Reincarnazione

Se qualcuno mi chiedesse se credo nella reincarnazione risponderei di no. Tuttavia in tempi molto recenti un caso di reincarnazione si è verificato per davvero: i Led Zeppelin sono diventati i Greta Van Fleet. Per la gioia immensa di tutti quelli come me. Sì, perché ci sono le cover band, ci sono i cloni, ma – per quanto rarissimi – ci sono anche i “continuatori” del sacro suono.

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Piove che Dio la manda, ma quanta ne manda?

Ieri sera verso le 22:30 pioveva veramente forte. Ho pensato tra me e me: “piove che Dio la manda”. Poi, però, mi è venuta la curiosità di capire quanta acqua viene giù per davvero. E così, dato che da qualche anno sono collegato in tempo reale* alla centralina meteo del mio Comune di residenza, ho potuto fare qualche calcolo semplicissimo e rapidissimo.

Ora riaggiorno i calcoli con voi. Sono le 11:00 del 28 Ottobre 2018 e nel mio Comune le precipitazioni dall’inizio dell’anno sono state 953,2 mm. Un anno, questo 2018, più secco che piovoso; lo si capisce dal fatto che, solo nelle ultime 12 ore, sono caduti 44,5 mm di pioggia.

1 mm di pioggia equivale a un litro** di precipitazioni per m2 di superficie.

Il mio Comune si estende su un territorio di 12,61 km2 (cioè 12.610.000 m2)***. Dall’inizio dell’anno, quindi, sono caduti 953,2*12,61*106 = 12.019.852.000 litri d’acqua. Poco più di 12 miliardi di litri d’acqua.
Dividendo per 300,5**** otteniamo il valore medio giornaliero: 39.999.507,5 litri, cioè poco meno di 40 milioni di litri di pioggia.

Da qui possiamo anche provare a capire qual è il valore medio giornaliero di precipitazioni per abitante. Ovviamente questo calcolo dipende molto dalla densità abitativa. Nel mio Comune, posto a sud di Milano, ci sono un po’ di campagne e la densità non è molto elevata*****: 809 ab./km2***. Ne risulta che a ogni abitante possiamo associare 39.999.507,5/10.500 = 3.809,5 litri di pioggia per giorno (ho qui leggermente aumentato il dato Wikipedia della popolazione, fermo a circa un anno fa).

Pochi o tanti? Proviamo a vedere la cosa in questo modo. Prendiamo una confezione da 6 bottiglie di acqua minerale da 1,5 litri l’una. Facendo due conti si scopre che i 3.809,5 litri di pioggia giornaliera per abitante sono equivalenti a 3.809,5/1,5/6= 423,3 confezioni d’acqua. Visto che la mia famiglia è composta da tre elementi è come se ogni giorno qualcuno mi citofonasse e mi consegnasse 1.270 confezioni d’acqua (o, equivalentemente, 7.619 bottiglie).
Oppure pensiamolo in termini di vasche da bagno. Riempire completamente una vasca da bagno di medie dimensioni necessita di circa 150 litri di liquido. Anche in questo caso il calcolo è semplice e ci indica che una famiglia di tre persone avrebbe pioggia a sufficienza per riempire la propria vasca da bagno circa 76 volte al giorno.

Se invece abitassi a Bresso lo stesso livello di precipitazioni si tradurrebbe, per una famiglia come la mia, in 809 bottiglie giornaliere o in 8 vasche da bagno.

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* collegamento via Telegram mediante un bot creato dal Centro Meteo Lombardo; se volete sapere come si fa seguite le istruzioni qui

** il litro non fa parte del SI, ma probabilmente è più comodo e intuitivo per alcuni miei lettori; credo comunque che quasi tutti sappiano che 1 m3 equivale a 1.000 litri o, analogamente, che 1 litro è pari a 1 dm3 (cioè a un millesimo di metro cubo)

*** fonte: Wikipedia

**** numero di giorni dall’inizio dell’anno

***** 86-esimo posto su 134; si va dai 7.763 ab./kmdi Bresso ai 43 ab./km2 di Morimondo

Prima o poi toccherà al Montenegro

In queste ore circola su internet, in particolare su Twitter, un’accusa di razzismo (c’è bisogno di dire ridicola?) nei confronti dell’acqua Uliveto. Se non conoscete la storia fate klik qui. Siamo ovviamente in pieno ambito psichiatrico. Mi domando quanto ancora dovrà passare prima che qualche disturbato mentale chieda allo Stato montenegrino di cambiare nome in Montenero.

PS: per l’occasione ho creato la nuova categoria WebPsichiatria

Mosche del burro

Farfalle.

Dallo OED: common name of any lepidopterous insect active in daylight, Old English buttorfleoge, evidently butter (n.) + fly (n.), but the name is of obscure signification. Perhaps based on the old notion that the insects (or, according to Grimm, witches disguised as butterflies) consume butter or milk that is left uncovered. Or, less creatively, simply because the pale yellow color of many species’ wings suggests the color of butter. Another theory connects it to the color of the insect’s excrement, based on Dutch cognate boterschijte.

Darius e Ramunė (2); come mia suocera

Qui in Lombardia conosciamo molte coppie miste in cui la parte femminile è rappresentata da una Lituana, ma ci capita assai raramente di frequentare coppie lituane di Lituania (sia qui, sia quando siamo in loco). Darius e Ramunė sono stati un esempio del secondo tipo.
Durante la loro permanenza è sorta in me la curiosità di verificare come si sarebbero comportati a casa nostra, sopratutto in relazione al “benchmark” lituosuocera e lituocognato.

Alla fine, nonostante le pur apprezzabili differenze, sono emersi sopratutto i tratti comuni. Lo stare a tavola è stato il banco di prova principale. Anche loro, per esempio, si sono dimostrati del tutto privi della consapevolezza di quale debba essere la posizione del bicchiere; per loro non va a “nord” del piatto, ma a destra o a sinistra dello stesso, pericolosamente vicino al bordo tavolo. E poi le posate da portata; tu le metti in tavola e loro le bypassano, non le vedono proprio; osservare questa cosa per me ha ogni volta dell’incredibile. Anche l’uso di coltello e forchetta è stato abbastanza approssimativo; per quanto l’impugnatura fosse corretta, Darius non riusciva a separarsi dal coltello, che – giusto per farvi capire – usava anche per mangiare le penne al pesto; ora, cosa te ne fai del coltello per mangiare le penne? Mistero.
Per fortuna, almeno da parte loro, niente risucchio. Ed è già qualcosa.

Anche i discorsi alimentari si sono rivelati tipicamente lituani. Di fatto hanno parlato solo di carne e degli svariati modi di prepararla. Il dubbio che un consumo eccessivo di carne rossa non sia salutare non sembra sfiorarli nemmeno. Come del resto il consumo davvero abnorme di alcol (di cui ho parlato nel primo post) e il fumo, altra non invidiabile caratteristica del Lituano medio. Ramunė nel corso della sua vita ha fumato talmente tanto che la sua voce è da tempo irrimediabilmente compromessa.

Ma almeno erano simpatici? Premesso che oltre il terzo giorno di permanenza a casa di chiunque anche uno come Gesù Cristo (se esistesse) risulterebbe di troppo, possiamo dire di sì per Darius e di no per Ramunė. Tutto sommato poteva andarci peggio. Darius si è rivelato un bonaccione; anche il fisico ha aiutato in tal senso: una specie di incrocio tra Mark Knopfler, il documentarista David Attenborough e la versione sessantenne del mio vicino di casa cinquantenne. Darius dimostra 60 anni, ma ne ha 49. Ramunė, invece, avrebbe potuto anche restarsene a Vilnius.

Iran

Lerane.

Fantoccio laudense

Salvo eccezioni rarissime questo blog non si occupa di politica e non lo farà nemmeno in questa occasione.

Descrivo qui di seguito uno schema “classico” cui mi trovo esposto molto di frequente. Fase 1: qualcuno (in questo caso una mia cliente) mi riporta un fatto presentato in modo da suscitare grande sdegno. Fase 2: faccio un giro preliminare su internet (es. Twitter) e la cosa ricompare pari pari ma con un’amplificazione enorme. Fase 3: dopo un approfondimento minimo scopro che la realtà è totalmente diversa.

Il caso in oggetto è quello della mensa di una scuola di Lodi che escluderebbe dalla stessa i bambini extracomunitari. Leggi un paio di articoli seri e scopri che non c’è nessuna esclusione; se i genitori di questi bimbi non presentano adeguata documentazione i loro figli sono esclusi dall’esenzione del pagamento, non certo dalla mensa; basta che paghino (come quasi tutti gli altri) e hanno accesso al servizio, oppure possono non pagare e portarsi il cibo da casa.
Il provvedimento può piacere o non piacere e si può tranquillamente discutere di questo. Ma tirare fuori le solite questioni di razzismo, xenofobia, nazismo, apartheid, ecc. non ha alcun senso; è il solito modo di intorbidire le acque e di distorcere la realtà tipico di molte persone che si definiscono di sinistra; persone che hanno questo imperativo morale di dire agli altri cosa è bene e cosa è male (un vero e proprio complesso di superiorità).
Non è una malattia psichiatrica, ma quasi: è una malattia logica (e si può curare facilmente).

Quasi tutti questi casi rientrano infatti nella fallacia logica nota come “argomento fantoccio“, ed è questo il motivo per cui ne parlo qui.

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