Il mondo secondo Sergej

Ieri abbiamo festeggiato il compleanno di mia figlia assieme a una sua compagna di classe. La bimba ha entrambi i genitori russi, così ne ho approfittato per fare conoscenza con il padre, Sergej (la madre, taciturna e ancora poco pratica con la lingua toscana, la conoscevo già). Niente, i Russi sono Russi, non c’è modo di cambiarli. La loro capacità di distorcere la realtà è talmente radicata che dopo un po’ smetti di argomentare e te ne vai, lasciandoli lì a sproloquiare da soli.

Bene. Secondo Sergej la prima indipendenza dei Paesi baltici non è durata dal 1918 al 1940, ma solo dal 1918 al 1919. Sempre secondo lui la sua città natale (Kazan) sarebbe la terza più popolosa della Federazione Russa, quando invece è la sesta (prima ci sono Nižnij Novgorod al quinto posto, Ekaterinburg al quarto e Novosibirsk al terzo). Inoltre Mosca avrebbe venti milioni di abitanti (sono una dozzina, per quanto pur sempre un’enormità). Le sanzioni al Paese? Positive: stanno facendo decollare l’economia. Per tutto il tempo della nostra conversazione, poi, ha chiamato Lettonia la Lituania e Latvia la Lettonia (sull’Estonia non poteva sbagliare).

Dopo un po’ me ne sono andato e mi sono messo a parlare con una tizia di Boston, mamma di un’altra compagna di mia figlia, e poi con un’Argentina.

Quando è troppo è troppo.

4 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Mauro Venier
    Gen 27, 2019 @ 22:18:45

    Che poi la Lituania era già stata indipendente anche prima (e talvolta anche unita alla Polonia). Il 1918-1940 come prima indipendenza vale solo per Estonia e Lettonia (ma come dissi già altrove alla Lettonia preferisco la Tettonia).

  2. Nautilus
    Gen 28, 2019 @ 11:25:52

    @ Mauro Venier

    Sì, ma parliamo di epoche lontane. Nel 1795 finisce sotto l’impero russo e da lì riuscirà a liberarsi solo nel 1918. Tra l’altro in tutti e tre gli Stati baltici – come ho sicuramente fatto notare in passato – si dà importanza molto maggiore alla prima indipendenza del 1918 (che è a termine) che non a quella del 1991 (che invece – salvo scenari oggi difficili da prevedere – dovrebbe durare ben di più).

  3. banzai43
    Gen 29, 2019 @ 01:22:19

    Se diventeranno amici tuoi, li accetterai come sono. A proposito di concetti spropositati, mai parlato con un texano?

  4. Nautilus
    Gen 29, 2019 @ 11:01:49

    @ banzai43

    Capiterà di incontrarci ancora, visto che sono i genitori di una compagna di mia figlia, ma vedo poco probabile un’amicizia. Ci si limiterà alla conoscenza. A me piace parlare con i Russi, come mi piace parlare con i Napoletani. I primi cinque minuti, poi stop.

    Mai fatto conoscenza approfondita con qualcuno del Texas. All’epoca del politecnico mi è capitato di parlare più volte con una Texana di Austin che faceva la barista al Pub Matricola. Ma non è mai capitato di fare discorsi seri. Di lei ricordo solo che rompeva un sacco di bicchieri.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...