro sull’olio porta a una riduzione di costo che si aggira sulla trentina di euro l’anno. Ridicolo se si pensa che in famiglia si beve in media un po’ più di una bottiglia di vino al giorno.

Che olio consumiamo? Quello prodotto dall’azienda Sommariva di Albenga. Una decina di euro a bottiglia, trasporto fino a Milano compreso. E la differenza di qualità si sente.

Insalata di latte

Quale comunissima insalata deriva il suo nome dal latte e perché?

Grand (, gros) e ciula, piscinin e gandula

Oggi mi è riaffiorato alla mente questo detto milanese che non risparmia né gli alti né i bassi. La pronuncia è “grand (, gros) e tšula, pišinin e gandula” (le sottolineature indicano gli accenti); sia ciula sia gandula significano tonto, stupidotto.

La suora nonna

In Inglese suora si dice “nun”, termine che deriva dal latino “nonna” (nonna, tutrice anziana).
Scoperto per caso ieri.

Vün, dü, tri… e tüs cos el finisa li

Pendete un numero qualunque, contate il numero P di cifre pari, il numero D di cifre dispari e sia S = P + D. A questo punto scrivere il numero PDS. Poi ripetete il procedimento e verificate quel che succede.
Qui sotto un esempio basato, per semplicità, sulla data odierna*:

17112017
P = 2
D = 6
S = 8

268
P = 3
D = 0
S = 3

303
P = 1
D = 2
S = 3

123
P = 1
D = 2
S = 3

123

Traduzione del titolo per gli extra Lombardi: uno, due, tre… e tutto finisce lì.

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* per chi avesse dubbi, zero è pari

Papà, devo dirti una cosa…

…Sai che ho deciso di invitarti al mio compleanno?

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