Natale con il lituocognato

Quello di quest’anno è stato il mio secondo Natale passato in compagnia dell’accoppiata lituocognato + lituosuocera. Dieci giorni dieci (che finiranno all’alba di domattina) in cui mi è parso di vedere il mondo dall’interno di un documentario. E che nessuno si azzardi a dire, in una qualche lingua del mondo o dell’immondo, “non c’è due senza tre”: è la volta buona che si smetterà di pensare a Satana come a un personaggio immaginario (“temi l’ira del mansueto” è scritto da qualche parte).

Questo primo post è dedicato al lituognognato, specie animale che – mio malgrado – ho avuto modo di studiare a lungo, da vicino e con attenzione.

Il lituocognato ha passato circa due sesti del suo tempo disteso orizzontale a letto a dormire, altri due sesti disteso orizzontale a letto sveglio e intento a consultare il suo inseparabile telefono, un sesto a tavola a trangugiare e risucchiare cibo (in parte sempre consultando il suo fido telefonino) e per il sesto restante probabilmente verticale da qualche parte (in prevalenza supermercati).

Perle ai porci.
Il 23 Dicembre siamo usciti a cena. Luogo prescelto, un ristorante della zona dedito a una cucina regionale semplice ma di grande pregio, tanto che non è infrequente imbattersi in volti noti dello spettacolo.
Il nostro ha dato il meglio di sé già dall’antipasto. Avete presente quella cosa per cui se si è in n è buona educazione consumare un n-esimo di pietanza a testa? Con il mio lituocognato non esiste; dall’alto dei suoi quasi due metri di altezza e dalla sua stazza di culturista lui ha semplicemente fame, e quando il piccolino ha fame (cioè sempre) quel che c’è in tavola prende; gli altri possono anche arrangiarsi.
A tavola si distingue da mia suocera solo per il fatto che per un qualche mistero della fede sa impugnare le posate correttamente, per il resto nessuna differenza: posizione arretrata, braccio penzolante sotto il tavolo o in alternativa mano a sorreggere la testa inclinata, nutrizione a getto continuo, risucchio (sia di brodaglie varie che – non è uno scherzo – di cibi solidi e asciutti).
Durante i pasti, poi, non beve o beve pochissimo, sì perché, da buon complottista, da qualche anno è convinto che l’acqua e il cibo non vadano bene assieme. E ovviamente solo acqua perché l’alcol è veleno.
Ogni x mesi se ne esce con qualche nuova idiozia che inevitabilmente si traduce nell’eliminazione dalla dieta di uno o più ingredienti. Questa volta c’era parecchia curiosità al riguardo; curiosità che è stata soddisfatta quando – al comparire del secondo – ci ha annunciato che non avrebbe mangiato il contorno di patate (tra l’altro buonissime) che accompagnava l’arrosto di vitello. Perché contengono amido, e quindi zuccheri. Ora, per chi non fosse a conoscenza di come vanno le cose nel mondo, un Lituano che rinuncia alle patate è un po’ come un Norvegese che rinuncia al salmone, o un Irlandese che rinuncia a una pinta di Guinness o – se ancora non sono stato abbastanza chiaro – un Rocco Siffredi che rinuncia a quell’altro tipo di tubero, quello figurato.
Comunque, contento lui… le patate ce le siamo pappate noi.
A un certo punto, prima ancora che servissero il dessert, ha domandato a mia moglie di chiedere se ci saremmo offesi nel caso lui fosse tornato a casa prima. A sua detta per problemi intestinali. Che probabilmente erano una scusa. Semplicemente cominciava a essere in crisi di astinenza da internet.
Il giorno dopo, quando gli ho chiesto se gli fosse piaciuta la cena, mi ha risposto laconico scrollando le spalle: normale. Cioè, detto da uno che, quando è a Vilnius, si prepara i pasti della giornata miscelando semi, frutta e altri ingredienti vari in un frullatore.
Capito ora il titolo del paragrafo?

Pecten jacobaeus’s magic
Sempre in occasione della cena di cui sopra a un certo punto, quasi al termine degli antipasti, è comparso il cameriere. Ha preso la forchetta di mio cognato, un cucchiaio da portata, e utilizzandoli entrambi a mo’ di pinza ha prelevato dal piatto del nostro la conchiglia vuota che fino a poco prima aveva ospitato una gustosissima capasanta gratinata. Al lituocognato quell’operazione deve essere sembrata una magia, tanto da sgranare gli occhi come faceva Benny Hill nei suoi vecchi sketch.

La forchetta universale
Se fino a oggi pensavate che un’arancia si sbuccia con il coltello sappiate che siete degli illusi: mio cognato lo fa usando i rebbi della forchetta, bestie che non siete altro; trogloditi!
Ciotola di mascarpone con cucchiaio da portata, tra l’altro con manico giallo che non puoi dire di non averlo notato. Cosa fa una persona normale? Una persona normale usa il cucchiaio da portata, preleva la “giusta” quantità di mascarpone, e poi con il proprio cucchiaio, cucchiaino o coltello spalma la crema sul panettone. Mio cognato no; mio cognato se ne fotte del cucchiaio da portata e prende il mascarpone direttamente con la sua forchetta sbausciata. La congrua quantità? Per lui è cinque volte tanto quella che usereste voi. E affrettatevi perché – come detto all’inizio – lui ha fame, e chissenefrega se non rimane mascarpone per gli altri. Come questa sera, che mia moglie ha messo in tavola una ventina di fette di coppa, io sono andato in cucina un attimo a sciacquare due piatti e al mio ritorno la coppa si era houdinizzata.
Che poi, parlando di mascarpone, a voler essere pignoli (ma anche grossolani) si fa con un sacco di zucchero e alcol (rum nel nostro caso), ingredienti che a rigor di logica il nostro avrebbe dovuto evitare come la peste, come in effetti fa per tutto il resto dell’anno.

11 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Mauro
    Dic 31, 2017 @ 19:46:06

    Sembra che il lituocognato sia personcina di rara classe e finezza 😂

  2. Nautilus
    Gen 02, 2018 @ 05:21:54

    @ Mauro

    Probabilmente ti stai immaginando il lituocognato come un bifolco malvestito e maleodorante che proviene da chissà quale remoto paesino isolato di campagna. Credimi, non è così. Egli è un cittadino a tutti gli effetti, profumato e ben vestito (più cittadino di me, più profumato di me, meglio vestito di me). È che in Lituania mancano proprio i fondamentali dell’educazione dello stare a tavola. È una situazione generalizzata. Se poi dici loro qualcosa e fai delle osservazioni scatta il nazionalismo, la lesa maestà, la minimizzazione, insomma quel tipo di situazione per cui se la prendono. E alla fine non migliorano mai. È una forma mentis che si è radicata in loro sin da piccoli. E non si riesce nemmeno ad aggirare la cosa facendo qualche battuta e buttandola sul ridere perché hanno la flessibilità di un elastico di ghisa e si offendono subito.
    Ciò detto penserai che io non trovo nulla di bello in Lituania. Come sono solito dire: la Lituania è un bel posto, senza i Lituani sarebbe il paradiso 😀

  3. Mauro
    Gen 02, 2018 @ 10:11:09

    la Lituania è un bel posto, senza i Lituani sarebbe il paradiso

    Più o meno quello che io ho sempre detto di Stoccarda: “Stoccarda è molto bella, peccato che sia abitata” 😀

  4. Nautilus
    Gen 02, 2018 @ 11:20:44

    @ Mauro

    No dai, Stoccarda (che è la mia città preferita della Germania) è molto meglio, quasi intoccabile direi. O forse dico così perché l’ho sempre vista da turista 😉

  5. Mauro
    Gen 02, 2018 @ 14:30:53

    @ Nautilus

    Ma infatti il problema non è Stoccarda, sono gli stoccardesi (ci ho vissuto tre anni, fidati 😉).

  6. Nautilus
    Gen 02, 2018 @ 16:24:30

    @ Mauro

    Ma gli Stoccardesi autoctoni esistono? Mi spiego meglio: tutti gli Stoccardesi che ho incontrato a Stoccarda o erano di origine campana o di origine calabrese. In pratica sembrava di essere in una colonia italiana!

  7. Mauro
    Gen 02, 2018 @ 17:26:16

    @ Nautilus

    Gli stoccardesi autoctoni tendono a non mischiarsi agli alloctoni, quindi per trovarsi devi faticare.
    I leghisti parlano di isolare gli stranieri. Gli stoccardesi lo fanno senza parlarne. E per loro straniero è già uno di Francoforte o Monaco. Non serve essere di Napoli o Atene.

  8. Nautilus
    Gen 02, 2018 @ 18:35:17

    @ Mauro

    Vedi che una ragione c’era? 🙂

    Ti vedo un po’ critico nei confronti dei leghisti, ma per motivi diversissimi da quelli per cui li critico io. Mia curiosità: ne conosci qualcuno di persona?

  9. Mauro
    Gen 02, 2018 @ 18:53:49

    @ Nautilus

    Sì, ne conosco. Liguri, lombardi e friulani (questi ultimi i peggiori).

  10. La mamma di Odino, gatto arancione
    Gen 11, 2018 @ 03:20:47

    Divertentissimo questo post, bravo! Quando l’ho letto mi ero dimenticata di scriverlo. Grazie. Immagino non sia stato altrettanto divertente vivere l’esperienza direttamente, ma ormai per fortuna te la sei lasciata alle spalle.

  11. Nautilus
    Gen 12, 2018 @ 11:58:00

    @ La mamma di Odino, gatto arancione

    Grazie! Sì, dai, ormai è passata!

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