Il cucchiaio da portata

Su mia suocera e la sua leggendaria incapacità di usare le posate da portata devo aver parlato non poco in questi anni; eppure pochi giorni fa è riuscita a stupirmi ancora (in negativo, si capisce).
Verso la fine della scorsa settimana, prima di rientrare a Milano, abbiamo fatto un pranzo un po’ più ricco del solito, a base di aringa. Tra i contorni c’erano anche le patate bollite.
Ora immaginatevi la scena. Tavola con al centro un’insalatiera piena di patate tra le quali, in perfetta evidenza, è adagiato il relativo cucchiaio da portata. Immancabilmente mia suocera lo ignora e allunga la sua forchetta sbausciata apprestandosi a infilzare uno dei tuberi. Poi, all’improvviso, quello che nessuno si aspetta. Quando i rebbi della forchetta giungono a meno di un centimetro dalla patata prescelta mia suocera si arresta in un impensabile autofreeze, emette un piccolo grugnito di sorpresa, ritrae l’attrezzo, lo posa a bordo piatto (in modo ovviamente errato, cioè con le punte all’insù) e carica la patata sul cucchiaio da portata. Neanche il tempo di gioire e gridare (mutamente, dentro di me) al miracolo che la triste realtà è tornata ad affacciarsi con altrettanta cruda sorpresa. Mia suocera ha sì utilizzato il cucchiaio da portata, ma anziché adoperare lo stesso per riporre la pietanza nel suo piatto si è aiutata con la sopra menzionata forchetta sbausciata (in pratica con la forchetta svuotava e – non contenta – puliva il cucchiaio). E mica una volta sola, ma di continuo. Alla fine ogni speranza è andata persa. Lo sbausciamento ha solo cambiato forma.

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Ultima notte a Vilnius, in hotel

Chi non mi conoscesse non troverebbe assolutamente nulla di strano nel titolo di questo post; chi invece legge il blog con una certa regolarità si starà probabilmente domandando: ma se a Vilnius hanno una casa perché mai sono andati in hotel?
In effetti quando siamo in città ci appoggiamo al nostro appartamento di Šeškinė*. Tecnicamente è di mia suocera, che infatti ci vive da metà Ottobre a metà Aprile (quando cioè non è nella casa di campagna), ma di fatto è perennemente occupato dal lituocognato, che di andarsene non ci pensa proprio**. Il lituocognato ha progressivamente aggredito tutti gli spazi vitali. Innanzitutto si è comprato un gatto*** (tre o quattro anni fa), poi è stata la volta della presa di possesso della sala, che è anche la camera da letto di mia suocera; qui lo scorso anno ha installato la sua batteria di processori con cui fare data mining finalizzato al guadagno in criptovalute (che come era ampiamente prevedibile e previsto rende sempre meno); le ventole di raffreddamento e il ventilatore aggiuntivo a piantana fanno una tale baccano che è assolutamente impossibile dormire. Come se non bastasse si è invitato a casa un amico e – da ultimo – ha reso l’aria irrespirabile grazie alla coltivazione di un paio di piantine di marijuana****. A ciò si aggiunga una casa senza cibo e sporca e infine – tutt’altro che secondario – una temperatura superiore ai 30°C.
Abbiamo resistito in queste condizioni una notte (con mia moglie costretta a dormire a casa di un’amica per mancanza di spazio); la seconda ci siamo spostati al diciannovesimo piano del Radisson Blu Hotel Lietuva. E per una volta non mi è spiaciuto spendere quel che ho speso (160***** euro per una camera tripla, che praticamente era un mini-appartamento, ovviamente con aria condizionata, vasca da bagno, box doccia tre volte più grande di quello che ho a Milano, ferro da stiro, TV satellitare con schermo gigante, ma sopratutto una vista spettacolare della città vecchia).

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* quartiere residenziale a nord del centro

** vivere ancora in casa a 38 anni, in Lituania, è come, da noi, vivere ancora in casa a 50 anni

*** io odio i gatti

**** non è ancora ben chiaro cosa intenda farci; l’unica cosa che sappiamo è che non la utilizzerà per fini ludici; conoscendo il personaggio deve essersi convinto che faccia bene per chissà quale infinità di cose

***** 159 euro + 1 euro di tassa di soggiorno (anche in Lituania esistono queste idiozie creative per spillare soldi ai turisti)

Papà, cantiamo oh oh-oh oh-oh dei Chitarrica?

Mia figlia oggi in auto mentre andavamo verso Molėtai. Traduzione: papà, cantiamo Seek And Destroy dei Metallica?

Larva di cervo lucano

L’altro ieri, scavando in giardino, mia moglie si è imbattuta in uno strano vermone. Abbiamo poi scoperto che si trattava della larva di un cervo volante.

La sodyba Saulėtekis di Ignalina

Chi volesse mangiare a Ignalina ha solo due opzioni: lo Žuvėdra e il Romnesa, con il secondo indubbiamente superiore al primo. In dieci anni lo abbiamo chiesto a destra e a manca, a dozzine di persone diverse (persino all’ufficio turistico!), ma le risposte si sono sempre e unicamente indirizzate sui due nomi ricordati sopra.
In realtà da poco tempo esiste una terza possibilità: la sodyba Saulėtekis. Esiste da un paio d’anni e si fa pubblicità da uno. Noi l’abbiamo provata oggi. Risultato? Non si mangia male, ma nemmeno bene. La conduzione è eccessivamente familiare, i piatti pochi e poco elaborati, le porzioni insufficienti. Il personale (mamma cuoca e figlia cameriera) si è rivelato molto simpatico, ma è chiaro che questo non può bastare.
Mi auguro grossi cambiamenti a breve, o a Ignalina gli unici due posti dove poter consumare un pasto decente resteranno sempre e solo lo Žuvėdra e il Romnesa.

I mangiacavallo

Oggi l’amico Daniele, con moglie e figlia, sono venuti a trovarci dalle nostre parti. Abbiamo pranzato allo Žuvėdra di Ignalina, fatto una passeggiata sul ponticello che connette le due sponde del Lago Paplovinis e poi siamo andati sulla collina di Kačėniškė (Kačėniškės piliakalnis) per goderci la vista del Lago Mergežeris (Mergežerio ežeras).
Giornata molto piacevole durante la quale ho appreso (e fatto mio) un nuovo termine: mangiacavallo; il modo davvero centrato con cui la moglie di Daniele chiama i tafani (quest’anno più numerosi e fastidiosi del solito).

Le minipizze

Tre amici – Abele, Boris e Caino – organizzano un aperitivo a base di minipizze (pizze con diametro ridotto, circa la metà rispetto alle versioni tradizionali). Abele porta 5 minipizze e Boris 3, mentre Caino porta 8 euro che poi dividerà tra i suoi due amici. Come deve avvenire la ripartizione degli 8 euro se i tre si dividono il cibo in parti eque?

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