Ear of the dog

Avete presente quelle piccole pieghe triangolari che facciamo sulle pagine di un testo con la funzione di segnalibro? Noi le chiamiamo “orecchie”, invece in Inglese sono dette “dog-ears”. Il riferimento è alle orecchie dei cani che, contrariamente a quelle dei lupi, non sono dritte ma piegate quasi sempre all’ingiù.

Curiosando qua e là sia su fonti in Toscano sia su fonti in Inglese ho scoperto che la maggior parte delle persone fanno le orecchie alla parte superiore di una pagina. Bene, io – anche se le orecchie le ho fatte di rado – rientro nella categoria complementare. E voi? Sono curioso!

Nota: nonostante il gioco di parole contenuto nel titolo, l’idea per questo post non mi è venuta a seguito di una sbornia.

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34 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Mauro Venier
    Mag 14, 2018 @ 09:51:37

    In tedesco vengono chiamate “Eselsohren”, cioè “orecchie d’asino”.

  2. Nautilus
    Mag 14, 2018 @ 09:57:00

    @ Mauro Venier

    Uh, osservazione molto interessante e a questo punto ti chiedo un approfondimento (quando hai tempo, ovviamente). La spiegazione per orecchie d’asino dev’essere molto diversa da quella per orecchie del cane, visto che – da questo punto di vista e per quanto ne so – le orecchie degli asini sono come quelle dei lupi.

  3. Mauro Venier
    Mag 14, 2018 @ 10:00:27

    @ Nautilus

    Mi informo e poi ti dico. Anzi potrei anche farne un altro “Misteri del tedesco” su un blog che conosci 😉

  4. Nautilus
    Mag 14, 2018 @ 10:02:45

    @ Mauro Venier

    Mi sembra un’ottima idea, intanto io cerco di capire quali sono le espressioni lituane ed estoni…

  5. Mauro Venier
    Mag 14, 2018 @ 10:25:47

    @ Nautilus

    Comunque nella stessa serie sto preparando un articolo sugli alberi.

  6. Nautilus
    Mag 14, 2018 @ 10:32:40

    @ Mauro Venier

    Consiglio: dividilo in più puntate 🙂

  7. Lele
    Mag 14, 2018 @ 10:35:59

    Orecchie sulle pagine di un libro?! Orrore!!
    Non sciuperei mai la carta di un libro per tenere il segno. Uso un segnalibro. Al massimo massimo uso il risvolto della sovracopertina, ma solo se non perde troppo la forma originale. Altrimenti memorizzo a che pagina sono arrivato.

  8. Mauro Venier
    Mag 14, 2018 @ 10:41:32

    @ Lele

    Sottoscrivo al 100%.

  9. Mauro Venier
    Mag 14, 2018 @ 10:42:17

    @ Nautilus

    Ma infatti: alberi e orecchie saranno due articoli distinti. La cosa neanche si discute.

  10. Nautilus
    Mag 14, 2018 @ 10:47:00

    @ Lele

    Anch’io ho praticato pochissimo l’orecchiatura ritenendola cosa brutta.

  11. Nautilus
    Mag 14, 2018 @ 10:47:45

    @ Mauro Venier

    Ma no, io dicevo dicevo di dividere l’articolo sugli alberi, che magari lo si assimila meglio 🙂

  12. Mauro Venier
    Mag 14, 2018 @ 10:49:03

    @ Nautilus

    Dai per scontato che sia un articolo lungo?
    Al di là della lunghezza… avrai una sorpresa, visto che credo tu ne abbia frainteso il possibile contenuto 😉

  13. Nautilus
    Mag 14, 2018 @ 10:50:50

    @ Mauro Venier

    Cioè stai preparando un articolo su alberi motore e alberi dei velieri? 😀

  14. Mauro Venier
    Mag 14, 2018 @ 10:51:28

    @ Nautilus

    Acqua…

  15. Nautilus
    Mag 14, 2018 @ 10:52:31

    @ Mauro Venier

    Allora se sono alberi veri avevo capito bene!

  16. Mauro Venier
    Mag 14, 2018 @ 10:54:07

    @ Nautilus

    E chi ha detto che sono alberi veri? Lo sono e non lo sono…

  17. Nautilus
    Mag 14, 2018 @ 10:57:33

    @ Mauro Venier

    Resto in attesa del pezzo…

  18. Monmartre
    Mag 14, 2018 @ 11:03:04

    Io, sui libri, le vituperate orecchie non le faccio; al massimo su giornali o riviste per segnalare a mia moglie un articolo interessante. Di solito sono in alto, ma se ci sono piú articoli nella stessa pagina, e l’articolo è il secondo, l’orecchio può essere in basso.
    L’unica cosa certa è che, tranne una volta, lo faccio sempre sul lato esterno della rivista.
    A proposito degli alberi: il futuro articolo potrebbe essere sugli alberi genealogici o, viste le manie matematiche, sugli alberi statistici (grafi ad albero).

  19. Mauro Venier
    Mag 14, 2018 @ 11:33:19

    @ Monmartre

    Acqua…

    Gli alberi sono veri alberi… ma al tempo stesso anche no 😉

  20. Nautilus
    Mag 14, 2018 @ 17:22:54

    Che poi qui mi attendevo un commento dalla mamma di Odino, gatta arancione!

  21. Mauro Venier
    Mag 14, 2018 @ 17:47:28

    @ Nautilus @ Monmartre

    Gli alberi sono pronti per la lettura: http://pensieri-eretici.blogspot.de/2018/05/i-misteri-del-tedesco-12-alberi-alberi.html 😀

  22. la mamma di Odino, gatto arancione
    Mag 15, 2018 @ 01:28:46

    Eccomi, eccomi! 🙂 (ho letto solo ora)
    Su dog ear, scritto anche col trattino (dog-ear) o univerbato (dogear), ho poco da aggiungere, se non il fatto che, oltre al sostantivo e all’aggettivo corrispondente (dog-eared), in inglese esiste anche il verbo to dog-ear o dogear, che vuol dire, ovviamente, fare le orecchie a un libro.
    Per di più, dog ear è anche un sinonimo – e qui mi stupisco 🙂 di voi, cari informatici che affollate questo blog – del verbo to bookmark. Dog ear infatti era un software di social bookmarking sviluppato dalla IBM per l’uso nelle intranet aziendali, della cui evoluzione o estinzione nulla so.
    Quanto all’immagine che ha ispirato la metafora di dog ear = fare le orecchie a un libro, non è del tutto esatto dire che le orecchie dei cani “sono dritte ma piegate quasi sempre all’ingiù”: quasi tutte le razze di cani, infatti, hanno le orecchie dritte, più o meno pronunciate, quando non vengono tagliate (come ai poveri dobermann, pratica illegale in Italia ma ancora consentita in certi paesi esteri). Il paragone con i lupi sta nel fatto che le orecchie dei cani *hanno la possibilità* di abbassarsi e piegarsi all’ingiù (flap over) e quelle dei lupi no. Succede quando il cane è impaurito. Del resto, anche l’asino abbassa le lunghe orecchie in condizioni di stress, ciò che i lupi non fanno.
    Il gioco di parole del titolo mi ha colpita subito, e cade a fagiuolo, perché il 2018 è, secondo i cinesi, per l’appunto l’anno del cane. Ma come puoi ben immaginare, caro Nautilus, essendo madre (e che festeggiamenti fastosi, ieri!) di gatto, io preferisco di gran lunga questo titolo https://www.youtube.com/watch?v=cqZc7ZQURMs. Brano per me meraviglioso e foriero di tanti ricordi. A proposito del quale mi va di osservare che in Italia il nome di Al Stewart è sempre stato erroneamente pronunciato “ol”, mentre si pronuncia al, o meglio æl.

  23. la mamma di Odino, gatto arancione
    Mag 15, 2018 @ 01:57:35

    Quanto al fare le orecchie ai libri, non sono una feticista del libro, che per me non è un oggetto sacro: con i libri ci lavoro, ne leggo tanti, e più ne leggo, meno ne ho rispetto, vista la qualità di certe traduzioni e di certo editing, per non dire della qualità della carta e della stampa: dunque, mi permetto di fare orecchie quanto mi pare.
    Ovviamente non ne faccio se un libro non è mio, ma sui miei non ho pietà. Le faccio nell’angolo in alto per segnare la pagina in cui ho interrotto la lettura e nell’angolo in basso per segnare la pagina in cui ho notato un refuso o un errore di qualsiasi tipo, se sono sprovvista di una matita o un pennarellino mentre leggo, evento raro ma possibile (ma poi vado a segnare il refuso in seguito a matita o a penna; lo faccio sui miei libri personali, non per lavoro: in questo caso lavoro sulle bozze e sugli impaginati). Non è impossibile che una pagina abbia ben due orecchie, quindi.
    Segnalibri? Non mi piacciono, non li uso e li trovo scomodi, dato che leggo spesso a letto o in bagno e mi sfuggono dal libro, li perdo e li semino in giro. E in generale detesto gli oggettini, i ricordini, i knickknacks di qualsiasi tipo, che considero meri ciapapùer (pigliapolvere in piemontese): sono una minimalista, una buttatrice professionista e non amo l’accumulo di cose. I segnalibri per me sono oggetti inutili e spesso brutti che prima o poi vanno a riempire inutilmente i cassetti.
    Per non dire di coloro i quali come segnalibri usano vecchie cartoline o biglietti del treno (e a fine lettura li lasciano pure dentro i libri!): perché mai dovrei ricordare il passato mentre mi sto concentrando nel leggere un libro, che per me è novità, e dunque futuro? Segnalibri, pussa via! Siano benvenute le orecchie. Odiatemi pure. E comunque sappiate che le copertine le tratto benissimo. E i miei libri li custodisco ordinatamente negli scaffali allineati per genere, autore, editore e a volte anche altri criteri.

  24. Mauro Venier
    Mag 15, 2018 @ 08:12:34

    @ la mamma di Odino, gatto arancione

    Piano con gli insulti! Io non sono un informatico! 😀 😀 😀

  25. Nautilus
    Mag 15, 2018 @ 09:13:06

    @ la mamma di Odino, gatto arancione

    Sì sì, sulla meccanica delle orecchie dei cani ci siamo capiti. Invece devo approfondire la questione delle orecchie degli asini. Casualmente mia figlia e io siamo dei gran carezzatori di orecchie d’asino, dato che nelle cascine qui intorno ce ne sono parecchi. Non sono orecchie pieghevoli come quelle dei cani, ma sono mobili alle radici, quindi teoricamente si possono abbassare, solo che non ci è mai capitato di vedere asini con le orecchie abbassate. Alla prima occasione utile, dunque, proveremo a forzarle per vedere cosa succede 🙂

    Nato nel 1970, sono dell’anno del cane.

  26. Mauro Venier
    Mag 15, 2018 @ 09:53:49

    @ Nautilus

    Devo essere sincero, di asini in vita mia ne ho visti un po’ (e di somari anche di più, chi vuol capire capisca 😉 ), ma non ne ho mai visto nessuno con le orecchie abbassate…

  27. Nautilus
    Mag 15, 2018 @ 10:23:18

    Nel frattempo posso testimoniare che non esiste alcun riferimento né a orecchie animali né a orecchie non animali in Lituano e in Estone. Popoli con scarsa fantasia… 🙂
    L’ultima affermazione io posso farla, voi no, ovviamente 😛

  28. Nautilus
    Mag 15, 2018 @ 16:54:52

    Aggiornamento. Secondo la mia amica Liisa di Tartu ci sarebbe una sparutissima minoranza di persone che usa il termine “hiirekõrv”, vale a dire orecchio di topo. Bah e doppio bah!

  29. la mamma di Odino, gatto arancione
    Mag 16, 2018 @ 00:01:09

  30. Nautilus
    Mag 16, 2018 @ 10:30:55

    @ la mamma di Odino, gatto arancione

    Però il post non parla esplicitamente di orecchie abbassate.

  31. la mamma di Odino, gatto arancione
    Mag 16, 2018 @ 19:09:57

    “Quando sta bene bene, si sente protetto e tranquillo ed in presenza di persone che non teme, le sue lunghe orecchie sono disposte orizzontalmente a 180 gradi.” Più abbassate di così! 😀

  32. Mauro
    Mag 16, 2018 @ 23:00:47

    @ la mamma di Odino, gatto arancione

    Credo che Nautilus con abbassate intenda con la punta piegata verso il basso come capita nei cani, non totalmente abbassate a partire dalla radice.

  33. Nautilus
    Mag 17, 2018 @ 03:54:04

    @ Mauro

    Con abbassate intendo che in un modo o nell’altro le punte delle orecchie vadano verso il basso, cioè sotto una immaginaria linea orizzontale.

    Sto cercando di immaginare un asino con orecchie orizzontali (che dunque, per quanto sopra, non considero abbastanza abbassate) ma mi vengono in mente solo immagini da morire dal ridere 🙂

  34. Mauro Venier
    Mag 17, 2018 @ 17:25:16

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