Il torneo di freccette

Gino, Lino e Pino giocano un torneo di freccette che consiste in una serie di partite una-a-uno. Le regole sono le seguenti. Due giocatori si scontrano e il terzo resta fuori. Al termine di ogni partita chi vince rimane in gioco e disputa la partita successiva con chi era rimasto fuori al turno precedente, mentre il perdente riposa per un giro.
Alla fine del torneo Gino ha disputato 8 partite, Lino 11 e Pino 15.
Domanda: chi ha perso la quarta partita?

Estoingauni

Con l’avanzare dell’età c’è chi diventa più tollerante e chi meno. Io appartengo decisamente alla seconda categoria. Tra le cose che non sopporto, specie dopo quasi un mese qui ad Albenga, c’è l’incredibile lentezza degli Ingauni, esibita in particolare nei negozi di alimentari e nei supermercati. È una flemma che si riscontra da entrambe le parti: quella della cassiera e quella dell’acquirente.
C’è persino chi dice che siano un po’ tutti i Liguri di mare a essere così, ma qui non ho elementi diretti per sbilanciarmi, dunque preferisco non espormi.

Sul tetto d’Europa

Quando qualcuno vince una competizione sportiva a carattere continentale e il giornalista di turno titola o scrive “sul tetto d’Europa” a me girano piuttosto vorticosamente. Un po’ di fantasia, perbacco, sono decenni che si usa quest’espressione!

Perché la chiamiamo atmosfera e non corona atmosferica?

Se ragioniamo in termini puramente geometrici l’atmosfera terrestre non è affatto una sfera d’aria, ma una specie di corona sferica, tra l’altro estremamente irregolare. Lo stesso tipo di considerazione si applica a molti altri vocaboli (prevalentemente scientifici) che terminano appunto in -sfera (biosfera, chemosfera, cromosfera, esosfera, eterosfera, fotosfera, idrosfera, ionosfera, litosfera, mesosfera, omosfera, ozonosfera, pirosfera, stratosfera, termosfera, troposfera, …).
Viene da chiedersi se quella terminazione (-sfera) non sia usata in modo improprio e con un certa leggerezza. La realtà è che il suffisso in questione ha un valore molto più ampio di quello che gli attribuisce la geometria. A volte ci riferisce a vere e proprie sfere (barisfera, geosfera), altre – come detto sopra – siamo più vicini all’idea geometrica di corona sferica, infine ci sono casi assai più vaghi: si pensi alla magnetosfera e alla criosfera, ma anche a concetti ben più astratti come noosfera, xerosfera e blogosfera.
A chiarire tutto ci pensa – qui – il sempre attento vocabolario Treccani.

Te teñi d’ödž

Mia figlia ogni tanto si rivolge a mia madre e, con fare truce, mette indice e medio a forma di V, indirizza le dita prima verso i propri occhi, e poi verso mia madre (a volte ripetendo l’operazione due o tre volte). Il senso è: ti tengo d’occhio. Il più delle volte. però, finisce con lo scoppiare a ridere sùbito dopo.

Notte a Kėdainiai

Come vi avevo raccontato in questo post di circa un mese e mezzo fa quest’anno abbiamo deciso di suddividere il viaggio Švenčionys-Palanga in due parti, ritagliandoci una sosta intermedia di alleggerimento a Radviliškis. Una soluzione simile è stata adottata anche per il viaggio di ritorno; in questo caso abbiamo scelto come destinazione la cittadina di Kėdainiai, una cinquantina di km a nord di Kaunas.

La prima volta che ho sentito parlare di Kėdainiai è stato circa quattro anni fa. Mi trovavo su un volo WizzAir per Vilnius e accanto a me c’era un tizio toscano dislocato nel varesotto – tal Jacopo Bianchi* – la cui moglie era appunto originaria di Kėdainiai. Non che in quella circostanza si sia parlato della città, ma una volta atterrato mi è venuta la curiosità di approfondire l’argomento e, dopo aver visto alcune foto, ho compreso che prima o poi avrei dovuto visitarla. Così questa è stata l’occasione propizia.

Kėdainiai è una città antica, dalla storia alquanto travagliata. Anche dal punto di vista architettonico risente – tra l’altro splendidamente – delle varie dominazioni qui succedutesi; in particolare ha avuto un ruolo determinante la nobile e potente famiglia dei Radziwiłł. Anzi, proprio ai principi Radziwiłł è dedicata la Skrynia**, un bellissimo monumento in bronzo realizzato dallo scultore Algirdas Bosas tra il 2005 e 2006, e oggi divenuto uno dei simboli della cittadina.

Nel suo centro storico Kėdainiai si presenta diversissima da qualunque altro luogo della Lituania. Sembra piuttosto di trovarsi da qualche parte tra Germania, Polonia del nord, Paesi Bassi e Svezia del sud. Le viuzze del centro sono animate, con molti ristoranti, caffè, pasticcerie e locali caratteristici. La gente è particolarmente cordiale, molto di più rispetto alla media dei borghi lituani di periferia. A un certo punto siamo stati fermati per strada da una coppia che si è ricordata di averci visti a Palanga qualche giorno prima; una cosa del genere è praticamente impensabile in Lituania.

Dove dormire e dove mangiare. Come detto i ristoranti sono numerosi, ma quello dell’albergo Grėjaus Namas*** è senza dubbio degno di nota (vi basterà vedere qualche foto tratta dal sito ufficiale). Anche in questo caso, come già per Radviliškis, aspettatevi prezzi molto più bassi di quelli praticati a Vilnius e Kaunas. La stessa Grėjaus Namas è invece nella media (se non leggermente sotto) dal punto di vista della qualità delle stanze.

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* l’ultima volta che ci siamo sentiti si era trasferito con la famiglia in Danimarca

** traducibile con scrigno, arca, cassettone

*** la Casa di Dorian (Gray)

55 per…

55*91 = 5005
55*93 = 5115
55*95 = 5225
55*97 = 5335
55*99 = 5445
55*101 = 5555
55*103 = 5665
55*105 = 5775
55*107 = 5885
55*109 = 5995

39 per…

39*31 = 13*93
39*62 = 26*93

5, 11, 17, 23, 29

Quali sono le due caratteristiche della cinquina di numeri riportata nel titolo?

444.444

Quattrocentoquarantaquattromilaquattrocentoquarantaquattro

16/64, 19/95, 26/65

Le tre frazioni riportate nel titolo sono tre esempi in cui, con una semplificazione errata (per non dire stravagante) si può ottenere un risultato corretto.

16/64 = 16/64 = 1/4
19/95 = 19/95 = 1/5
26/65 = 26/65 = 2/5

La bellezza del 19

19 = – 1! + 2! – 3! + 4!

Il rapporto tra alunni lituani e russi

Il medesimo test viene sottoposto a due classi di studenti. La prima classe è composta da l alunni lituani e produce un punteggio medio di 98 (in una scala 0-100); la seconda classe è composta da r alunni russi e produce un punteggio medio di 64. Se mettessimo assieme le due classi il punteggio medio sarebbe 89.

Date le definizioni di punteggio medio possiamo scrivere:

[1] L/l = 98, R/r = 64

(dove L e R sono rispettivamente le somme dei punteggi totalizzati dagli alunni lituani e russi)

Riscrivendo le espressioni sopra otteniamo:

[2] L = 98l, R = 64r

La seconda relazione del problema è quella relativa all’unione delle due classi:

[3] (L + R)/(l + r) = 89

Sostituendo le [2] nella [3] si arriva a:

[4] 98l + 64r = 89l + 89r

Da cui:

[5] 9l = 25r

E, infine:

[6] l = (25/9)r

Bene, sin qui tutto estremamente semplice. La domanda che vi pongo è: sapete arrivare allo stesso risultato utilizzando un metodo più rapido?

9 1 1 1 1 1 1

Vedete l’ambigramma nel titolo?

Le dieci sedie

Davanti a voi ci sono dieci sedie numerate da 0 a 9. Sopra ogni sedia è appeso un incudine di una tonnellata. Un computer estrae a sorte quattro numeri interi (a, b, c, d) e poi esegue la differenza acbd. L’operazione è ripetuta un milione di volte (in tempi rapidissimi e ovviamente con numeri sempre diversi). Quando la differenza è uguale a uno dei dieci numeri 0, 1, …, 9 un meccanismo fa cadere l’incudine sopra la sedia corrispondente.
Se foste obbligati a sedervi su una di quelle dieci sedie quale scegliereste per minimizzare la probabilità di essere budinizzati?

Nota: questo problema non è affatto semplice, ma se conoscete un certo risultato (di matematica avanzata) potete persino evitare di fare calcoli.

Il diploma e il due

Oggi mi è venuto in mente questo vecchio post. Così ecco un’altra parola dall’etimo poco noto.

La regola dei sette quinti

Partiamo dalla frazione 7/5 e costruiamo la seguente frazione derivata:

(7+5+5)/(7+5) = 17/12

Poi prendiamo 17/12 e seguiamo il medesimo procedimento:

(17+12+12)/(17+12) = 41/29

Idem con 41/29:

(41+29+29)/(41+29) = 99/70

E via di seguito con 99/70:

(99+70+70)/(99+70) = 239/169

Andando avanti di questo passo che cosa sto facendo?

You mean love to me!

Quando lui le dice “you mean love to me!” lei lo prende a calci e se ne va urlandogli “it’s definitely over now!”.

Qual è la professione dei due?

35/70 + 148/296

Il risultato della somma delle due frazioni sopra è 1. Banale. Eppure in quella somma c’è qualcosa di molto particolare. Cosa?

Quale marca?

Ho acquistato un prodotto di una certa marca. Quest’ultima ha a che fare con le castagne d’acqua. Di che marca si tratta?

Stimare il miglio

Durante la nostra recente trasferta lituana ci siamo mossi con una Jetta presa a noleggio*.
Curiosamente tutte le grandezze mostrate dal computer di bordo erano espresse in miglia e non c’è stato verso di convertirle in km (la regolazione era bloccata).
Mia moglie, non conoscendo la lunghezza di un miglio, si è inizialmente trovata a disagio. Tuttavia, in base alla mia esperienza, anche chi ha studiato certe unità di misura fatica spesso a ricordarne il valore.
Nel caso del miglio terrestre (circa 1,609 km) esiste un piccolo espediente mnemonico: basta approssimarlo al valore della sezione aurea (circa 1,618). Per la maggior parte degli utilizzi pratici l’errore commesso (una sovrastima dello 0,56%) è più che accettabile.
E per chi non ricordasse la sezione aurea? È sufficiente approssimarla mediante i rapporti tra i numeri di Fibonacci (8/5, 13/8, 21/13, 34/21, …).
Oh, se poi siete pigri o irrimediabilmente avversi a un minimo di matematica andate direttamente su Wikipedia.

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* dopo l’esperienza negativa dello scorso anno questa volta ho scartato ancor prima di partire pet Vilnius l’idea di usare l’auto del lituocognato; il nostro ci ha infatti presentato il conto di un paio di interventi di manutenzione da noi mai autorizzati

Esagerato? Di più!

Eptagerato.

L’etimologia di cipolla

Non solo fa caldo qui ad Albenga, ma a rendere ancor più difficile il sonno ci sono anche i suoni (?) di una discoteca posta su una spiaggia a un paio di km da qui (sembra una distanza ragguardevole eppure vi garantisco che si sente tutto, fino alle 6 del mattino).
Questa notte, mentre fantasticavo su un possibile attacco terroristico da portare a termine non con dei kalašnikov ma con il peggior brano del peggior gruppo death metal di tutti i tempi (brano da sparare a volume altissimo e ripetere in loop per almeno tre ore), mi sono improvvisamente chiesto quale fosse l’etimologia della parola onion. Qui l’inattesa risposta. Poi se qualcuno “a caso” vuol dire qualcosa a proposito di Zwiebel è ben accetto.

Indivisibility

Sei i.

La sagra balneare del tatuaggio

Albenga, Bagni Vadino. Mai visti così tanti tatuaggi come quest’anno (in particolare sulle donne), e sopratutto mai visti tatuaggi tanto brutti su persone altrettanto brutte.

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