Gražina di Daukšiai

Se cercate un villaggio di nome Daukšiai su una mappa della Lituania ne troverete diversi*; uno nella municipalità di Marijampolė, uno in quella di Skuodas, uno in quella di Kėdainiai, uno in quella di Joniškis e uno – quello che qui interessa a noi – dalla parti di Švenčionys, a un paio di km dalla nostra casa di campagna.

A Daukšiai vive Leona; fino a due anni fa aveva una vacca da latte, così, circa due o tre volte la settimana, andavamo da lei a comprare il latte fresco appena munto**. A un certo punto davanti alla casa di Leona è sorta quasi dal nulla una nuova abitazione; segni evidenti di tecnologia e modernità, e struttura in legno su due piani molto più ampia ed elegante delle catapecchie di cui si compone il villaggio (non questo in particolare, ma più o meno tutti). Ogni volta mia moglie e io sostavamo lì davanti; un paio di minuti al massimo durante i quali, da dentro la nostra auto, ammiravamo quella casetta da favola. La cosa è andata avanti così per un bel po’: diciamo circa tre anni.

Oggi ci siamo fatti coraggio e siamo andati in loco a parlare direttamente con i proprietari. L’idea era quella di capire quali fossero i passi necessari da compiere qualora anche noi volessimo costruire casa da queste parti (se e dove serve presentare un progetto ufficiale, quale tipo di architetto è il caso di contattare, come fare per reperire i costruttori, a quali aziende di impiantistica rivolgersi, come risolvere il problema della depurazione dell’acqua, ecc.). Così abbiamo parcheggiato nel giardino di Leona e ci siamo presentati in quello di fronte.

Ci si è fatta incontro una donna vestita in modo molto semplice, ma dal portamento cittadino e dai modi raffinati e gentili. Il sorriso di mia moglie ha immediatamente contribuito a rompere il ghiaccio, tanto che nel giro di una ventina di secondi Gražina – questo il suo nome*** – si è offerta di mostraci gli interni di casa sua (compresa sauna, sala impianti, taverna e laghetto artificiale nella parte retrostante). Casa che, vista dal di dentro, è risultata di una bellezza ben al di là della nostra immaginazione.
Al termine del nostro giro abbiamo fatto le presentazioni e la cosa ha fatto ridere sia noi che lei quando ci siamo resi conto che in realtà quella sarebbe stata l’operazione da compiere all’inizio. Gražina e mia moglie si sono scambiati i numeri di telefono e ci siamo lasciati ringraziando più volte per la gentilezza e la disponibilità.

Poi, quello che non ti aspetti. Nel pomeriggio Gražina ci ha telefonato tre volte. La prima per dirci che aveva parlato con il marito (attualmente in Lettonia) e che – compresa l’assoluta buona fede con cui eravamo capitati lì – aveva deciso, al ritorno di lui, di invitarci per un tè o un caffè. Le altre due per dirci che volevano assolutamente aiutarci a metter su casa e che avevano un po’ di nominativi da darci (architetto, e altri tipi di figure professionali di cui si sono avvalsi).
A quanto pare siamo anche stati i primi sconosciuti a cui Gražina ha permesso di entrare in casa sua.

Sia lei che il marito sono di Vilnius e, una volta andati in pensione, hanno deciso di trasferirsi a Daukšiai per tutto l’anno. Probabile che l’aver incontrato persone “normali” come noi (a differenza della media di bifolchi alcolizzati che vive da queste parti) ha fatto sorgere in loro di desiderio di comunicare e aprirsi. E la cosa è senza dubbio reciproca.

Ecco, queste sono le sorprese che a volte capitano anche qui in Lituania. E, come sempre, le cose inattese sono sempre le più belle.

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* non escludo che oltre i cinque qui citati ve ne siano altri

** qui in campagna è possibile farlo in molti villaggi, ma nella maggior parte dei casi l’igiene lascia abbondanentemente a desiderare (meglio dunque servirsi presso i supermercati della cittadina più vicina, come i Maxima di Švenčionys e Ignalina)

*** nome femminile lituano creato dal poeta polacco Adam Mickiewicz per il personaggio principale del suo poema Grażyna. Il nome deriva dall’aggettivo lituano graži che significa bella/graziosa (evidentissima l’origine latina del vocabolo)

Marco Zoppi ir Rolanda Sabaliauskaitė

Una quindicina di giorni fa, complice una giornata di pioggia in quel di Palanga, ho visto per caso in TV un frammento d’intervista a Rolanda Sabaliauskaitė. Ho così scoperto che la ragazza in questione è l’assistente (e nella vita anche compagna) di Marco Zoppi, artista delle “bolle” di fama internazionale di cui non avevo mai sentito parlare prima (che mica si può essere sempre aggiornati su tutto).

Telšē (Telšiai)

Questo è un post tardivo: avrei dovuto scriverlo una dozzina di giorni fa, quando – sulla strada da Švenčionys a Palanga (e dopo una notte a Radviliškis) – ci siamo fermati un paio d’ore a Telšiai, la capitale della Samogizia.
Erano almeno un paio d’anni che volevo visitare Telšiai e questa volta, finalmente, siamo riusciti nell’impresa. Telšiai mi è piaciuta ancor prima di mettervi piede, quando – all’ingresso della cittadina – siamo stati accolti dal cartello Telšē, scritto proprio in Samogiziano. E non è che c’era la versione ufficiale con la scritta Telšiai e Telšē riportato sotto in piccolo o tra parentesi: no, qui Telšē è la sola e unica scritta.
Nonostante i suoi poco più che 25.000 abitanti Telšiai è una delle città più antiche del Paese. Due i principali elementi di attrazione: il Lago Mastis e la piazza della cattedrale*, con le sue numerose e ironicamente fantasiose decorazioni scultoree.
Da segnalare anche la torre con l’orologio** e la gelateria-formaggeria Džiugas***, che proprio qui ha la sua sede principale.
Ma l’aspetto che più di ogni altro conquista di Telšiai è senza dubbio la sua architettura, molto vicina all’Europa continentale e solo in minima parte deformata e abbruttita dagli orrori stilistici dell’occupazione sovietica.

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* cattedrale eretta in onore di Sant’Antonio da Padova (merita una visita)

** l’orso che vi campeggia sopra è il simbolo della città e della stessa Samogizia

*** Džiugas è il nome del cavaliere che, secondo la leggenda, avrebbe fondato la città

I giardini botanici di Kretinga

Quando sono in vacanza una delle mie passioni consiste nel visitare i giardini botanici del luogo in cui mi trovo (se presenti). Non che sia particolarmente interessato alle specie vegetali ospitate, è che – semplicemente – stare lì (se si eccettua la temperatura*) mi fa stare bene.
Questo post vorrebbe essere più lungo, ma la famiglia (da un lato) e gli impegni lavorativi (dall’altro) non mi consentono di indugiare nei piaceri della scrittura.
E dunque trasformo il tutto in una breve segnalazione: quella relativa ai giardini botanici di Kretinga. Parte del museo di Kretinga (sfortunatamente chiuso per turno settimanale) i giardini sono in realtà molto piccoli (un unico ambiente strutturato su tre piani) ma estremamente ben curati e con un interessante sviluppo verticale. La cosa curiosa è che ospitano anche un ristorante immerso tra le piante**.

Se siete a Palanga una deviazione a Kretinga è a mio parere d’obbligo, specie se vi imbattete in una giornata in cui non ci sono le condizioni climatiche per darsi alla tipica vita da spiaggia.

Per info su museo e giardini botanici potete far riferimento a questo sito (quasi interamente in Lituano con una brevissima scheda in Inglese); per il ristorante vi rimando al sito ufficiale (solo in lingua lituana)

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* i 24° sono la mia soglia critica (limite molto più basso rispetto alla media di sopportazione degli umani)

** ristorante Pas Grafą (dal conte), anch’esso chiuso di lunedì

Turtina turtinga

Turtingas/turtinga è uno degli aggettivi più simpatici della lingua lituana; significa ricco/a, ma il suo suono mi rimanda alla versione milanese di torta*. Questa parola mi piace così tanto che ultimamente ne ho derivato uno degli infiniti soprannomi con cui sono solito chiamare mia figlia; in questo caso “turtina turtinga”; che ovviamente non vuol dire nulla (o, se si accetta la doppia lingua Milanese-Lituano, significa tortina ricca).

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* torta, pronunciato turta

Kretinettinga

Piccolo quartiere periferico di Kretinga.

Serp-jà-vu

Le abbondanti piogge di inizio Agosto 2016 avevano favorito, qui a Palanga, l’incontro con un serpente locale (ne ho parlato qui). L’altro giorno, mentre percorrevamo lo stesso sentiero in pineta che dal nostro appartamento in affitto conduce alla spiaggia, ricordavo l’episodio a mia figlia (che si è sùbito ricordata dell’evento); un paio di secondi dopo, mezzo metro davanti a noi, si è materializzato un cucciolo di serpente (non più di 12 cm di lunghezza) che goffamente tentava un improvvido attraversamento. Fortunatamente lo abbiamo visto in tempo per evitare di budinizzarlo.

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