Simona

Qual è la mia professione se nella rubrica del mio cellulare il nome della mia amante, Simona, è codificato come 14-42-11?

Chiarissimo

Quando in un dibattito televisivo un ospite sta parlando e il conduttore gli toglie la parola dicendo “chiarissimo”. Che, se lo dice, di solito significa che il discorso interrotto era tutto fuorché chiaro.

L’equivalenza dei conigli

8 rabbits = 1 rabbyte

Il mondo secondo Sergej

Ieri abbiamo festeggiato il compleanno di mia figlia assieme a una sua compagna di classe. La bimba ha entrambi i genitori russi, così ne ho approfittato per fare conoscenza con il padre, Sergej (la madre, taciturna e ancora poco pratica con la lingua toscana, la conoscevo già). Niente, i Russi sono Russi, non c’è modo di cambiarli. La loro capacità di distorcere la realtà è talmente radicata che dopo un po’ smetti di argomentare e te ne vai, lasciandoli lì a sproloquiare da soli.

Bene. Secondo Sergej la prima indipendenza dei Paesi baltici non è durata dal 1918 al 1940, ma solo dal 1918 al 1919. Sempre secondo lui la sua città natale (Kazan) sarebbe la terza più popolosa della Federazione Russa, quando invece è la sesta (prima ci sono Nižnij Novgorod al quinto posto, Ekaterinburg al quarto e Novosibirsk al terzo). Inoltre Mosca avrebbe venti milioni di abitanti (sono una dozzina, per quanto pur sempre un’enormità). Le sanzioni al Paese? Positive: stanno facendo decollare l’economia. Per tutto il tempo della nostra conversazione, poi, ha chiamato Lettonia la Lituania e Latvia la Lettonia (sull’Estonia non poteva sbagliare).

Dopo un po’ me ne sono andato e mi sono messo a parlare con una tizia di Boston, mamma di un’altra compagna di mia figlia, e poi con un’Argentina.

Quando è troppo è troppo.

C’è chi russa…

…e chi bielorussa.

Prevengo il commento di Mauro: “toglietegli internet!”

In pigiama sulle scale e in ascensore

Ecco, quelli che girano per i vari piani di un palazzo in pigiama io non li sopporto. Te li trovi sulle scale e in ascensore a orari improbabili, tipo la mattina del sabato, l’intera giornata di domenica e a partire dal tardo pomeriggio di un qualunque giorno lavorativo.

L’altra sera, verso le 19:20, tornavo a casa con mia figlia. Di solito andiamo sù a piedi, ma avevamo un po’ di borse (spesa, cartella, acqua, vino) così abbiamo chiamato l’ascensore. Quando si sono aperte le porte abbiamo trovato dentro il tizio del primo piano con la nipotina che abita al secondo, sotto di noi. Erano entrambi in pigiama e avevano già cenato. Così svegli che si erano persino dimenticati di premere il bottone, e noi li abbiamo tirati giù fino al piano terra. I bambini, si sa, non hanno freni inibitori, così mia figlia ha sùbito chiesto (in loro presenza): papà, ma cosa ci fa la Sofia in ascensore in pigiama a quest’ora?

Lì è proprio tutta la famiglia così: nonni, genitori e nipote sono costantemente in pigiama. Tra l’altro pigiami orribili.

Ma poi, qual è il senso di prendere l’ascensore per andare dal primo al secondo piano?

Lo spritz di Turku

Turku, mia moglie chiede uno spritz ma il barman non è in grado di prepararglielo. Alla fine si accordano per succo d’arancia con campari (che con lo spritz non c’entra nulla, ovviamente). Arriva il cocktail, ma non è sufficiente alcolico, così mia moglie chiede come è stata composto. “5 parti di succo d’arancia e 3 di campari”, risponde il Finnico. “No guardi, faccia in modo che campari e succo d’arancia sia nelle stesse proporzioni”, risponde mia moglie.

Sia α la quantità di miscela che il barman deve togliere dal cocktail e sia sempre α la quantità che, una volta tolta, deve essere sostituita con del campari. Quanto vale α affinché il cocktail sia composto per metà da succo d’arancia e metà da campari?

Difference does not imply discrimination

In questi ultimi giorni, consultando i pochi blog che seguo, sono venuto a conoscenza dell’ennesima ridicola battaglia femminista: la cosidetta tampon tax.
Ciò mi ha indotto a formulare un parallelo con i concetti di correlazione e causalità.

Correlazione non implica causalità (ma causalità implica correlazione)

Differenza non implica discriminazione (ma discriminazione implica differenza)

Pensare che correlazione implichi causalità e che differenza implichi discriminazione significa commettere una fallacia logica. Le fallacie logiche sono diffusissime, ma tali restano.

Il più grande dei due

Siano dati i seguenti numeri  α e β:

α = (9999.999 + 1)/(99910.000 + 1)

β = (99910.000 + 1)/(99910.001 + 1)

Qual è il più grande dei due?

Il numero di cinque cifre

Trova il numero abcde sapendo che:

a corrisponde al numero di 0
b corrisponde al numero di 1
c corrisponde al numero di 2
d corrisponde al numero di 3
e corrisponde al numero di 4

Sono con delle persone

Non ho mai sopportato quelli che tu li chiami al telefono e loro ti rispondono con un generico “sono con delle persone”. Certo che sei con delle persone, piciu banana, e con chi dovresti essere? Con degli animali? Con dei soprammobili?

Zucchero al velo

Capita che ci ho messo quasi 49 anni per rendermi conto che sulle etichette della Paneangeli lo zucchero a velo è chiamato zucchero “al” velo.

Gli hanno fatto un incantesimo

Per il settimo compleanno di mia figlia le abbiamo regalato alcuni DVD, tra cui La Bella e la Bestia. L’ho guardato con lei e a un certo punto mi sono reso conto che, rivolgendosi ai suoi cortigiani, nel parlare di Belle (Emma Watson), Gaston (Luke Evans) dice: “gli” hanno fatto un incantesimo. Complimenti al doppiatore Marco Manca.

Quanti triangoli? L’esercizio difficile, parte 3

Generalizziamo il problema precedente al caso in cui abbiamo m segmenti orizzontali J1K1, J2K2, J3K3 , …, JmKm paralleli alla base AB (per semplicità grafica possiamo immaginare che i punti dividano il cateto AC e l’ipotenusa BC in parti uguali, anche se ciò non è necessario). Oltre ai segmenti sopra vanno considerati i segmenti obliqui J2K1, J3K2, J4K3 , …, AKm

Quanti triangoli T = f(Pv, Ph) ci sono?

Dove Pv è il numero di fettine in cui viene diviso il triangolo di partenza in senso verticale e Ph è il numero di fettine in cui viene diviso il triangolo di partenza in senso orizzontale.

Esprimere f nel modo più compatto possibile.

Nota: quiz aperto a tutti.

Consiglio: evitate di usare il calcolo combinatorio.

Quanti triangoli? L’esercizio difficile, parte 2

Generalizziamo il problema precedente al caso in cui dal vertice C escono n segmenti che arrivano nei punti H1, H2, H3, …, Hn della base AB (per semplicità grafica possiamo immaginare che i punti dividano la base in parti uguali, anche se ciò non è necessario).

Quanti triangoli T = f(P) ci sono?

Esprimere f nel modo più compatto possibile.

Nota: quiz aperto a tutti.

Cappaeuro

Dopo una buona dozzina d’anni potete anche finirla di dire cappaeuro. Non se ne può più.

Imbevibile, imparabile, impiegabile

Imbevibile: non può essere bevuto, ma può essere imbevuto.

Imparabile: non può essere parato, ma può essere imparato.

Impiegabile: non può essere piegato, ma può essere impiegato.

Quanti triangoli? L’esercizio difficile, parte 1

Sia dato un triangolo rettangolo ABC appoggiato sul cateto AB e avente angolo retto in A. Dal vertice C si tracci un segmento fino ad H, punto medio di AB. Da J, punto medio del cateto AC, si tracci il segmento JK parallelo al cateto AB. Infine si colleghino, con un terzo e ultimo segmento, A e K.

Quanti triangoli ci sono?

Nota 1: questa prima parte è facile.

Nota 2: per ora (solo per ora) Mauro e shevathas ancora esclusi.

Quanti triangoli? Un altro esercizio facile

Si prenda un triangolo equilatero ABC di area unitaria appoggiato sulla base AB; sia questa la fase 1. Nella fase 2 si tracci un segmento parallelo a ciascuno dei lati che sia a metà strada tra il lato stesso e il vertice opposto; così facendo il triangolo viene diviso in quattro triangolini uguali, tre verso l’altro e un verso il basso. Nella fase 3 le linee di divisione parallele ai lati di partenza siano due, e queste dividano le tre altezze in tre parti uguali; questa volta i triangolini che si ottengono sono nove, sei verso l’alto e tre verso il basso.

Domanda 1: se, al passaggio n, calcoliamo la differenza d(n) tra i triangolini rivolti verso l’alto a(n) e quelli rivolti verso il basso b(n) qual è la forma di questa funzione?

Domanda 2: quando il triangolo di partenza è composto da 4.000.000 di triangolini qual è la percentuale dell’area del triangolo iniziale occupata dai triangolini rivolti verso l’alto? Esprimere le percentuali con tre cifre dopo la virgola.

Domanda 3: i triangolini rivolti verso l’alto sono sempre in numero maggiore rispetto a quelli rivolti verso il basso; il rapporto b(n)/a(n) a quanto tende al tendere di n all’infinito?

Domanda 4: in quanti triangolini deve essere diviso il triangolo iniziale affinché il rapporto b(n)/a(n) raggiunga il 99,900%?

Nota: Mauro e shevathas esclusi dal quiz (se non per commenti OT o per commentare le soluzioni di altri).

Fottutissimi ladri

Ieri mia moglie riceve una busta dall’agenzia delle entrate; sbianca e – comprensibilmente – scivola quasi all’istante in DPM (deep panic mode). Apre, e invece scopre con incredulo sollievo che le devono restituire 153 euro per un non meglio precisato eccesso di versamenti. Però gliene daranno 148 perché quella comunicazione costa 5 euro.
Giustamente mi dice: ma come, mi dicono che mi devono restituire dei soldi e per dirmelo mi fanno pagare? e poi addirittura 5 euro! una cosa del genere in Lituania non è nemmeno pensabile!

Quanti triangoli? L’esercizio medio-facile

Con riferimento al problema di ieri complichiamo un po’ le cose. Oltre ai segmenti  dal vertice alla base opposta tracciamo anche dei sementi paralleli alla base.

Nel primo problema il numero di triangoli era dato da:

T = f(P) = P(P+1)/2

Ora il numero di triangoli è dato da:

T = f(Pv, Ph)

Dove Pv (uguale al P del problema di ieri) è il numero di fettine in cui viene diviso il triangolo di partenza in senso verticale e Ph è il numero di fettine in cui viene diviso il triangolo di partenza in senso orizzontale.

Trovare f.

Se vi avessi proposto il problema in questa forma sin da subito la soluzione sarebbe stata di maggior difficoltà, ma se vedete questo nuovo problema come un’estensione del precedente restiamo sempre in ambito facile.

Mauro e shevathas di nuovo esclusi dal quiz (le risposte OT vanno sempre bene, però).

Quanti triangoli? L’esercizio facile

Ragioniamo, per semplicità grafica, su triangoli equilateri o isosceli, ma la cosa è valida per ogni tipo di triangolo.

Se prendo un triangolo ho ovviamente un triangolo.
Se dal vertice opposto alla base traccio un segmento che incontra quest’ultima da qualche parte (per comodità facciamo nel suo punto medio) posso visualizzare tre triangoli: quello intero, la metà di sinistra e la metà di destra.
Se, invece, di segmenti ne traccio due i triangoli che posso visualizzare sono sei.

Chiamiamo T il numero totale di triangoli che posso comporre e P il numero di parti (fettine) in cui decido di dividere il triangolo di partenza.
Sia T = f(P)

Trovare f.

Nota 1: sta per arrivare la pizza, ecco il perché di questo quiz.

Nota 2: Mauro e shevathas… non se ne parla neanche!

Gergely Dudás

Se ancora non lo conoscete vi invito a scoprire questo artista ungherese.

In dieci nel letto

Che viene sùbito da pensar male con un titolo così. Questo almeno è quello che ho pensato io quando l’insegnante di Inglese conversation ha dato questo brano ai suoi alunni per fare pratica con i numeri da uno a dieci.

Il dio denaro

Uno, trino e quattrino.

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