Summer Camp Lithuania, Day 5

Sabato… Eh, il sabato non è mai facile. Perché è il giorno in cui arriva lui: il lituocognato, che però oggi, per fortuna, non si è trattenuto per la notte.

Tuttavia la giornata non è iniziata affatto nel migliore dei modi. Verso le 8:55 mia suocera entra in stanza, non bussa, mi vede ancora a letto mentre consulto il telefono, mi fa domande sul porridge che voglio per colazione, mi dice che oggi tocca a me prepararlo perché lei ha un sacco di roba da fare, e – infine – si dirige verso la finestra e apre le tende.

Dialogo (tradotto*):

Nautilus: perché hai aperto?
Bronanderthal: è buio
Nautilus: no

E ha richiuso le tende.

Lo so, alle 8:55 normalmente si dà per scontato che uno sia sveglio; in effetti, di norma è così, ma qui in campagna c’è l’abitudine di dormire molto di più**. E poi comunque se vuoi entrare prima bussi (che – se ben ricordate – già quando bussa, lei bussa e un millisecondo dopo entra senza attendere alcuna risposta). Ma poi le tende, dico io, chi cavolo ti ha chiesto di aprire quelle fottute tende? Che quando sei a casa mia forse io entro in camera degli ospiti e ti apro le persiane?

Il sacco di lavoro che doveva fare? Riordinare la casa per l’arrivo dell’amato figlioletto, preparare il kugelis per l’amato figlioletto, raccogliere nell’orto frutta e verdura affinché l’amato figlioletto abbia di che sfamarsi per una settimana intera quando resta solo a Vilnius. Pôr ninin!***

Comunque prima che il figlioletto-montagna-di-muscoli arrivasse qui in campagna abbiamo sfiorato un megalitigio; è stato quando mi ha detto che non dovevo dare le caramelle a mia figlia. Oh, ma la figlia è tua o mia? Ha sviluppato un livello di invadenza che supera quella di un Siciliano di centotré anni fa. E col tempo può solo peggiorare (…till death do us part). Così oggi pomeriggio ho mandato a mia moglie un po’ di link in cui si spiega che lo zucchero non è il diavolo-imperatore e che il miele è sì meglio dello zucchero, ma molto meno meglio di quanto si possa pensare.

Poi è arrivato il lituocognato, si è messo a tosare l’erba in giardino seminudo e alla fine abbiamo pranzato; e qui non dovreste sorprendervi del fatto che per “alla fine” si intendono le 15:30.

Attenzione. Durante il pranzo mia suocera ha proposto il seguente scambio: sabato prossimo il lituocognato porta qui mia moglie recuperandola all’aeroporto e io oggi cucino per lui le zucchine all’italiana. Che già uno quando mi dà dell’Italiano rischia di lasciarci le penne, ma poi che cavolo di accordo è? Io le zucchine gliele cucino volentieri in ogni caso, e infatti così è stato. Se non altro per un minimo di acculturamento culinario, per ridurre il baratro alimentare di 400 anni e più che separa essi da noi.

Notare che a un certo punto la lituosuocera mi ha chiesto di affrettarmi a preparare le zucchine perché suo figlio stava per andare via. Conoscendo il pollo neanderthaliano, alle 18:00 ho chiesto direttamente al lituocognato, il quale mi ha risposto che sarebbe rimasto ancora per un’ora. Dalle 19:00 si è passati alla cena e dalla cena si è arrivati alle 21:30.

Si è però trattato di una cena istruttiva (mica per il cibo, eh). Istruttiva perché ho notato una cosa che mi era sfuggita in tutti questi anni; potremmo chiamarla “la mancata chiusura del triangolo”. Avviene così. Il lituocognato e io parliamo (in Inglese) di un qualche argomento; a un certo punto provo ad approfondire e gli faccio una domanda; lui non sa rispondere e con una mezza frase (tre/quattro parole) gira la domanda a sua madre; la lituosuocera risponde al figlio (usando una media di 300/350 di termini, il 99% dei quali probabilmente inutili) e quest’ultimo la chiude lì, cioè, non ritraduce in Inglese.

Sempre a cena la lituosuocera ha ricordato che io non mangio le verdure. Popolo, io sono uno dei pochissimi che adora le verdure sin da bambino; non è che non mi piacciono le verdure, è che non mi piacciono le mosche; e se quelle fottute verdure le copri magari le mangio anche volentieri, perché le verdure dell’orto di mia suocera sono buone e sane.

Come vi ho accennato ieri, oggi ho letto un po’ di materiale su come convivere con un adulto che soffre di ADHD. Ci vuole pazienza, una pazienza orientale avrebbe detto il mio professore**** di robotica e intelligenza artificiale ai tempi del Poli. Non è affatto facile, e ancor meno lo è quando si tratta di adulti che ignorano di avere questo disturbo, o che rifiutano la cosa. Ho anche scoperto un sito (questo) che dà un’ottima descrizione dei sintomi.

10 Signs of Hyperactive-Impulsive ADHD in Adults

01 You Always Seem to Be on the Go:
You have a full schedule and lots of physical energy. People often think you are much younger than your biological age because of how much energy you have.

02 You Have a Hard Time Sitting:
When you were a child, you probably jumped up many times when you were supposed to be sitting still.
As an adult, you learned to sit, but you still find ways to move by bouncing your foot or tapping your fingers or fiddling with a pen.

03 You Interrupt When Others Are Speaking:
Because your mind works quickly, you finish other people’s sentences or answer a question before it has been asked completely. Other times you interrupt and speak because you are worried you will forget what you wanted to say if you do not say it immediately.

04 You’re Talkative:
You are known among your family and friends to be very hyper talkative. You might also speak loudly and enjoy debating.

05 You Find Waiting Hard:
Waiting is challenging for you. Whether you are waiting for a friend to arrive, at a traffic light, or in a line at the store, you feel very restless, impatient, and bored.

06 You Drive Very Fast:
You enjoy speeding–and often get pulled over for it.

07 You Do Not like Slowness:
You get impatient with “slow” people. You also speed through tasks, even important ones, just to get them over with.

08 You Feel Internal Restlessness:
You feel unsettled when you are required to be physically still (for example, at a restaurant or in a meeting).

09 You Make Decisions Quickly:
Sometimes this is good; other times it leaves you with regret.

10 You Say Things Impulsively:
You often offend people because you say things without thinking them through. You say ‘sorry’ a lot. Maybe you’ve quit a job without giving it a second thought.

Oh, mia suocera ce li ha proprio tutti (OK – punto 6 – non guida, ma se guidasse sarebbe così).

Ah, stasera ho messo a letto mia figlia (che dorme nel lettone con mia suocera); la stavo pettinando quando è entrata la nostra e ha spento la luce. Ohm… volt… ampere…

Doppio ah, l’altro giorno mancavano delle pentole e ho scoperto che mia suocera le tiene dentro il letto. Cioè, è un letto antichissimo ma che ha una specie di cassettone, come quelli contemporanei. Noi ci teniamo borse e lenzuola, lei ci tiene il padellame.

_____
* nella versione lituana le parole si riducono da sei a quattro

** al di là del fatto che ci sono molti lavori manuali da fare (cose che ti stancano fisicamente) c’è proprio un’aria pulita che concilia il sonno

*** povero piccolino (in Milanese)

**** Marco Somalvico

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...